Home Dal TerritorioContrasto al caporalato, firmato oggi a Brindisi il Protocollo d’intesa tra Regione Puglia, Prefettura e Procura di Brindisi

Contrasto al caporalato, firmato oggi a Brindisi il Protocollo d’intesa tra Regione Puglia, Prefettura e Procura di Brindisi

da Redazione

Questo pomeriggio, alla Prefettura di Brindisi, il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro ha sottoscritto il Protocollo d’intesa per il potenziamento dell’attività di prevenzione e repressione dell’intermediazione illecita, dello sfruttamento del lavoro e del lavoro forzato nel territorio brindisino. L’accordo, autorizzato dalla Giunta regionale con delibera del 10 novembre 2025, vede la partecipazione della Prefettura di Brindisi, della Procura della Repubblica, dei Comuni di Brindisi e San Pietro Vernotico e di un’ampia rete di attori istituzionali, economici e sociali.

Il Protocollo nasce dall’esigenza, maturata in seno al Tavolo provinciale per il contrasto al caporalato, di promuovere un approccio coordinato per la vigilanza e il controllo delle infiltrazioni criminali nel tessuto produttivo del territorio, particolarmente avvertite nei settori del turismo e dell’agricoltura. Il documento, composto da 11 articoli, prevede strumenti operativi volti a rafforzare la tutela dei lavoratori e, in particolare, dei lavoratori migranti che si trovano in condizioni più vulnerabili. Tra gli strumenti spiccano:

–        la Carta dei Diritti (art. 3), un documento informativo multilingue che esplicita diritti contrattuali, retributivi e di sicurezza, e indica canali e recapiti (numero verde, WhatsApp, sito web) per l’accesso all’Help Desk anticaporalato;

–        il Camper del Lavoro (art. 4), infrastruttura mobile di ARPAL Puglia utilizzata per la profilazione, l’orientamento e il primo supporto sanitario e legale per i lavoratori, con una presenza programmata nei Comuni con maggiore presenza di braccianti agricoli;

–        il Luogo d’accoglienza (art. 5), una struttura fissa deputata all’erogazione di servizi di prima assistenza, da istituire nel Comune di San Pietro Vernotico, presso i Centri per l’Impiego di Francavilla Fontana, Ostuni e Mesagne e nelle sedi provinciali di CGIL, CISL e UIL;

–        Il Polo Sociale Integrato (art. 6), realizzato nell’ambito del progetto Su.Pr.Eme., istituito dalla Regione Puglia nel Comune di Brindisi con l’obiettivo di assicurare servizi di prima assistenza, mediazione culturale, assistenza legale, formazione e co-housing per le persone più vulnerabili;

–        un servizio di trasporto privato complementare a quello pubblico (art. 7) per garantire spostamenti sicuri tra residenza e luogo di lavoro in favore di lavoratrici e lavoratori, in particolare extracomunitari, la propria attività nel territorio del Comune di Brindisi, con una successiva estensione anche ai Comuni di Oria, Torre Santa Susanna, Villa Castelli, Carovigno, Ceglie Messapica e San Michele;

–        un piano di controlli quindicinali (art. 8) che integra le competenze dell’Ispettorato del Lavoro, SPESAL, Forze di Polizia, Guardia di Finanza, INPS e INAIL per realizzare verifiche coordinate in ambito lavoro, sicurezza, contributi e di contrasto all’immigrazione clandestina;

–        l’impegno di Procura e Prefettura a promuovere una formazione specializzata (art. 11) nei confronti di ufficiali di polizia giudiziaria, imprenditori, studenti e lavoratori sui temi del contrasto al caporalato, dello sfruttamento del lavoro, del lavoro forzato e della tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro.

Il Protocollo ha durata biennale dalla data di sottoscrizione e prevede la possibilità di adesione di ulteriori soggetti pubblici e privati. Il monitoraggio delle misure e la valutazione della loro efficacia sono affidati a una Cabina di regia che si riunisce con funzioni consultive e decisionali.

L’intesa si inserisce in un programma iniziative che la Regione Puglia, attraverso la Sezione Sicurezza del Cittadino, Politiche per le migrazioni e Antimafia Sociale, promuove su tutto il territorio regionale per prevenire le infiltrazioni mafiose nell’economia e nella società, per contrastare lo sfruttamento lavorativo e abitativo delle persone migranti e per favorire la loro piena partecipazione alla vita pubblica e l’accesso ai diritti. La Puglia partecipa inoltre al coordinamento delle cinque Regioni del Sud Italia per definire politiche e linee di intervento condivise sul tema del contrasto al caporalato in un programma quinquennale finanziato con 45 milioni di euro, dal titolo “Su.Pr.Eme. 2”.

Il Presidente Antonio Decaro ha dichiarato che “la Regione Puglia non si è mai sottratta e mai si sottrarrà alla lotta contro il caporalato e contro ogni forma di sfruttamento del lavoro. Questa terra ha già lottato nel passato contro lo sfruttamento dei caporali, contro lo sfruttamento del lavoro e contro tutte quelle forme di sfruttamento criminale di esseri umani. E siamo pronti a farlo ancora. Lo faremo perché per noi non esistono lavoratori migranti o lavoratori autoctoni. Per noi esistono le persone. Esseri umani che prima ancora del diritto al lavoro hanno diritto alla dignità di persone che sono arrivate qui per vivere prima ancora che per lavorare”.

“La Regione Puglia – ha proseguito Decaro – è impegnata su tutto il territorio regionale in progetti che hanno l’obiettivo di permettere a chi viene in Puglia per lavorare, di vivere dignitosamente e in sicurezza. Perché chi è ridotto in condizioni di schiavitù, chi vive quotidianamente soprusi, chi non ha diritti né nessun tipo di assistenza non ha nessuna possibilità di sentirsi parte delle nostre comunità e quindi di rispettarle. Per me la sicurezza delle nostre comunità passa anche da qui: dall’integrazione delle persone che vivono in condizioni di marginalità estrema. Questo protocollo parla proprio di questo. Di sicurezza. Di sicurezza dei lavoratori e delle comunità in cui vivono queste persone, che sia per qualche mese o in maniera permanente non importa. E sono felice che questo protocollo veda tra i protagonisti anche la Procura, a dimostrazione che esiste un sistema Stato che è capace di mettere in campo un insieme di azioni che mirano al rafforzamento della sicurezza attraverso politiche di prevenzione, di assistenza, di salute, di diritti, di lotta contro chi sfrutta. Non sarà sempre facile, lo sappiamo, l’incendio di qualche giorno fa è la dimostrazione che a qualcuno conviene continuare a tenere i lavoratori in condizione di privazione perché senza diritti non c’è futuro e senza promessa di futuro non c’è integrazione. Noi, tutti insieme, dobbiamo spezzare questa spirale negativa per sottrarre spazio ai caporali ma anche per garantire alla nostra terra e alle imprese oneste, lavoratori che lavorano bene, vivono bene, in comunità sicure, per far crescere la nostra economia ma anche per costruire una Regione più giusta e più civile”.

L’Assessora regionale alle Politiche migratorie Silvia Miglietta ha ricordato che “la sottoscrizione di questo Protocollo arriva in un momento di tensione per il territorio brindisino. Solo pochi giorni fa, infatti, un immobile candidato a diventare un luogo di accoglienza e integrazione per i lavoratori e le lavoratrici migranti è stato oggetto di un incendio doloso, che si aggiunge ad altri episodi registrati e denunciati dagli amministratori del territorio. La nostra presenza qui, oggi, è anche una risposta a questa escalation. Un modo per dire che le istituzioni, e con loro i cittadini, le associazioni e le imprese, non arretrano, non hanno paura e sono compatte”.

 L’elenco dei soggetti firmatari

Il Protocollo d’intesa per il potenziamento dell’attività di prevenzione e repressione dell’intermediazione illecita, dello sfruttamento del lavoro e del lavoro forzato nel territorio di Brindisi è stato sottoscritto da Regione Puglia, Prefettura di Brindisi, Procura di Brindisi, Comuni di Brindisi e San Pietro Vernotico, Questura di Brindisi, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Locale, ARPAL Puglia, INPS, INAIL, Ispettorato del Lavoro, Camera di Commercio Brindisi-Taranto, STP Brindisi, Confagricoltura, CIA Due Mari, Coldiretti, le sigle sindacali CGIL, FLAI CGIL, CISL, FAI CISL, UIL, UILA, Agribrindisi Ebat, Comunità Africana di Brindisi e Provincia.

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