Un inseguimento durato diversi minuti, tra strade percorse ad alta velocità, marciapiedi sfiorati e l’ingresso nel cuore del centro storico di Mesagne. Poi la fuga a piedi e la perdita di una scarpa e di un cellulare. Ma questa volta riuscire a far perdere le proprie tracce non è bastato.
La Polizia ha arrestato il conducente della Toyota protagonista dell’inseguimento avvenuto nei giorni scorsi, applicando per la prima volta in un caso del genere la procedura dell’arresto in flagranza differita, prevista dall’articolo 192, comma 7-bis, del Codice della strada.
Tutto è iniziato quando l’automobilista non si è fermato all’alt degli agenti. Ne è nato un inseguimento particolarmente pericoloso, con l’auto lanciata a forte velocità nel centro abitato. Durante la fuga il conducente avrebbe anche urtato i marciapiedi, fino a dirigersi verso il centro storico.
La corsa si è conclusa in una strada particolarmente stretta, con auto parcheggiate ai lati. A quel punto i due occupanti hanno abbandonato il veicolo e sono scappati a piedi. Uno di loro, impossibilitato a uscire agevolmente dallo sportello laterale, avrebbe scavalcato, perdendo una scarpa. Durante la fuga è stato perso anche un cellulare.
Ed è proprio da quegli elementi che gli investigatori hanno ricostruito la fuga. Nella macchina è stato trovato uno scontrino relativo a un rifornimento di carburante, mentre il telefono ha consentito di risalire al suo intestatario. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza hanno poi permesso di ricostruire il percorso dell’auto e di individuare il conducente.
Un lavoro investigativo svolto nelle ore successive alla fuga, reso possibile dalla nuova disciplina della flagranza differita, che consente, in determinate ipotesi, di procedere all’arresto entro le 48 ore sulla base degli elementi raccolti attraverso le immagini e gli altri riscontri.
Il conducente, già noto alle forze dell’ordine, è stato quindi arrestato e posto ai domiciliari. Per lui è scattata anche la denuncia per guida senza patente, mai conseguita e con recidiva.
Una fuga che avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia e che, secondo gli investigatori, solo per caso non ha provocato feriti. La particolarità dell’operazione sta proprio nell’utilizzo della nuova norma: il fatto non si è chiuso con una semplice denuncia perché l’automobilista, dopo essere fuggito a piedi, non era stato bloccato nell’immediatezza. Le immagini, gli oggetti lasciati nell’auto e gli altri elementi raccolti hanno invece consentito agli agenti di identificarlo e arrestarlo.







