Riceviamo e pubblichiamo: Il mio intervento non è teso stabilire chi ha ragione o torto nella vicenda Ladisa, in quanto evidentemente il Comune è parte soccombente nel procedimento, quantomeno in primo grado, e ha deciso legittimamente di far valere le sue ragioni proseguendo il contenzioso.
Il punto è politico, come esattamente rilevano anche i revisori dei conti nel documento di approvazione del debito (approvazione de facto, ovvero presa d’atto del debito fuori Bilancio non eccepibile).
Il principio fondamentale da tenere in conto è sempre quello di evitare il contenzioso, che chiaramente aggravia le casse comunali, che sicuramente non sono floride.
Allora vi è un nodo politico importante, perché siamo arrivati al contenzioso? il Comune ha operato bene, secondo i principi di sana e corretta amministrazione? è mancato controllo? A queste domande attendiamo che vi siano risposte pubbliche.
Non voglio tornare sulla vicenda, ma sono costretta a fare rilievi pubblici per ampliare le informazioni disponibili.
Il Comune si appella ad un Bando che prevedeva la cessione di queste cucine; peccato che ometta di dire che ci sarebbero dei verbali di accordo con il fornitore, per la sostituzione delle stesse, perché le cucine fornite erano di qualità superiore rispetto alle richieste del Bando. Pare quindi vi fosse un accordo, poi disconosciuto da Comune in primis, perché quando il fornitore si reca sul posto per la sostituzione trova sbarrato l’accesso con dei lucchetti!!!
Sembrerebbe una gestione un po’ confusionaria, per non dire un “pastrocchio”, non degno di un’amministrazione del livello di quella di Mesagne! Cosa è successo? Chi si è intromesso e soprattutto chi poteva assumere un ruolo per facilitare un accordo transattivo?
Ad oggi con 15.000 avremmo ancora le cucine, che non abbiamo più, e non avremmo “buttato” soldi in spese legali!
La vicenda ha però un altro risvolto ancora più importante, per il coinvolgimento di un altro fornitore. Il cui nome è stato fatto dalla Gazzetta del Mezzogiorno ed è il fornitore che in urgenza si occupa di smontare 6 cucine ed imballarle per la modica cifra di 1708 euro. Il nome di questo fornitore ci era già stato segnalo mesi addietro, e a breve spiegheremo perché. Durante la campagna elettorale abbiamo scelto di non fare polemiche ad personam, e non vogliamo farle neppure ora, ma riteniamo che l’importanza della vicenda sia resa pubblica.
Abbiamo voluto fare degli approfondimenti e gli esiti degli approfondimenti vi sono 13 determine a fare di questo fornitore nell’arco di appena 18 mesi, avendo analizzato solo il 2025 e 2026.
Questo fornitore sembrerebbe lavorare in modo esclusivo per il Comune di Mesagne per tutto ciò che riguarda pulizia, facchinaggio e traslochi. Il Comune in questi anni non ha mai contattato un fornitore diverso? Addirittura lo stesso fornitore collabora molto intensamente con il Comune di Mesagne (come si evince dai numeri di fattura consecutivi nell’arco di un anno.)
Parliamo di 13 affidi diretti, quindi sempre senza gara, in cui alcuni casi affidi in urgenza, in altri con cifre “sotto soglia” anche di 4999 € che mi pare evidentemente un po’ al limite.
Il totale è però di 42.667 € in solo 18 mesi. Non una cifra irrisoria! Il punto essenziale che poniamo all’attenzione del Sindaco, della Giunta e dei Consiglieri tutti è non affrettarsi a cercare giustificazioni tecniche, addurre scudi di legalità che poi diventanto scuse politiche.
Il nostro è un rilievo politico: certo che la norma sugli Appalti prevede gli affidi diretti, certo che potrei non avere tempo per l’urgenza di avare altri preventivi, ma questo accade sempre, c’è un problema.
La normativa può essere “aggirata”, ma la norma è chiarissima. La normativa parla di principio di rotazione, parla di evitare frazionamenti e parla di cercare sempre di procedere il più possibile a secondo un principio comparativo con 3 preventivi.
Non voglio sentire argomentazioni quali: c’era urgenza, il fornitore è bravo, è un fornitore di fiducia. La pubblica amministrazione non procede con il principio di fiducia, se non nei casi di affido ai legali. Si può considerare il principio di fiducia solo nei sensi di implementazione di un rating dei fornitori, ma io non ho avuto neppure il piacere di vedere l’albo dei fornitori che non risultava scaricabile on line. Giusto per i cittadini, chiarisco che la fiducia non “va a sentimento”, ma andrebbe tracciata con dei criteri di qualità.
Ma torniamo sul punto essenziale: c’è un fornitore che agisce in via esclusiva col Comune di Mesagne, peraltro in un ambito dove non pare siano giustificabili motivi di specializzazione o mercato non rappresentato, motivi di deroga dal principio di rotazione.
Parliamo del mercato delle pulizie, del facchinaggio, del trasporto, montaggio e smontaggio, mercato pieno di ditte potenzialmente in sana concorrenza e che non esprime certo un livello di alta specializzazione.
Già tutto quanto sopra esposto ha già un importante risvolto politico, di gestione ed indirizzo, ma c’è ancora un aspetto politico che rende la vicenda ancora più grave, aprendo a commistioni fra politica ed affidi diretto, che necessitano chiarimenti urgenti, e presa di coscienza collettiva.
Questa ditta mi era già stata segnalata proprio durante le elezioni. Infatti andando a guardare nelle determine scopriamo che questa ditta ha un affido in essere dal 17 aprile al 5 giugno 2026.
Questa ditta vince circa 7000 € di affido per montaggio smontaggio e pulizia nell’ambito dei seggi elettorali.
Piccolo problema: la titolare di questa ditta, da visura che ci fu fatta pervenire i primi di maggio 2026, non è una persona qualunque: è una candidata civica abituale nelle liste della coalizione di centro sinistra!
Anche questo si potrà forse “giustificare” tecnicamente, ma io non voglio sentire giustificazioni.
Voglio risposte politiche serie e le voglio da quanti di voi, ad esempio colleghi consiglieri hanno la schiena dritta, e ce ne sono, persone che si sono distinte per la correttezza, per l’integrità nel modo di condurre la campagna elettorale, a voi chiedo:
come potete giustificare davanti ai vostri stessi elettori, ma anche verso voi stessi, che mentre noi eravamo fuori dai seggi (ricordo con affetto, il consigliere Poci con il quale ci siamo conosciuti proprio nel calcolo dei metri di distanza dal seggio) quando invece un’altra candidata poteva serenamente passeggiare all’interno delle scuole?!
Non vi sembra veramente un qualcosa di insostenibile politicamente!?
Una candidata alle elezioni titolare di una ditta, in continuità di contratto con l’amministrazione in cui si candida?
Questa macchia non si elimina con semplici giustificazioni tecniche, mi sembra inaccettabile dover ogni volta giustificare! Perché qui ne va della nostra stessa credibilità di Consiglieri davanti ai nostri elettori! Io non so se questa vicenda è una macchia, un caso isolato, o è indice di un sistema autoreferenziale che porta a costruire consenso in modo opaco!
Allora dimostriamo insieme che è una stortura e che democraticamente siamo in grado di correggerci!
La normativa è chiara: dobbiamo tutti pretendere, se crediamo in una politica al servizio dei cittadini e vogliamo essere trasparenti, ad un principio di rotazione e, per gli incarichi diretti sotto soglia che ci siano almeno le richieste di tre preventivi comparabili. Peraltro prassi che ho verifica esistere in altri Comuni limitrofi (verificate dalle determine on line)
Dobbiamo lavorare per attuare concretamente i principi di maggiore competitività a garanzia della qualità del servizio, a garanzia anche dell’abbattimento dei costi per l’amministrazione.
Allora io chiedo cose semplici e ribadisco che vi è stato troppo silenzio, troppa accondiscendenza in questi anni, e nel silenzio, di maggioranza o minoranza, si diventa complici.
Non avrete il nostro consenso a queste prassi sul filo della legalità ma impresentabili da un punto di vista politico, dovete giustificarle fra di voi e ai vostri elettori!
Non siate accondiscendenti, non siate acquiescenti: negate anche voi il consenso, ora che è alla luce del sole! Negate anche voi il consenso a queste prassi, dimostrate che questa è una macchia, non un sistema. Signor sindaco, mi rivolgo in particolare a lei, agisca e dimostri che questa prassi di gestione dei fornitori (e anche delle candidature) è stata una macchia, una svista, nella gestione antecedente, che è un caso isolato (come invece temo purtroppo non sia).
Possiamo porre rimedio in modo facile e semplice: principio di tre preventivi, principio di rotazione applicato!
Siete stati votati sulla base di progetti, idee ma soprattutto su risultati o per un meccanismo di scambio di consenso? Questo dubbio serpeggia nella città…alcuni lo considerano ovvia prassi politica, altri lo negano, ma ne sentono il peso.
Questo caso è gravissimo! Anche se costruito con tutte le accortezze legali e tecniche del caso, non ci sono troppe ombre.
Dobbiamo tutti impegnarci ad essere la classe politica migliore di sempre, per affrontare le sfide che ci aspettano e contribuire ad elevare il confronto, e realizzare, ognuno per il suo ruolo, una città che sia degna dei nostri sogni!
Quando la maggioranza crede di avere sempre ragione e dall’altra parte la minoranza non osa reagire, in quel momento è in pericolo la democrazia!
Non sono parole mie, è un monito di Umberto Eco (che non mi pare un esponente di destra) quindi io vi ribadisco: noi come minoranza abbiamo fatto la nostra parte in difesa della democrazia, nell’interesse di tutti i cittadini.
Adesso tocca a voi.








