Alessandro Pastore, responsabile dell’ufficio Urbanistica del Comune di Manduria, con la compagna Marta Caliolo, responsabile dello stesso ufficio a Mesagne, sono bloccati da ggiorni nelle Maldive a causa del conflitto in medio oriente. l’appello di Pastore su facebook: Sono bloccato insieme alla mia compagna qui all’aeroporto internazionale Velana di Malé alle Maldive, e la situazione sta diventando insostenibile. Siamo partiti da Roma il 23 febbraio con Qatar Airways diretti a Doha, poi il 26 febbraio abbiamo proseguito verso le Maldive sempre con loro. Il volo di rientro era previsto per il 3 marzo, ma Qatar Airways lo ha prima cancellato e riprogrammato al 5, poi lo ha ricancellato di nuovo e spostato al 6 marzo. Ora ho il brutto presentimento che anche questo volo verrà annullato… Siamo qui da giorni, in attesa, impotenti, mentre il tempo passa e le speranze diminuiscono.
E non siamo gli unici: è passato quasi una settimana dall’inizio del conflitto tra USA, Israele e Iran, e ancora nulla è stato fatto per i centinaia di italiani intrappolati qui. Coppie, famiglie, turisti che avevano sognato queste vacanze… tutti in condizioni precarie: accampati sui pavimenti, in ansia per medicine che finiscono, qualcuno che piange per l’incertezza. A Malé non c’è un’ambasciata italiana vera e propria, solo un console onorario (Giorgia Marazzi). Ieri 4 marzo alcuni italiani lo cercavano disperatamente in aeroporto dopo aver saputo che fosse lì per dare supporto. Non so se abbiano avuto la fortuna di incontrarlo, ma la presenza di un solo console onorario in una crisi del genere rende tutto ancora più complicato e isolato.
Il governo italiano parla di “possibili voli charter”, ma ad oggi nulla. Zero azioni concrete, probabilmente perché ha altre priorità.
E le compagnie aeree? In aeroporto ci sono aerei fermi di Qatar Airways, Emirates ed Etihad – compagnie ricchissime del Golfo – che potrebbero ripartire subito riprogrammando le rotte verso hub sicuri e riportando a casa chi ha già pagato i biglietti( sia ben chiaro non vogliamo nulla gratis). Basterebbe un minimo di collaborazione con partner internazionali e una spinta forte dal nostro Governo per obbligare ITA a organizzare voli charter d’emergenza. Invece silenzio tombale: nessuna sensibilità verso chi è bloccato da giorni, nessuna capacità di gestire una crisi come questa.
È inaccettabile. Italia, fatevi sentire!
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