Il campo sportivo della Parrocchia San Pio da Pietrelcina di Mesagne avrà un nuovo nome, quello di Antonio “Nuccio” Marzio, scomparso lo scorso 1° agosto all’età di 79 anni. Una scelta che va oltre una semplice intitolazione: perché quel campo, prima ancora di essere uno spazio per giocare, è stato per Nuccio un luogo di incontro, educazione e crescita di generazioni di ragazzi.
La cerimonia si terrà domenica 13 settembre e vedrà la partecipazione della comunità parrocchiale, della famiglia e del sindaco. Il programma prenderà il via alle 19 con la Santa Messa, celebrata all’interno del campo sportivo. A seguire è prevista una partita simbolica, quasi a restituire al campo la sua funzione più autentica: quella di mettere insieme ragazzi, famiglie e comunità.
Ci sarà poi un momento di raccoglimento con la famiglia e il sindaco, prima dello scoprimento della targa commemorativa dedicata a Nuccio Marzio.
La sua storia è profondamente legata allo sport parrocchiale e soprattutto ai giovani. Fin dagli anni Ottanta, nella Parrocchia di San Giuseppe Artigiano, su impulso di don Angelo Galeone e insieme ad altri volontari, Nuccio prese le redini del gruppo sportivo parrocchiale conosciuto come CSI San Giuseppe. Da allora iniziò un lungo percorso educativo che lo avrebbe portato a diventare un punto di riferimento per tantissimi ragazzi.
Fu presidente del CSI San Giuseppe e, anche quando non ricopriva formalmente quell’incarico, continuò a essere una presenza costante. Nei primi anni Novanta il suo impegno nel Centro Sportivo Italiano lo portò alla presidenza provinciale per più mandati, mettendo poi la propria esperienza a disposizione anche del Comitato Regionale Pugliese, dove svolse il ruolo di coordinatore della Formazione.
Ma per Nuccio lo sport era uno strumento per stare insieme, educare, trasmettere valori e soprattutto offrire ai giovani un’alternativa concreta al disagio.
Il passaggio dalla Parrocchia di San Giuseppe alla nuova San Pio da Pietrelcina non interruppe quel cammino. Al contrario, Nuccio continuò a dedicarsi alla comunità e rimase tra i principali fautori della realizzazione dell’impianto sportivo parrocchiale. Un legame nato quando la struttura era ancora la prima realtà sportiva annessa alla parrocchia nel nuovo quartiere “Seta” e proseguito nel tempo fino al campo che domenica porterà il suo nome.
Intelligenza, passione per i giovani e capacità di dialogare con le persone hanno accompagnato il suo impegno per decenni. Per questo, domenica, a parlare sarà soprattutto quel campo: un luogo che Nuccio ha contribuito a costruire e che continuerà a raccontare la sua storia attraverso le voci e i passi di chi lo frequenterà.







