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Riceviamo e pubblichiamo: Negli ultimi anni Mesagne è stata spesso raccontata come un modello di successo, una città capace di primeggiare nel turismo, nella cultura, nello spettacolo e nello sport. Un’immagine positiva che ha dato orgoglio alla comunità e visibilità al territorio. Oggi, però, è necessario interrogarsi con onestà su cosa resti oltre la narrazione e soprattutto quale futuro.
Sono tanti i progetti di riqualificazione avviati negli ultimi tempi e che stanno cambiando la città, ma la fase commissariale ha riportato in superficie criticità strutturali che non possono essere ignorate: strade dissestate, una pressione fiscale troppo alta, un mercato settimanale in declino, una zona industriale con carenze croniche, l’abbandono delle campagne, la trascuratezza delle aree verdi, i fenomeni di illegalità e vandalismo, le barriere architettoniche, la disoccupazione, la povertà, un diffuso senso di insicurezza e le ancora poche prospettive lavorative, soprattutto per i giovani.
Mesagne è certamente migliorata sotto molti aspetti, ma resta una città fragile, vulnerabile, che rischia di perdere la propria identità. Da storico centro agricolo e dell’industria agroalimentare di eccellenza, riconosciuto per la qualità delle produzioni e delle competenze, è diventata “un po’ di tutto”, senza riuscire a brillare davvero in nulla. Forse perché si è investito senza una visione chiara e coerente di sviluppo.
Si parla poco delle eccellenze artigiane scomparse, delle tradizioni agroalimentari dimenticate, della civiltà rurale abbandonata. Così come si discute ancora troppo poco di innovazione tecnologica, sviluppo energetico, sostenibilità ambientale e ricerca, che potrebbero invece rappresentare veri fattori di competitività.
Mesagne è una città del Sud che vive dentro una crisi più ampia, aggravata dalle difficoltà industriali di Brindisi e Taranto, che coinvolgono centinaia di lavoratori mesagnesi. In questo contesto, per un giovane laureato senza particolari relazioni, costruire un futuro resta spesso un percorso a ostacoli.
Eppure le potenzialità sono enormi. Mesagne è una città messapica nel cuore del Mediterraneo, ricca di storia, intelligenze e capitale umano. È strategicamente collocata vicino a tre aeroporti, a porti marittimi fondamentali, a infrastrutture stradali e ferroviarie decisive, in un territorio di straordinaria bellezza e biodiversità.
Il Partito Liberaldemocratico Puglia ritiene che sia giunto il momento di cambiare rotta: costruire un modello di sviluppo nuovo, capace di radicarsi nelle tradizioni e, allo stesso tempo, di guardare lontano. Un modello che metta al centro la persona e la famiglia, la cultura e l’ambiente, la ricerca e l’innovazione tecnologica, la crescita delle imprese e il benessere collettivo.
Serve una visione che vada oltre le scadenze elettorali e che renda i cittadini protagonisti attivi del cambiamento. L’auspicio per il 2026 e per gli anni a venire è che Mesagne sappia ritrovare sé stessa e costruire una città davvero innovativa, inclusiva e moderna, orientata alla felicità delle persone che la abitano.
Domenico Rogoli
Componente della Segreteria Regionale
Partito Liberaldemocratico Puglia








