Home In cittàBENI CONFISCATI, A MESAGNE NASCE UN’ALLEANZA PER LA RIGENERAZIONE AGROECOLOGICA DEL TERRITORIO

BENI CONFISCATI, A MESAGNE NASCE UN’ALLEANZA PER LA RIGENERAZIONE AGROECOLOGICA DEL TERRITORIO

da Redazione

Trasformare terreni confiscati alla criminalità organizzata in un laboratorio di rigenerazione sociale, agroecologia e partecipazione comunitaria. È questo l’obiettivo del progetto promosso dalla cooperativa sociale “Qualcosa di Diverso” in Ats con la cooperativa sociale “Giro di Boa”, assegnatarie dei terreni agricoli in contrada Canali, nel territorio di Mesagne, attraverso il bando pubblico del Comune per la concessione gratuita dei beni confiscati per finalità sociali.

Le due cooperative, con la firma del contratto di concessione d’uso a titolo gratuito per fini sociali, lo scorso 13 maggio, hanno avviato un percorso che punta a costruire una nuova alleanza territoriale tra Mesagne e San Vito dei Normanni, fondata su legalità, sostenibilità ambientale e inclusione sociale. Il progetto nasce dall’esperienza maturata negli anni dalle due realtà cooperative nel campo della rigenerazione rurale e urbana e si inserisce in una rete territoriale già attiva che comprende XFarm Agricoltura Prossima, Casa Simoni, la rete Mesagne Rurale e Spazio d’Autore. La proposta prevede la coltivazione biologica di cereali e legumi, la nascita di una CSA – Comunità che Supporta l’Agricoltura – dedicata a produzioni orticole biodiversificate, attività formative sui temi dell’agroecologia e dell’antimafia sociale, percorsi di volontariato con Libera e azioni di reinserimento socio-lavorativo rivolte a persone in condizioni di fragilità.

“Vogliamo dimostrare che anche un territorio fragile può diventare uno spazio di opportunità, lavoro e partecipazione, se si costruiscono reti capaci di unire persone comunità e visioni”, dichiara il presidente della cooperativa Qualcosa di diverso, Marco Notarnicola. 

Accanto alla produzione agricola, il progetto punta a trasformare il bene confiscato in uno spazio di partecipazione e comunità, attraverso eventi culturali, incontri pubblici e percorsi condivisi con il territorio, con l’obiettivo di rafforzare il senso di appartenenza e la riappropriazione collettiva dei beni sottratti alla criminalità.

“Questa assegnazione rappresenta molto più della semplice gestione di un terreno agricolo – dichiara Carmelo Rollo –. È un investimento concreto nella rigenerazione territoriale e culturale di un’area che oggi può diventare un modello innovativo di sviluppo sociale e comunitario. In un tempo segnato dallo spopolamento e dalle fragilità sociali, le cooperative dimostrano come sia possibile costruire opportunità, inclusione e legami attraverso il lavoro condiviso e la valorizzazione dei beni comuni”. Il progetto sarà accompagnato anche da Libera, impegnata nel supporto alle attività di riutilizzo sociale dei beni confiscati nella provincia di Brindisi. “Da soli non c’è storia – conclude Rollo –. La forza di questa esperienza sta nella capacità di mettere insieme cooperative, associazioni, istituzioni e comunità locali attorno a una visione comune di sviluppo sostenibile, partecipazione e legalità”.

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