Home Dal TerritorioENRICO BRIGNANO A SAN PANCRAZIO SALENTINO CON «BELLO DI MAMMA!»

ENRICO BRIGNANO A SAN PANCRAZIO SALENTINO CON «BELLO DI MAMMA!»

da Cosimo Saracino

Alcune parole restano attaccate alla memoria più di altre. Per Enrico Brignano sono tre: «Bello di mamma!». Da quella frase nasce il nuovo spettacolo con cui l’attore e comico romano torna in Puglia: domenica 23 agosto alle ore 21.30, al Forum Eventi di San Pancrazio Salentino, Brignano porterà in scena “Bello di Mamma! Estate 2026”, appuntamento organizzato da Aurora Eventi di Livio Iaia. I biglietti sono disponibili online sul circuito TicketOne e nei punti vendita autorizzati.

Dopo l’esperienza teatrale de “I 7 Re di Roma”, Brignano torna alla formula dell’one man show che ha segnato buona parte della sua carriera, ma lo fa mettendo sul palco qualcosa di più personale. Memoria familiare, tecnologia, paure, cambiamenti culturali, relazioni e paradossi quotidiani entrano in uno spettacolo costruito sulla comicità ma con una vena più intima. Con lui una formazione musicale dal vivo per un continuo alternarsi di monologhi, musica e racconto.

Il titolo nasce da un episodio preciso. «Questo titolo – spiega Brignanonasce da una frase che mia madre mi disse una sola volta, di ritorno dall’America, dov’ero stato sei mesi. Lei pensava che non tornassi più. Le feci una sorpresa e quando mi vide disse: alla fine sei tornato, bello di mamma! Mi si strinse il cuore». Una frase rimasta sospesa nel tempo e tornata, molti anni dopo, con un peso nuovo: «Lei ora non c’è più, ma quelle parole mi tornano addosso con una forza diversa. Le ho scelte per il titolo, perché credo che appartengono a me, ma anche a tanti figli e a tante madri».

Da qui prende forma uno spettacolo che non indulge nella nostalgia ma usa i ricordi come materiale vivo. Brignano torna alle abitudini di casa, ai gesti tipici delle madri, alle attenzioni a volte eccessive riservate soprattutto ai figli maschi, alle tavole familiari e a quei piccoli riti che, quando si è bambini, sembrano costituire un mondo completo. Li osserva con affetto e li mette alla prova della sua ironia, perché anche i ricordi più delicati possono diventare teatro. «La prendo anche un po’ in giro, come facevo quand’era in vita, per quei comportamenti tipici delle mamme, soprattutto con i figli maschi. C’è tenerezza, certo».

In “Bello di Mamma!” il passato diventa il punto da cui misurare quanto velocemente sia cambiato il mondo. Telefonini, algoritmi, intelligenza artificiale, nuovi modi di comunicare, rapporti sempre più mediati dagli schermi entrano nel mirino di Brignano, che osserva le trasformazioni senza rinunciare al gusto della battuta. «Oggi tutto corre: le informazioni, le relazioni, le emozioni. Viviamo con il telefono in mano e spesso decidono gli algoritmi cosa dobbiamo guardare, comprare o desiderare». Eppure, sotto strumenti sempre diversi, resta qualcosa di antico: «Cambiano gli strumenti, ma le debolezze umane restano le stesse. E la comicità nasce proprio da lì».

C’è anche un bilancio personale, inevitabile dopo 43 anni di teatro. Sul palco compaiono alcuni bauli, oggetti scenici che custodiscono simbolicamente frammenti della sua carriera: spettacoli, stagioni, personaggi, momenti lontani e altri più recenti. «“Bello di mamma” è anche un bilancio dei miei 43 anni di carriera: in scena ci sono dei bauli, e dentro quei bauli ci sono pezzi della mia storia». Un modo per capire ciò che resta dopo migliaia di repliche e incontri con pubblici diversi.

Il testo, scritto da Enrico Brignano con Graziano Cutrona, Manuela D’Angelo, Luciano Federico e Alessio Parenti, conserva quella capacità di passare dal dettaglio domestico alla fotografia collettiva. Un’insalatona preparata dalla madre, una frase ascoltata molti anni prima, un telefono che sembra sapere tutto di noi: elementi lontanissimi che finiscono per stare nello stesso racconto. «“Bello di Mamma!” parte dalla mia storia, però non vuole restare solo mia», dice Brignano. È proprio in questo scarto che lo spettacolo trova la sua misura: partire da una memoria privata per arrivare a qualcosa in cui ciascuno possa riconoscere un gesto, una paura, una risata o una persona che non c’è più. A San Pancrazio Salentino Brignano porterà così una serata fatta soprattutto della sua inconfondibile ironia, ma con uno sguardo più largo sulla propria storia e su quello che è diventata oggi. Una comicità che apre i bauli senza trasformarli in reliquie.

 

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