Home PoliticaAlessandro Carluccio: “Lo sport viene prima delle strade. Ma solo se gestito bene”

Alessandro Carluccio: “Lo sport viene prima delle strade. Ma solo se gestito bene”

da Redazione

Riceviamo e pubblichiamo: Sia chiaro: a Mesagne lo sport viene prima delle strade. Uno stadio funzionante, vivo tutti i giorni, vale più di una buca d’asfalto riparata. Lo sport è comunità, educazione, prevenzione, futuro per i nostri ragazzi. E su questo non si discute. Il problema non è rifare lo stadio. Il problema è COME lo si vuole rifare.

Finanziarlo interamente con soldi pubblici, come vuole fare il Comune, è l’errore più grande. Perché? Perché in questi ultimi anni abbiamo visto cosa significa affidare un bene pubblico al calcio mesagnese: società improvvisate, cambi di nome ogni estate, campionati abbandonati a metà, debiti, strutture lasciate nel degrado. Hanno dimostrato totale incompetenza gestionale. Se gli regaliamo oggi uno stadio nuovo con i soldi di tutti, domani lo ritroveremo di nuovo abbandonato e da rifare.

Lo sport è prioritario, ma solo se smette di essere un costo per il Comune e diventa un progetto serio. *La strada giusta non è il finanziamento pubblico, è il comodato con bando.* Il Comune deve mettere a disposizione la struttura, non i soldi. E fare un bando pubblico di concessione pluriennale con regole ferree:

*1. Ristrutturazione a carico del privato.* Chi vince il bando si accolla i lavori di rifacimento, messa a norma e manutenzione. Non il cittadino.

*2. Vincolo sociale obbligatorio.* Per partecipare devi garantire TUTTE le categorie: Scuola Calcio, Giovanissimi, Allievi, Juniores e Prima Squadra. Non vogliamo l’ennesima prima squadra mordi e fuggi, vogliamo un vivaio per Mesagne.

*3. Autonomia totale di gestione.* Spese, utenze, custode, incassi da biglietti, sponsor, bar e affitto campi: tutto gestito dal concessionario. Utili e perdite sono affar suo.

Così facendo il Comune si alleggerisce di spese e di problemi, e la città ottiene finalmente quello che merita: lo sport al primo posto, ma gestito da chi ha le competenze e ci mette del suo, non da chi vive di contributi pubblici per poi sparire. Lo stadio sì, ma non pagato da tutti e gestito male da pochi.

Alessandro Carluccio
Pathway manager e sport management

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