Uno stramaledetto sabato afoso, una comunità stravolta, una città che si sente sotto attacco, una giovane esistenza soppressa, due genitori devastati per sempre, diverse altre ragazze ferite, alcune gravemente.
14 anni sono passati da quel 19 maggio 2012, da quando il sorriso radioso di Melissa, la dolcezza del suo volto, la lucentezza dei suoi occhi e la sua spensierata adolescenza furono cancellati in modo malvagio, crudele e mostruoso da mani assassine.
Il tempo scorre inesorabile ma non è riuscito a scalfire il suo ricordo, la sua memoria, a rimuovere il dolore straziante ed indelebile della sua mamma e del suo papà nascondendo le loro lacrime.
In questi 14 anni, fermi sempre a quel sabato mattina, quanta sofferenza nei suoi genitori, quanti ricordi di lei, dei suoi sogni, della sua voglia di vivere, dei suoi primi innamoramenti, delle sue fragilità, delle sue insicurezze, delle sue aspirazioni, dei suoi progetti futuri.
Perché quel Male assoluto – l’interrogativo senza risposta – si abbatté disumanamente su una ragazza non ancora sedicenne, nel pieno della sua vitalità, nell’attimo stesso in cui stava per varcare l’ingresso della scuola che frequentava?
La morte, la perdita di una figlia, il dolore ed il lutto sono momenti inesplorati ed imperscrutabili che rimarranno tali ai più – sicuramente a chi scrive – per sempre.
La vita cambia in un istante.
Quella di Melissa, vittima innocente della lucida follia e mostruosità umana, resta una vita immortale per Rita e Massimo che la generarono, insieme all’infinito loro amore per lei, quello stesso amore che oltrepassa il confine della vita.
MelissaBassi
❤️🌹
«Non c’è vita che almeno per un attimo non sia stata immortale. La morte è sempre in ritardo di quell’attimo»
(Wislawa Szymborska)















