Home CronacaLA POLIZIA DI STATO DI BRINDISI ARRESTA DUE PREGIUDICATI COLTI NELLA FLAGRANZA DEL REATO DI DETENZIONE AI FINI SPACCIO DI SOSTANZE STUPEFACENTI

LA POLIZIA DI STATO DI BRINDISI ARRESTA DUE PREGIUDICATI COLTI NELLA FLAGRANZA DEL REATO DI DETENZIONE AI FINI SPACCIO DI SOSTANZE STUPEFACENTI

da Cosimo Saracino

Nel rispetto dei diritti delle persone indagate, della presunzione di non colpevolezza e della necessaria verifica dibattimentale, per quanto risulta allo stato attuale, salvo ulteriori approfondimenti e in attesa del giudizio, si comunica quanto segue.

La Polizia di Stato di Brindisi, nell’ambito di specifici controlli disposti dal Questore di Brindisi e nel corso della consueta attività di contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, nelle giornate del 2 gennaio 2026 e del 9 gennaio 2026 ha proceduto all’arresto rispettivamente di due pregiudicati brindisini, del ’95 e del ’71, colti nella flagranza del reato di detenzione ai fini spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina e hashish.

All’arresto dei predetti si è giunti nell’ambito di due autonome attività di perquisizione effettuate d’iniziativa presso le loro abitazioni a fronte di forti sospetti circa il loro coinvolgimento in attività illecite connesse allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Nel corso della perquisizione effettuata a carico del giovane del ‘95 sono stati rinvenuti 22 grammi di cocaina, 50 grammi di hashish, n. 1 bilancino, n. 1 involucro di nastro da imballo avente la forma di una pistola semiautomatica, tagliato dalla parte superiore, al cui interno vi erano n. 3 cartucce con scritto sul fondello “g.f.l. auto 380”. Mentre, nell’ambito della perquisizione effettuata nei confronti dell’uomo del ‘71 sono state rinvenute e sequestrate 38 dosi di cocaina, per un peso pari a 13,40 grammi, oltre che materiale per il confezionamento e somma contante pari a 5.600,00 euro.

Alla luce di quanto rinvenuto, i due soggetti sono stati pertanto tratti in arresto e, per come disposto dal pubblico ministero di turno, all’esito delle formalità, uno tradotto in carcere (il ragazzo del ’95) e l’altro (l’uomo del ’71) sottoposto agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida.

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