Riceviamo e pubblichiamo: Due considerazioni politiche concrete sulla vicenda STP. Perché ci entro? Nonostante il mio ruolo sia cittadino, ricordo che i cittadini di Mesagne, e gli studenti in particolare, sono direttamente toccati dai servizi STP.
Ridurre il dibattito politico a “onda emotiva del momento” cerca di nascondere due enormi problemi politici.
Ho letto attacchi personali al Sindaco Marchionna, ma più si attacca in modo scomposto e più si dimostra di avere paura.
La Presidente Cursi, invece, venendo dalla pregiatissima scuola superiore della pubblica amministrazione (sede di Mesagne, ingresso a selezione personale e segreta) ha risposto in modo elegantissimo ed ipertecnico. Senza rispondere alle due questioni chiave. (Intervista rilasciata oggi 5 luglio 2026).
Sarò molto asciutta, per amore di comprensione per tutti e poi perché non faccio parte della pregiatissima scuola Mesagnese che sforna dirigenti, presidenti e revisori dei conti di grande prestigio regionale (e puntiamo anche al nazionale, a breve). ❤️
Andiamo al cuore della vicenda.
Perché i cittadini devono essere messi in grado di capire E AVERE RISPOSTE sulle questioni essenziali.
Punti focali su cui, ad oggi, non abbiamo risposte.
1) Quanti debiti ha l’Ente?
Il Bilancio in attivo non è certo la condizione per ottenere l’approvazione.
È fatto notorio che STP ha attivato un importante mutuo per coprire molti costi o mancate entrate. Lo dichiara la stessa Presidente nell’intervista. Per coprire la transazione a favore di Esperte è stato attivato un mutuo. Sarebbe utile sapere quanto costa, in interessi, tale mutuo e a quanto ammonta la situazione debitoria dell’Ente. Magari chi ha votato NO lo ha fatto, forse all’ultimo minuto utile dei tempi supplementari, ma per fondati motivi.
2) Perché proprio quell’accordo? Che sembra “molto benevolo”. Non voglio entrare in tecnicismi legali, ma ai cittadini (e anche alla Procura) bisognerà spiegare la SCELTA DI CHIUDERE UNA TRANSAZIONE con tale importo (esentasse).
È quello il punto.
Abbiamo una sentenza che certo va concretizzata, ma come si evince dall’inchiesta del Fatto Quotidiano l’accordo è molto diverso dalla Sentenza.
Si cita che il lavoratore avrebbe rinunciato a fare causa per danni per circa 1 milione e mezzo di euro.
Giova però spiegare ai cittadini che un lavoratore può chiedere anche 10 milioni di danni, ma il DANNO VA PROVATO.
Ricordo a TUTTI che la sentenza di Cassazione NON prevede liquidazione del danno. Perché?
Il lavoratore aveva diritto al reintegro PER ERRORE PROCEDURALE nel LICENZIAMENTO.
I fatti di cui era accusato sono avvenuti e l’azienda poteva licenziare legittimamente, ma commette un errore tecnico.
Già solo questo elemento doveva portare un qualche vantaggio in fase di accordo.
Invece viene fatto un accordo totalmente a favore del lavoratore.
Chi doveva TUTELARE gli interessi di STP?
L’accordo fra STP ed Esperte ha previsto
- Rinuncia del lavoratore agli stipendi e al reintegro (per poi essere riassunto senza bando ad evidenza pubblica)
- Riconoscimento al lavoratore di un risarcimento danni (quindi non tassabile) di 850 mila euro.
Da mie fonti interne, sembrerebbe che il lavoratore non abbia mai fornito neppure la prova del danno.
Ripetiamo: il lavoratore può chiedere anche 10 milioni, ma il danno va provato e se lui non lo avesse fatto, sarebbe un bel problema per chi ha firmato tale accordo.
La logica mi dice che in sede di accordo io verificherei se le richieste sono fondate. Perché se il lavoratore “spara” un milione e mezzo e la sentenza di cassazione non prevedere risarcimento danni, non è che l’accordo si chiude con una media matematica!!! Ci arriva pure un bambino!!!
Per questo la Corte dei Conti indaga, e i vertici dell’ Ente STP sono così sereni del loro operato da spendere 1800 euro per bonificare la sede da microspie, che se vi erano, erano lì perché poste da un’autorità giudiziaria.
Allora, se fai tutto bene ma c’è un’indagine vai in Procura, non bonifichi la sede per paura, giusto?!
Attendiamo, come tutti i cittadini e come la Procura della Corte dei Conti, di conoscere il motivo di questo trattamento che appare molto benevolo, con i soldi pubblici.
Anzi, la Procura fa il suo lavoro, indaga.
Sarà già alla fase due, delle microscopie nelle auto? Che speriamo si bonifichino a loro spese…
In tutto questo caos, di gestione molto poco trasparente, i nostri figli continuano a prendere gli autobus per andare a scuola, in piedi, pressati come sardine, in barba a qualsiasi norma di sicurezza.








