Negli ultimi anni Mesagne ha dimostrato di essere una città dinamica, in crescita, capace di valorizzare cultura, eventi, turismo e associazionismo. Anche nello sport non mancano i segnali positivi: basket, volley, padel e discipline come il taekwondo — che ha portato risultati di livello assoluto, fino a due ori olimpici — stanno vivendo una fase di espansione e attrattività che coinvolge giovani, famiglie e sponsor.
Eppure esiste un paradosso evidente che non può più essere ignorato.
Il calcio, pur restando lo sport più seguito e popolare della città, continua a vivere una situazione di marginalità strutturale, sia dal punto di vista sportivo che infrastrutturale.
Nel frattempo, il Mesagne Calcio ha vissuto una stagione intensa e complessa. Nonostante un contesto societario caratterizzato da difficoltà e cambiamenti, la squadra ha saputo restare competitiva fino alla fine del campionato, chiudendo al terzo posto e conquistando l’accesso ai playoff per l’Eccellenza, dimostrando ancora una volta il proprio attaccamento ai colori sociali.
Un’occasione sprecata e un risultato che meriterebbe entusiasmo, sostegno e prospettive chiare. Invece, a campionato concluso, il rischio concreto è che si debba tornare prima di tutto a parlare della necessità di salvare il titolo sportivo e garantire continuità al progetto calcistico cittadino. Una situazione che alimenta inevitabili preoccupazioni tra tifosi, addetti ai lavori e appassionati, soprattutto alla luce di una stagione che, nonostante le difficoltà nella seconda parte di stagione, aveva dimostrato il valore del gruppo.
È questo il punto centrale della questione.
Mentre il basket mesagnese può oggi rivivere il sogno della Serie B/2 dopo circa trent’anni di attesa, il calcio mesagnese aspetta ancora da quasi quarant’anni di raggiungere la Serie D (ultima apparizione nel campionato 1987/88), categoria che in molti ritengono assolutamente alla portata di una realtà importante e in continua crescita come Mesagne.
La domanda allora è inevitabile: cosa manca davvero?
Non manca la passione. Non manca il pubblico. Non manca il potenziale umano. Manca probabilmente una visione.
Negli anni il calcio cittadino è apparso troppo spesso soggetto a cicli di instabilità, incapace di attrarre investimenti duraturi e garantire, quindi, continuità progettuale. Soprattutto le infrastrutture sportive rappresentano un tema centrale, con la l’assoluta necessità di una strategia chiara di valorizzazione e rilancio. Emblematica è la situazione dello Stadio “Guarini” inaugurato nel 2007 e oggi percepito da tanti cittadini come una struttura abbandonata a sé stessa, simbolo di un’occasione non valorizzata.
Eppure lo sport non può essere considerato soltanto una spesa o un tema secondario.
Lo sport significa aggregazione sociale, crescita educativa, partecipazione giovanile, presidio del territorio e persino sviluppo economico. Una società calcistica competitiva e ben organizzata rappresenta anche visibilità, indotto e identità cittadina.
Per questo, in vista delle prossime elezioni comunali, riteniamo sia necessario aprire finalmente un dibattito pubblico serio sul futuro dello sport mesagnese e in particolare sulle prospettive del calcio cittadino.
Oggi più che mai serve chiarezza sul futuro. Perché una città che vuole crescere non può ritrovarsi ogni anno a dover ripartire dall’emergenza, dall’incertezza societaria o dalla paura di perdere il proprio titolo sportivo. Serve invece costruire stabilità, programmazione e prospettiva.
Chiediamo quindi ai candidati sindaco e alle forze politiche di esprimersi con chiarezza su alcuni punti fondamentali:
– Qual è il progetto della futura amministrazione per gli impianti sportivi cittadini?
– Esiste un piano concreto per il recupero e la valorizzazione dello stadio?
– Come si intende rendere il calcio mesagnese più attrattivo per sponsor e investitori?
– Quale ruolo avranno i settori giovanili e le associazioni sportive nella programmazione futura?
– Si vuole finalmente costruire una strategia sportiva di lungo periodo all’altezza della crescita della città?
Questa non è una battaglia di tifoseria, ma una riflessione costruttiva che riguarda il ruolo dello sport nella comunità.
Mesagne ha dimostrato di poter crescere in tanti settori. È arrivato il momento di decidere se anche il calcio debba finalmente avere una prospettiva all’altezza della città, della sua passione e della sua storia sportiva.
Firmato: Un gruppo di cittadini/tifosi mesagnesi appassionati di sport















