Home Dal TerritorioFirmato alla Provincia il Protocollo territoriale per i figli delle persone detenute

Firmato alla Provincia il Protocollo territoriale per i figli delle persone detenute

da Redazione

Siglato ieri nella sede della Provincia di Brindisi il Protocollo territoriale per la presa in carico dei figli minorenni delle persone detenute. Erano presenti la Asl Brindisi, i Comuni di Brindisi, Oria e Ostuni, l’Ufficio locale di esecuzione penale esterna (Uepe) di Brindisi, che opera come sezione distaccata di Lecce. L’iniziativa darà il via a un lavoro di partecipazione e concertazione che coinvolgerà tutte le istituzioni. L’obiettivo è creare un ponte diretto tra la casa circondariale di Brindisi, la Rems di Carovigno e le strutture sanitarie esterne, come i consultori, i centri per la famiglia e i Serd, gli enti locali, Uepe, Arpal, Provveditorato provinciale, affinché possano attuare interventi di potenziamento all’interno del carcere. Questo supporto si rende necessario anche alla luce delle criticità rilevate nel tempo, come l’alto tasso di suicidi delle persone private della libertà personale e la gestione di detenuti con problematiche psichiatriche rilevanti. Un passo concreto di natura operativa per garantire tutela, continuità e sostegno ai minori più fragili e agli adulti privati della libertà personale – per affermare il diritto agli affetti e contrastare la “vittimizzazione secondaria”.

Il direttore generale della Asl Maurizio De Nuccio ha sottolineato che “l’intesa richiama il Decreto del Ministro della Giustizia del 5 dicembre 2012 sull’Approvazione della Carta dei diritti e dei doveri dei detenuti e degli internati. Tra gli obiettivi del protocollo la segnalazione precoce dei minori ai servizi competenti, il coordinamento tra istituzioni ed enti locali, il sostegno psicologico, educativo e relazionale e gli interventi di supporto alla genitorialità per i genitori detenuti. Fragilità emotive, isolamento e discontinuità dei servizi – prosegue il dg – possono lasciare segni profondi sullo sviluppo e benessere dei figli delle persone detenute. I loro diritti rischiano di rimanere sospesi: con il protocollo il territorio si dota di una rete solida per garantire attenzione, protezione e futuro a questi minori”.

I presenti hanno espresso soddisfazione per il modello virtuoso volto alla realizzazione di una vera filiera della legalità, della tutela, e della leale collaborazione tra istituzioni.

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