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Il Mesagne Calcio risponde alle critiche

da redazione sport

COMUNICATO UFFICIALE ALLA CITTÀ E AI TIFOSI DEL MESAGNE CALCIO 2020
ADESSO BASTA. È ARRIVATO IL MOMENTO DI FARE CHIAREZZA.

In questi giorni stiamo assistendo a una quantità di commenti, critiche, giudizi e ricostruzioni fatte sui social e nei bar della città.
È arrivato il momento di rispondere, una volta per tutte, con i fatti e non con le chiacchiere.
Il Mesagne Calcio 2020 non è il giocattolo del presidente, non è la squadra di una persona e non appartiene a chi oggi ricopre la carica di presidente.
Abbiamo sempre sostenuto che Il Mesagne Calcio è della città.
Ma proprio perché è della città, vogliamo ricordare una cosa molto semplice: una squadra della città si sostiene anche con la presenza, con un biglietto, con un abbonamento, con uno sponsor, con una mano concreta.
Quest’anno sono stati sottoscritti 15 abbonamenti e mediamente abbiamo avuto circa 70 spettatori paganti a partita.
Ringraziamo sinceramente tutti coloro che hanno acquistato l’abbonamento, chi compra il biglietto, chi viene allo stadio e chi quotidianamente sostiene la società.
A queste persone va il nostro grazie.
Ma a tutti gli altri diciamo:
prima di giudicare, provate a esserci.
Perché è molto facile scrivere da una tastiera.
È molto facile parlare al tavolino di un bar.
È molto facile dire cosa dovrebbe fare il presidente, cosa dovrebbe fare la società, quali giocatori prendere, quali decisioni assumere.
Molto più difficile è venire allo stadio e chiedere:
“Avete bisogno di una mano?”
E c’è un’altra cosa che vogliamo dire con estrema chiarezza.
Tra coloro che oggi scrivono, criticano e giudicano la società, ci sono anche persone che poi chiedono l’accredito per entrare allo stadio senza pagare il biglietto.
Chiedere un accredito non è di per sé un problema, quando ne esistono i presupposti.
Ma diventa quantomeno singolare che chi non ha mai acquistato un abbonamento, non contribuisce economicamente alla società e non ha mai messo un euro per sostenere il progetto, sia poi tra i primi a pretendere di entrare gratuitamente e a spiegare agli altri come dovrebbe essere gestita la squadra.
Se amate davvero il Mesagne, dimostratelo anche con i fatti.
Non chiediamo a nessuno di diventare sponsor o di sostenere spese che non può permettersi.
Ma un biglietto, un abbonamento, una presenza allo stadio, una segnalazione di uno sponsor o semplicemente la disponibilità a dare una mano valgono molto più di cento commenti sui social.
Perché è facile dire:
“Il Mesagne è della città.”
Molto più difficile è comportarsi da cittadini quando c’è da sostenerlo.

PARLIAMO DI FATTI E DOCUMENTI

Quando la nuova società è subentrata nel 2025, secondo la documentazione in nostro possesso, è stata sostenuta una spesa di 18.000 euro per l’acquisizione della società, contribuendo a salvaguardare la categoria.
Nel 2026, a seguito delle dimissioni della precedente gestione, la società è passata ai sottoscritti.
Anche allora avremmo potuto scegliere la strada più semplice: lasciare tutto.
Non lo abbiamo fatto.
Abbiamo scelto di continuare.
Abbiamo scelto di iscrivere la squadra, affrontare il campionato e assumerci responsabilità.
Abbiamo affrontato anche situazioni economiche e amministrative pregresse, comprese iscrizione, multe e pendenze derivanti da gestioni precedenti, che sono state affrontate e saldate.
Su queste questioni esistono documenti.
E per una questione di trasparenza siamo disponibili a mostrarli nelle sedi e nei modi opportuni a chiunque voglia conoscere realmente i fatti.
Perché una cosa è criticare.
Un’altra è parlare senza conoscere la realtà.

GLI SPONSOR E IL SOSTEGNO DELLA CITTÀ

Dove sono tutti quelli che oggi dicono di amare il Mesagne?
Dove sono gli imprenditori?
Dove sono gli sponsor?
Dove sono quelli che dicono che questa squadra dovrebbe rappresentare tutta la città?
Perché una società sportiva non vive di commenti Facebook.
Vive di sponsor, biglietti, abbonamenti, contributi, lavoro, sacrifici e persone che decidono concretamente di sostenerla.
E noi, ad oggi, non abbiamo avuto una lunga fila di aziende pronte a sostenerci.
Abbiamo avuto alcune persone che hanno creduto nel progetto e che ringraziamo pubblicamente.
A loro va il nostro rispetto e la nostra gratitudine.
A tutti gli altri chiediamo invece una cosa:
prima di dire cosa dobbiamo fare noi, diteci cosa siete disposti a fare voi.

I GIOCATORI E LE SCADENZE ECONOMICHE

Anche su questo è necessario fare chiarezza.
I giocatori hanno dei contratti e le scadenze economiche sono stabilite contrattualmente entro il 30 di ogni mese, a partire dal mese di settembre, secondo quanto previsto dagli accordi sottoscritti.
Non è corretto trasformare una tempistica bancaria o un pagamento in corso in una narrazione completamente diversa dalla realtà.
La società sta rispettando e continuerà a rispettare gli impegni assunti nei limiti e secondo quanto previsto dai contratti.
Abbiamo scelto una rosa giovane, cercando di dare spazio anche a ragazzi locali e costruendo un progetto economicamente sostenibile.
Non possiamo permetterci giocatori dai costi elevatissimi.
E non vogliamo nemmeno costruire una società sulle promesse che non siamo in grado di mantenere.
Il nostro progetto è diverso:
giovani, sostenibilità, programmazione e crescita.
NON ABBIAMO MAI PROMESSO DI VINCERE IL CAMPIONATO
Non abbiamo mai promesso vittorie a tutti i costi.
Non abbiamo mai preteso che ogni partita dovesse finire con una vittoria.
E soprattutto non abbiamo mai sminuito i nostri ragazzi.
Abbiamo chiesto semplicemente impegno, serietà, professionalità e rispetto per la maglia e per la società.
È vero: il campionato di Promozione di quest’anno è impegnativo e presenta realtà con giocatori e strutture importanti.
Noi abbiamo scelto consapevolmente una strada diversa.
Puntare sui giovani e costruire qualcosa nel tempo.
Se alcuni giocatori oggi non si sentono più parte integrante del progetto per determinate scelte tecniche o organizzative, questo può essere oggetto di confronto.
Ma non può diventare il pretesto per trasformare normali dinamiche sportive in una campagna contro la società.
Proprio per questo i tesserati che oggi hanno deciso di non presentarsi alla partita per paura di fare figure e perdere noi abbiamo semplicemente detto che ogniuno si assume le proprie responsabilità e lo faremo nelle sedi competenti
LA SOCIETÀ NON CENSURA LE CRITICHE

Il Mesagne Calcio non ha paura delle critiche.
Non cancelliamo i commenti perché qualcuno la pensa diversamente.
La critica fa parte dello sport.
Ma altra cosa sono gli insulti, le offese personali e la denigrazione di ragazzi, tecnici, dirigenti o tesserati.
Su questo la società ha il dovere di tutelare le proprie persone.
E continuerà a farlo.

LO STADIO DEVE TORNARE A ESSERE DELLE FAMIGLIE

Vogliamo uno stadio pieno.
Vogliamo bambini, ragazzi, genitori, famiglie, nonni e tifosi.
Vogliamo passione, colore, cori e sostegno.
Ma non vogliamo che lo stadio diventi un luogo di violenza, intimidazione, insulti o comportamenti capaci di allontanare le famiglie.
Lo sport deve essere aggregazione, passione e divertimento.
Non violenza.
Non paura.
Non offese.
Per quanto riguarda alcuni comportamenti e alcune realtà della tifoseria firmata UBM, la società ha fatto delle scelte precise.
Sì, siamo stati noi ad allontanare determinate situazioni quando abbiamo ritenuto che non fossero compatibili con il modo in cui intendiamo vivere il calcio.
E lo rifaremmo.
Perché il Mesagne Calcio deve essere uno spazio aperto a tutti, nel rispetto delle regole e delle persone no a denigrare e a fare il cori contro le forze dell ordine o contro lo stato.
A CHI DICE “CONSEGNATE LA SQUADRA AL COMUNE”
Venite.
Venite a vedere cosa significa realmente gestire una società di calcio.
Venite a vedere cosa significa assumersi responsabilità.
Venite a vedere cosa significa cercare soldi, sponsor, soluzioni, organizzare una stagione e metterci ogni giorno la propria faccia.
Perché parlare è facile.
Metterci la faccia è un’altra cosa.
E se davvero pensate che la soluzione sia consegnare la squadra al Comune, ricordatevi che prima di parlare bisognerebbe conoscere chi ha sostenuto economicamente la società, chi ha pagato cosa e quali responsabilità sono state assunte.
Noi siamo disponibili a parlare di tutto.
Ma con documenti alla mano.
Non con il sentito dire.
Non con i pettegolezzi.
Non con Facebook.

E ADESSO UNA DOMANDA ALLA CITTÀ
A tutti quelli che oggi criticano chiediamo:
Quanti di voi hanno acquistato un abbonamento?
Quanti hanno comprato un biglietto?
Quanti hanno portato uno sponsor?
Quanti sono venuti in società a chiedere “come posso darvi una mano?”
E soprattutto:
quanti di voi hanno prima sostenuto il Mesagne e poi si sono sentiti autorizzati a giudicarlo?
Perché il Mesagne Calcio non ha bisogno di essere distrutto dalle parole.
Ha bisogno di essere sostenuto dai fatti.
Noi possiamo commettere errori e siamo i primi a riconoscerlo quando accade.
Ma non accettiamo che vengano cancellati con un commento sui social mesi di lavoro, sacrifici, responsabilità e impegno.
Abbiamo scelto di continuare quando sarebbe stato molto più semplice lasciare tutto.
Abbiamo scelto di investire sui giovani.
Abbiamo scelto di provare a costruire un progetto sostenibile.
Abbiamo scelto di metterci la faccia.
Adesso tocca alla città.
Meno professori dietro una tastiera.
Più persone sugli spalti.
Meno pettegolezzi.
Più fatti.
Meno richieste di accrediti.
Più biglietti acquistati.
Meno giudizi.
Più sostegno.
Perché dire di amare il Mesagne è facile.
Sostenerlo è un’altra cosa.
Noi la nostra scelta l’abbiamo fatta.
Siamo ancora qui.
E finché avremo la responsabilità di questa società, continueremo a metterci faccia, lavoro e cuore.
A partire dalla prossima settimana saranno prese decisioni molto importanti e sarete aggiornati così come abbiamo sempre fatto ma una decisione Ve la possiamo già comunicare …la squadra non sarà consegnata al comune per tanti semplici motivi. …il più importante è che
non intendiamo che nessuno diventi il salvatore della patria con i sacrifici nostri e di alcuni ragazzi .
Chi si ritiene capace di far….Lo aspettiamo per consigli e collaborazioni.

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