Venerdì 16 ottobre 2026, alle ore 18.30, la Sala Lettura della Biblioteca comunale “Ugo Granafei” di Mesagne ospiterà Tutto il resto è prosa, reading teatrale ispirato alla vita e alla poesia di Emily Dickinson, primo lavoro del progetto INTERFERENZE di Artisti per il Sociale. L’iniziativa si inserisce nel programma dei festeggiamenti per il secondo anniversario dell’apertura della nuova Biblioteca e nella XXII edizione della Festa dei Lettori, in programma dal 5 al 18 ottobre 2026 con il tema Le vie delle parole. Una manifestazione dedicata alla promozione della lettura e alla capacità della letteratura di creare legami, attraversare esperienze e mettere in comunicazione persone e comunità.
Al centro dello spettacolo c’è Daniela, che visita la casa-museo di Emily Dickinson. Quello che inizialmente sembra un percorso tra gli oggetti e gli spazi della vita della poetessa si trasforma progressivamente in un viaggio interiore, nel quale il confine tra passato e presente si assottiglia. Una stanza, uno scrittoio, uno scialle, un abito bianco diventano tracce attraverso cui immaginare una vita e avvicinarsi alla sua dimensione più intima. La figura di Emily emerge attraverso le sue poesie, le lettere, i frammenti biografici e soprattutto il rapporto con Susan, sua cognata e interlocutrice affettiva e letteraria. La loro relazione, fatta di vicinanza e distanza, desiderio e difficoltà di comunicazione, diventa il centro di una narrazione che attraversa il tempo e raggiunge interrogativi ancora profondamente contemporanei: la solitudine, il bisogno di essere compresi, le parole che non riusciamo a pronunciare e quelle che rimangono sospese.
L’arte come spazio di relazione
Tutto il resto è prosa nasce dall’idea che un’opera artistica possa essere molto più di qualcosa da osservare o contemplare. Richiamando la prospettiva dell’estetica relazionale elaborata dal critico Nicolas Bourriaud, il progetto considera l’arte anche come uno spazio di incontro, dialogo e scambio, nel quale il significato prende forma attraverso la relazione tra chi crea, chi interpreta e chi partecipa all’esperienza. In questa prospettiva, la lettura teatrale non si limita a restituire una storia già compiuta: la riapre, la mette in relazione con il presente e la affida a nuovi sguardi. Il pubblico non è soltanto destinatario di un racconto, ma parte di quell’incontro attraverso cui le parole acquistano significati ulteriori. È proprio il senso della parola INTERFERENZE, scelta per dare un nome al progetto: elementi diversi entrano in rapporto, si attraversano e si modificano reciprocamente, generando qualcosa che prima dell’incontro non esisteva. In questo lavoro interferiscono la voce di Emily e quella di chi la racconta oggi, la parola scritta e quella pronunciata, la memoria e l’immaginazione, la vicenda privata della poetessa e le esperienze di chi ascolta.
INTERFERENZE: teatro, letteratura e musica
Tutto il resto è prosa è il primo lavoro di INTERFERENZE, progetto di Artisti per il Sociale dedicato alla ricerca e alla sperimentazione attraverso la relazione tra teatro, letteratura e musica. Il progetto propone letture teatrali e reading-concerti pensati per incontrare luoghi e pubblici diversi, dalle biblioteche ai teatri, dagli spazi culturali ai luoghi della memoria. La dimensione essenziale dell’allestimento permette alla parola e alla presenza scenica di dialogare con il suono, lasciando spazio all’immaginazione e alla partecipazione emotiva degli spettatori. Lo spettacolo è interpretato da Daniela Nisi, con testi e regia di Giancarlos Stellini, musiche originali di Paco Maddalena e allestimento tecnico di Ivo Mitrugno.
L’appuntamento alla Biblioteca Ugo Granafei rappresenta un’occasione per celebrare la lettura come esperienza condivisa e la biblioteca come luogo vivo di incontro: uno spazio nel quale le parole non restano confinate nelle pagine, ma tornano a circolare, raggiungono nuove persone e diventano parte di una storia comune.
Perché una storia continua a vivere ogni volta che incontra qualcuno. E, nell’incontro, smette di appartenere soltanto a chi l’ha vissuta: diventa anche di chi la racconta, di chi la ascolta e di chi, attraverso di essa, finisce per riconoscere qualcosa di sé.







