80º ANNIVERSARIO DEL VOTO ALLE DONNE – IL CASO DI MESAGNE
(di Damiano Franco)
In occasione della ricorrenza dell’8 marzo di quest’anno si celebra l’80º anniversario del voto alle donne per la Costituente e per il Referendum istituzionale del 2 giugno 1946.
In realtà il suffragio universale fu approvato con il decreto n. 23 del 1 febbraio 1945 emanato dal governo Bonomi dopo la caduta del fascismo.
È opportuno ricordare però che le donne mesagnesi ebbero il privilegio di avvalersi del suffragio universale prima del 2 giugno. Infatti il 7 aprile 1946 votarono per eleggere il nuovo Consiglio Comunale in modo democratico dopo l’esperienza dei Podestà fascisti.
Le elettrici mesagnesi erano più numerose degli elettori maschi e soprattutto tra i votanti le donne furono più numerose.
Esse contribuirono ad eleggere per la prima volta 2 consigliere donne: Lina Perrucci e Chiara Di Giulio Rubino. Il voto delle donne contribuì a dare a Mesagne un’Amministrazione Comunale di Sinistra a guida comunista, unica in provincia.
Lina Perrucci fu la prima donna mesagnese ad essere eletta Assessore. Insomma le Mesagnesi, cioè le nostre mamme, nonne e bisnonne, seppero fare le cose in grande sin dall’inizio: un significativo esempio di consapevolezza civile e responsabilità.
Dopo l’elezione di Lina Perrucci e Chiara Di Giulio Rubino, Mesagne non ha avuto consigliere comunali per un lungo periodo. Bisognerà attendere gli anni ’80 per vedere una rappresentanza femminile tra i banchi del Consiglio comunale elette sempre nelle liste del PCI.
Dopo l’esperienza di consigliera comunale e assessore, Lina Perrucci ha continuato la sua militanza nel PCI. Di lei si ricordano ancora i Comizi di chiusura delle campagne elettorali di cui era tradizionalmente oratrice, in piazza Porta Piccola (piazza Garibaldi) fino ai primi anni ’70.
Erano Comizi affollatissimi e Lina Perrucci faceva ricorso ad un’oratoria appassionata e coinvolgente: amava rievocare esempi di lavoratrici e lavoratori vittime dello sfruttamento e rimarcare la necessità di una politica di emancipazione.
Chiara Di Giulio Rubino si era candidata nelle file comuniste in quanto tutta la sua famiglia era di orientamento comunista. Era una maestra diventata insegnante di ruolo giovanissima. Nella sua famiglia era l’unica ad aver studiato ed era una donna dal carattere fermo ed energico. Ha insegnato nella scuola elementare di Mesagne per molti anni, prima nella scuola Carducci e poi nella scuola Giovanni XXIII.
Dopo l’esperienza di Consigliere comunale (1946-1951) si allontanò dall’impegno politico, anche perché aveva sposato un suo collega, il maestro Vincenzo Padula, che era notoriamente democristiano ed in epoca di Guerra Fredda i rapporti DC-PCI erano di forte contrapposizione.
In occasione dell’8 marzo di quest’anno, nel mentre ricordiamo l’ottantesimo anniversario del primo voto alle donne che portò alla vittoria della Repubblica sulla Monarchia e all’elezione delle 21 #MadriCostituenti nell’Assemblea Costituente che contribuirono a scrivere la nostra Costituzione è doveroso ricordare il primo voto delle donne mesagnesi e l’elezione delle prime due donne della nostra storia elette nel consiglio Comunale.
(Damiano Franco – direttivo Associazione Di Vittorio)








