Home Primo PianoSchiaffo a gioco fermo, bufera nel derby: Bellfika accusa, Virtus si scusa

Schiaffo a gioco fermo, bufera nel derby: Bellfika accusa, Virtus si scusa

da redazione sport

Tensione e polemiche al termine della sfida tra Bellfika Mesagne e Virtus Basket Brindisi, disputata il 14 febbraio 2026, in un episodio che ha finito per oscurare i contenuti sportivi della gara.

Secondo la ricostruzione fornita dalla società mesagnese, durante un’interruzione di gioco un tesserato della Virtus, già colpito da un provvedimento di espulsione, mentre abbandonava il campo avrebbe sferrato uno schiaffo violento e deliberato a un atleta del Bellfika seduto in panchina, del tutto estraneo all’azione. Un gesto avvenuto a gioco fermo e, come sottolineato dalla dirigenza di Mesagne, «al di fuori di qualsiasi contesto agonistico», che configurerebbe una vera e propria aggressione.

Il giocatore colpito, sempre secondo la nota del club, non avrebbe reagito, mantenendo un comportamento definito «corretto e sportivo» nonostante l’accaduto. Il Bellfika ha inoltre espresso rammarico per l’assenza, nelle ore successive, di una presa di posizione pubblica netta da parte della società avversaria, oltre a criticare la gestione arbitrale dell’episodio, ritenuta non sufficientemente chiara e ferma. La squadra, si legge ancora nel comunicato, sarebbe stata costretta a proseguire l’incontro in un clima «fortemente antisportivo» e in uno stato emotivo inevitabilmente condizionato.

Non si è fatta attendere la replica della Virtus Basket Brindisi. La società ha precisato di aver già porto formali scuse al termine della gara attraverso il proprio coach, ritenendo che l’episodio fosse stato oggetto di chiarimenti immediati anche alla luce dell’atteggiamento della squadra ospite. La dirigenza brindisina ha dichiarato di comprendere l’amarezza del tecnico Santini e del Bellfika, assicurando che saranno approfondite le ragioni di un gesto che, viene evidenziato, «trascende dai valori dello sport e della Virtus stessa».

Resta ora da capire quali saranno le eventuali decisioni degli organi competenti. Di certo, una vicenda che riaccende il tema del rispetto e della tutela dei valori sportivi, dentro e fuori dal parquet.

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