Mesagne vince, ma deve sudare fino all’ultima goccia. La Rossotono N. Virtus piega 85-76 una coriacea Nuova Matteotti Corato al termine di una gara più complicata del previsto, segnata da un arbitraggio che accende gli animi e da una squadra ospite capace di spingersi con il cuore oltre l’ostacolo.
Corato parte senza timori reverenziali, si chiude per lunghi tratti in una zona stretta e mobile che manda fuori ritmo i padroni di casa e ne evidenzia le imprecisioni offensive. Mesagne fatica a trovare fluidità, si innervosisce e paga caro i tanti falli: coach Olive è costretto a ruotare tutta la panchina già nella prima metà di gara per gestire una situazione disciplinare delicata.
Gli ospiti restano avanti fino a metà terzo quarto, sospinti da energia e organizzazione. La Rossotono sembra impantanata, incapace di trovare continuità contro la difesa schierata di Corato. È in quel momento che la partita cambia volto.
Sale in cattedra capitan Marco Giuri, che con la solita leadership silenziosa rimette ordine nei possessi chiave. Accanto a lui si accende il nuovo acquisto Divac: energia, presenza e punti pesanti. Il break è di quelli che spostano l’inerzia, un 9-0 secco che ribalta definitivamente la sfida e restituisce fiducia al pubblico di casa.
Nel finale c’è spazio per qualche altra decisione arbitrale discutibile, ma Mesagne ormai ha preso il controllo emotivo e tecnico della gara. Troppa esperienza, troppa maturità per lasciarsi sorprendere ancora.
Finisce 85-76: una vittoria meno brillante del solito, ma forse proprio per questo ancora più pesante. Perché le squadre che vogliono restare in alto devono saper vincere anche così, soffrendo. E la Rossotono N. Virtus Mesagne lo ha dimostrato.
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