Home CronacaUna foto ingiallita e un abbraccio che manca da una vita: la ricerca di due fratelli mesagnesi separati da bambini

Una foto ingiallita e un abbraccio che manca da una vita: la ricerca di due fratelli mesagnesi separati da bambini

da Cosimo Saracino

C’è una fotografia ingiallita dal tempo. Un’immagine semplice, consumata dagli anni, ma capace di custodire un intero mondo di ricordi. In quello scatto ci sono due bambini, due fratelli che allora non potevano immaginare che il destino li avrebbe separati per sempre. O quasi.

Oggi uno di quei bambini si chiama Ignazio. È nato a Mesagne nel 1973 e nei suoi primi anni di vita viveva in una casa famiglia insieme al fratello maggiore Giovanni, nato presumibilmente intorno al 1971. Il loro cognome era Epicoco.

Poi la vita ha preso strade diverse. Ignazio è stato adottato da una famiglia che gli ha donato amore, affetto e una nuova esistenza a Lecce. Di Giovanni, invece, si sono perse le tracce. Da quel momento il tempo ha continuato a scorrere, ma non ha mai cancellato una domanda che accompagna Ignazio da tutta la vita: che fine ha fatto suo fratello?

Non sa dove viva, se sia stato adottato, quale lavoro svolga, se abbia costruito una famiglia. Non sa nemmeno se custodisca gli stessi ricordi. Sa soltanto che da bambino c’era un fratello con cui divideva le giornate e che quel legame non si è mai spezzato nel suo cuore.

A raccontare questa storia è Deborah Papa, moglie di Ignazio, che ha deciso di lanciare un appello pubblico nella speranza di trasformare un desiderio in realtà.

«Vorrei fare a mio marito il regalo più grande della sua vita: permettergli di riabbracciare Giovanni».

Parole semplici che racchiudono anni di attesa, speranza e ricerca.

Forse qualcuno ricorda quei due bambini. Forse il cognome Epicoco può accendere un ricordo nella memoria di chi vive a Mesagne o nei comuni vicini. Forse Giovanni leggerà questo appello o qualcuno lo riconoscerà.

È una storia che parla di famiglia, di affetti che resistono al tempo e alle distanze. Perché il legame tra fratelli non conosce confini e continua a vivere anche quando la vita costringe a percorrere strade diverse.

Di quel rapporto oggi resta una vecchia fotografia. Ma una foto non può sostituire un abbraccio.

Per questo l’invito è a condividere il più possibile questa storia. A volte i social network riescono davvero a compiere piccoli miracoli, mettendo in contatto persone che si cercano da una vita.

Se qualcuno riconosce questa vicenda, ricorda il cognome Epicoco o pensa di poter fornire informazioni utili, può contattare Deborah Papa al numero 334 3426527.

Chissà che proprio da una condivisione, da un ricordo riaffiorato all’improvviso o da una telefonata inattesa possa nascere uno dei momenti più emozionanti che una famiglia possa vivere: il ritorno di un fratello tra le braccia di suo fratello.

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