È dedicato ai bisogni di salute delle persone intersessuali, transgender e gender diverse, dalla nascita al percorso di vita il progetto formativo in quattro moduli in Fad sincrona in programma il 14, 20 e 27 gennaio e il 3 febbraio. Responsabili scientifici sono la psicologa Francesca Masiello e l’assistente sociale Massimiliano Fiorentino, presidente Croas Puglia.
Il corso, aperto agli operatori sanitari e sociosanitari, rientra nel progetto organizzato dall’Ufficio formazione della Asl, con il patrocinio del Consiglio regionale dell’Ordine degli assistenti sociali e avviato nello scorso mese di novembre. L’obiettivo del percorso formativo è garantire un accesso dignitoso e il rispetto delle differenze in ogni servizio o prestazione sociale, assistenziale o sanitaria, anche durante le degenze, per promuovere la salute delle persone LGBTQIA+ e favorire la condivisione di saperi, competenze e buone pratiche tra le figure professionali dei servizi pubblici e privati.
“L’orientamento sessuale, l’identità di genere e le caratteristiche di sesso – spiega Massimiliano Fiorentino – sono elementi fondamentali dell’identità personale. La comunità scientifica internazionale ha riconosciuto la loro variabilità, contribuendo a cancellare lo stigma che spesso ha accompagnato le vite di molte persone con orientamenti sessuali diversi. L’Organizzazione Mondiale della Sanità il 17 maggio del 1990 ha ufficialmente definito l’omosessualità non una malattia mentale ma una ‘variante naturale del comportamento umano’. Il 19 giugno 2018 la stessa decisione è stata presa per la transessualità. La derubricazione contribuisce a ridurre lo stigma associato alla transessualità, promuovendo una maggiore accettazione e inclusione sociale”.
Per Francesca Masiello “nonostante l’impegno crescente delle istituzioni internazionali in termini di politiche sociosanitarie inclusive rivolte a questa fascia di popolazione, le persone LGBTQIA+ tuttora subiscono forti discriminazioni in molti aspetti della vita quotidiana, compresi l’accesso e l’utilizzo dei servizi sanitari e la fruizione di risorse determinanti in termini di salute come l’istruzione, l’abitazione e il lavoro. A causa dell’omo/lesbo/bi/trans negatività reale o percepita, questa fascia di popolazione può ritardare l’accesso ai servizi sanitari, allontanarsene dopo un primo accesso, con conseguenze significative in termini di salute. Proprio per affrontare queste criticità, la Regione Puglia ha approvato la legge regionale numero 25 del 19 luglio 2024, intitolata ‘Disposizioni per garantire il principio di pari opportunità e di parità di trattamento in riferimento all’orientamento sessuale, all’identità di genere e alle variazioni nelle caratteristiche di sesso’. Con il nostro progetto formativo stiamo coinvolgendo un’ampia platea di operatrici e operatori impegnati nei servizi socioassistenziali e sociosanitari, sia interni alla nostra Asl, sia nei servizi territoriali, con l’obiettivo di promuovere l’adozione di un linguaggio inclusivo e la diffusione di buone prassi nella presa in carico sociosanitaria delle persone LGBTQIA+”.
UFFICIO STAMPA ASL BRINDISI









