Mentre il sindaco Francesco Rogoli prosegue il giro di consultazioni ufficiali con partiti e liste che compongono la maggioranza, la vera notizia politica della giornata arriva da una terrazza del centro di Mesagne.
Questa sera, attorno a un tavolo di un’attività pubblica cittadina, nove consiglieri comunali, affiancati da alcuni primi dei non eletti, hanno dato vita a quello che già qualcuno ha ribattezzato il “Patto della Terrazza”. Un accordo politico chiaro, netto e senza sfumature: una rappresentanza in giunta per ciascuna delle quattro liste civiche e per il Movimento 5 Stelle. In caso contrario, nessuno entrerà nell’esecutivo.
Una posizione granitica che rischia di trasformarsi in un vero e proprio muro contro muro all’interno della coalizione che ha sostenuto Rogoli. Le quattro liste civiche hanno deciso di coordinarsi e di presentarsi con una linea comune ai prossimi incontri individuali con il sindaco, rivendicando il diritto ad avere una propria presenza nella futura squadra di governo.
Ma quel “nessuno” pesa come un macigno. Perché per soddisfare la richiesta delle civiche e del M5S qualcuno dovrebbe fare un passo indietro. E il ragionamento porta inevitabilmente al Partito Democratico o alla lista Per Mesagne, che dovrebbero rinunciare a una delle rappresentanze ipotizzate nei giorni scorsi.
Uno scenario che complica ulteriormente il lavoro del primo cittadino. Se nessuna delle forze in campo dovesse arretrare, l’unica strada percorribile potrebbe diventare quella di una giunta tecnica, composta da figure esterne ai partiti e alle liste. Una soluzione che fino a pochi giorni fa appariva remota e che oggi, invece, entra prepotentemente nel dibattito politico.
L’immagine della cena racconta più di tanti comunicati ufficiali. Attorno a quel tavolo era rappresentato circa il 70 per cento dell’attuale Consiglio comunale, un peso politico che il sindaco difficilmente potrà ignorare nelle sue valutazioni finali.
La domanda resta una sola: quale sarà il punto di sintesi? Rogoli proverà a mediare tra le diverse sensibilità della maggioranza o sceglierà di rompere gli schemi affidandosi a una soluzione tecnica?
Il tempo, intanto, non sembra più essere un alleato. Ogni giorno che passa aumenta la distanza tra le posizioni, irrigidisce i protagonisti e rende più profonde le ferite aperte nelle ultime settimane. La partita per la giunta entra così nella sua fase più delicata. E adesso il cronometro corre più veloce della politica.







