È molto triste dover ricorrere ad un semplice post per esprimere un profondo cordoglio che appartiene a tanti, oltre che ai suoi cari. Ma ne avverto la necessità. Ho conosciuto piuttosto bene la cara dottoressa Paola Cervellera, subito dopo il suo arrivo da Roma come neuropsichiatra infantile del nostro Dipartimento di salute mentale. È stato subito chiaro di che persona e di che professionista si trattava, un non scontato arricchimento per il servizio di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza territoriale (NIAT).
Nella nostra trincea a tutela della salute mentale, così meravigliosamente complessa, è stato un privilegio poter collaborare con Paola, per la sua sensibilità, serietà, competenza e cordialità. Affrontare il nesso del continuum adolescenza- età adulta, ora diviso dalla convenzione anacronistica dei 18 anni, è stato un tema di lunghe discussioni quando tentavamo di costruire un servizio per l’intervento precoce nelle psicosi: la passione di Paola era evidente e dava alimento a un progetto necessario che purtroppo non si è potuto realizzare per motivi organizzativi.
Una collega che ci lascia a soli 50 anni è una perdita professionale ed umana difficile da accettare. Certo, sappiamo che medici e pazienti condividono una comune naturalità: tutti siamo esposti alle sofferenze, alle malattie e alla morte, anche ingiustamente precoce. Certo, sappiamo anche di essere uniti dalla comune umanità che ci rende fragili, dolenti e attoniti davanti a un lutto come questo. Ma cosa può salvarci dalla intensa malinconia che ci trasmette una vita interrotta troppo presto, per se stessa, per i familiari, per il suo bambino, per chi aveva bisogno di lei?
Ci salva la gratitudine per aver conosciuto una gran bella persona. Ci salva la certezza di aver operato con la stessa etica professionale. Ci salva l’essere stati con passione al fianco delle persone, piccole e grandi, attraversate da turbamenti della psiche e delle relazioni interpersonali. Ci salva sapere che Paola ha vissuto fino in fondo la sua missione e che, anche per il suo esempio, non diserteremo mai il campo.







