Il 9 settembre ad Andria alle 19.00 nel Chiostro di San Francesco sarà presentato il volume Castel dei Mondi. Festival Internazionale di Andria 1997>2026.
Alla manifestazione parteciperà il presidente del Consiglio regionale della Puglia, Toni Matarrelli; Giovanna Bruno, sindaca di Andria; Mimma Gattulli, segretaria generale del Consiglio regionale e dirigente della Teca del Mediterraneo.
Saranno presenti anche, Paolo Ponzio e Sante Levante, presidente e direttore di Puglia Culture; Silvia Mei, UniBa; Clarissa Veronico, organizzatrice teatrale; Riccardo Carbutti, curatore della pubblicazione e direttore artistico del Festival; Francesco Fisfola, curatore della pubblicazione e direttore di produzione del Festival.
Trent’anni di spettacoli, incontri, visioni e trasformazioni raccontati attraverso saggi, testimonianze, programmi, numeri e immagini. Il Consiglio Regionale della Puglia – Teca del Mediterraneo e Kurumuny Edizioni, per la collana “Leggi la Puglia”, pubblicano Castel dei Mondi. Festival Internazionale di Andria 1997>2026, un volume che ricostruisce una delle esperienze più longeve della scena contemporanea pugliese mantenendo lo sguardo rivolto al futuro.
Non un album della memoria, né una celebrazione affidata alla semplice successione degli eventi. I trent’anni di Castel dei Mondi diventano materia di studio, racconto e prospettive future nel volume Castel dei Mondi. Festival Internazionale di Andria 1997>2026, curato da Riccardo Carbutti e Francesco Fisfola nell’anno della XXX edizione del Festival.
Una storia lunga tre decenni viene ricomposta attraverso visioni differenti: il pensiero delle istituzioni, l’analisi degli studiosi, la voce degli artisti e degli operatori che hanno attraversato il Festival, i programmi delle trenta edizioni, i dati e un vasto racconto per immagini.
Perché un Festival, quando riesce a sedimentarsi nel tempo, non coincide più con la somma degli spettacoli che ha ospitato. Diventa conoscenza prodotta, relazioni costruite, competenze formate; lascia una traccia nel modo in cui una comunità guarda sé stessa e nel rapporto che un territorio stabilisce con la cultura contemporanea. È questa la prospettiva dalla quale il volume guarda a Castel dei Mondi: non soltanto ricostruendo ciò che è accaduto dal 1997 al 2026, ma provando a leggere ciò che quell’esperienza ha prodotto nella città di Andria e nel sistema culturale pugliese.
La storia prende avvio da un passaggio decisivo. Nel 1996 Castel del Monte entra nella World Heritage List dell’UNESCO; l’anno successivo il Comune di Andria sceglie di rafforzare il rapporto fra la città e il suo monumento più universale attraverso un festival di arti performative capace di assumere la suggestione federiciana non come semplice richiamo turistico, ma come principio culturale: dialogo fra mondi, Mediterraneo, pluralità.
Nasce così, nel 1997, Castel dei Mondi. E già il nome contiene l’ambizione originaria: partire da un luogo fortemente identitario per aprirlo a linguaggi, geografie e culture differenti. Da allora piazze, palazzi, chiostri, periferie, edifici dismessi e luoghi monumentali sono diventati spazi scenici. La relazione fra arte e città si è progressivamente trasformata in uno dei tratti più riconoscibili del Festival: il luogo non come fondale, ma come parte stessa dell’esperienza artistica.
Il volume si apre con i contributi istituzionali del presidente del Consiglio regionale della Puglia, Toni Matarrelli, della sindaca di Andria, Giovanna Bruno, e del direttore di Puglia Culture, Sante Levante.
Seguono i contributi e gli approfondimenti di Silvia Mei, docente UniBa in Discipline dello Spettacolo; di Paolo Ponzio, presidente di Puglia Culture; di Clarissa Veronico (Punti Cospicui), autrice e organizzatrice teatrale; di Riccardo Carbutti e Francesco Fisfola, rispettivamente direttore artistico e direttore di produzione di Castel dei Mondi.
Una parte consistente della pubblicazione è affidata però alle testimonianze. Artisti, direttori, amministratori, operatori e critici compongono un racconto plurale nel quale la storia ufficiale incontra la memoria individuale, il lavoro dietro le quinte, le intuizioni artistiche, le difficoltà e le trasformazioni che hanno accompagnato nel tempo il Festival. Tra le voci raccolte figurano, fra gli altri, Eugenio Barba, Gianfranco Berardi, Renato Cuocolo e Roberta Bosetti, Mimma Gallina, Michele Sinisi, Stefano Ricci, Giovanni Guerrieri, Pamela Villoresi, Franco Ungaro, Silvia Godelli, Renzo Francabandera, Dario Agrimi e numerosi altri protagonisti della storia del Festival.
Il libro affida una parte della propria ricostruzione anche alla concretezza dei numeri. Nei trent’anni censiti dal volume, Castel dei Mondi ha accolto 394 spettacoli di teatro, 52 di danza, 28 di nouveau cirque e 160 concerti, insieme a 66 mostre e installazioni, 62 workshop e 66 talk. Sono 63 le coproduzioni, 138 le compagnie straniere ospitate, 141 le prime nazionali e 272 le prime regionali.
E sono 76 gli spazi allestiti nel corso delle diverse edizioni: un dato che restituisce, da solo, quanto la relazione con la città e con i suoi luoghi sia stata parte integrante del Festival.
Il racconto prosegue attraverso le immagini: Franco Battiato, Noa, Nicola Piovani, Lucio Dalla, Joan Baez, Michael Nyman, Emma Dante, Familie Flöz, Roberto Latini, Ricci/Forte restituiscono visivamente una storia nella quale il Festival ha vissuto in sinergia con l’Andria Fidelis tanto cara allo Svevo.
Dopo trent’anni, la domanda da porsi non è allora soltanto come preservare Castel dei Mondi, ma quale funzione possa assumere il Festival nel tempo che verrà. Una piattaforma permanente di ricerca, produzione e formazione? Uno strumento di sintesi tra il locale e il globale? Un sistema per abitare la città oltre i giorni della programmazione settembrina? Una maniera per sostenere nuove generazioni artistiche e costruire comunità intorno all’esperienza irripetibile delle arti performative?
In questo senso, la XXX edizione di Castel dei Mondi non chiude un archivio. Piuttosto lo riapre.
CASTEL DEI MONDI è realizzato dal Comune di Andria col sostegno di Puglia Culture – Regione Puglia (a valere sui fondi dell’Accordo per la Coesione – POC Puglia 2021-2027 – Linea di Intervento 06.02 Attività Culturali – Valorizzazione e Promozione della Cultura, della Creatività e dei Talenti”).







