Home PoliticaMesagne: attenzione a non trasformare un fatto giudiziario in un’operazione di manipolazione narrativa – di Angelo Stanisci

Mesagne: attenzione a non trasformare un fatto giudiziario in un’operazione di manipolazione narrativa – di Angelo Stanisci

da Redazione

Riceviamo e pubblichiamo: Sul piano della comunicazione politica, il punto è semplice: un’inchiesta sull’usura non prova che in questi anni a Mesagne si sia fatta solo propaganda sulla legalità.
Prova, semmai, una cosa più seria e meno comoda da semplificare: che i processi di neutralizzazione della cultura mafiosa non sono lineari, non sono definitivi e non si misurano con slogan assoluti.

Sul piano tecnico, confondere la persistenza di un fenomeno con il fallimento dell’intero percorso è un errore di framing.
Perché una città può aver compiuto passi enormi sul terreno civile, istituzionale e reputazionale e, allo stesso tempo, continuare a presentare sacche residue di vulnerabilità, zone grigie e comportamenti regressivi.

La variabile decisiva, in termini di marketing politico-amministrativo, non è l’esistenza del caso.
È come il sistema pubblico reagisce.
E qui il dato conta: indagine, monitoraggio, emersione, intervento dello Stato.
Questo non certifica il fallimento del cambiamento.
Certifica che il cambiamento è un processo ancora vivo, non una cartolina.

C’è poi un aspetto comunicativamente scorretto: la figura del politico vittima viene subito usata come arma per colpire una stagione amministrativa, una narrazione cittadina, perfino un’intera idea di trasformazione del territorio.
Ma qui serve rigore: una vittima, anche se appartenente alla sfera pubblica, non può essere ridotta a munizione polemica per regolare conti politici o giornalistici.
Altrimenti non si sta facendo informazione: si sta facendo weaponization del caso.

L’operazione retorica di certi commenti è trasparente: prendere un episodio grave, isolarlo dal contesto storico e usarlo per dire che “era tutto finto”, “era tutta facciata”, “non è cambiato nulla”. È una tesi debole, perché ignora la domanda fondamentale: Mesagne è davvero la stessa di 30 anni fa?

Se la risposta è no – e oggettivamente è no – allora sostenere che negli ultimi anni si sia fatta solo propaganda non è analisi: è propaganda contraria.
Verdetto critico: una lettura seria deve tenere insieme due verità: la mafia non è magicamente debellata e Mesagne non è più quella di ieri.
Negare la prima è ingenuità. Negare la seconda è malafede narrativa.

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