La raccolta firme per intitolare la Casa circondariale di Brindisi a San Bartolo Longo, avviata all’inizio dell’estate, prosegue e si estende al coinvolgimento di altre comunità del territorio.
Questa volta è la città di Mesagne a essere chiamata a sostenere l’iniziativa, grazie alla disponibilità del sindaco Francesco Rogoli, che ha preso in consegna uno dei registri destinati alla raccolta delle adesioni.
Mesagne, al pari di altre città della provincia di Brindisi, ha storicamente mantenuto un legame significativo con la figura del Santo di Latiano, che nel corso della sua vita ha avuto rapporti profondi con questa comunità, oltre che con Oria, Francavilla Fontana e altri centri del territorio.
A testimoniare l’interesse della città per la figura di San Bartolo Longo è anche un’iniziativa promossa alcuni anni fa dall’Associazione culturale “L’Isola che non c’è”, quando le amministrazioni comunali di Mesagne, Francavilla Fontana e Latiano parteciparono a un incontro con il sindaco di Pompei dell’epoca. In quell’occasione fu sottoscritto un protocollo di collaborazione in ambito turistico e religioso, che prevedeva anche la realizzazione di un cammino tra Latiano, Oria, Mesagne e Pompei, un itinerario capace di attraversare tre regioni: Puglia, Basilicata e Campania.
Oggi l’obiettivo è più circoscritto, ma non per questo meno significativo: valorizzare la figura e l’opera di San Bartolo Longo, con particolare riferimento alla sua attenzione per le persone detenute e le loro famiglie, attraverso l’intitolazione alla sua memoria della Casa circondariale di Brindisi.
Il coinvolgimento della città di Mesagne si aggiunge alla raccolta firme già in corso a Latiano, promossa dall’Associazione “L’Isola che non c’è” e alla quale ha collaborato tra gli altri la stessa Pro Loco. L’obiettivo è rafforzare il sostegno del territorio a una proposta che si intende sottoporre all’attenzione del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, cui compete la valutazione della richiesta di intitolazione.
Come assicurato dallo stesso sindaco Rogoli, la modalità della raccolta delle firme verrà pianificata e promossa nelle prossime settimane.
Le firme raccolte nelle diverse città saranno presentate nel corso di una prossima iniziativa pubblica, prima della consegna ufficiale al ministro.
Un percorso di partecipazione che punta a coinvolgere le comunità del territorio nel riconoscimento di una figura che ha fatto della solidarietà, dell’accoglienza e del recupero della dignità umana i principi fondamentali della propria opera.







