Home Primo PianoBuongiorno Sanremo 2026, quarta serata – di Carla Graduata

Buongiorno Sanremo 2026, quarta serata – di Carla Graduata

da Redazione

E’ venerdì sera, le guerre continuano a insanguinare il mondo, a Milano un tram ha deragliato, ci sono 2 morti e 50 feriti. Conti, impassibile, gongola per un nuovo successo di ascolti.
La verità è che, pur di non pensare al male, al dolore e alle tragedie di questo incasinatissimo mondo, ci facciamo bastare anche il peggiore dei presentatori.

Finalmente salgono sul palco le canzoni di ieri, oggi e domani. Quelle che conosciamo tutti, quelle dei nostri ricordi, quelle che ti fanno rimpiangere i vecchi Sanremo, quando le parole si capivano, la musica ti restava nelle orecchie, i dischi vendevano davvero e le radio omaggiavano il festival.
Quest’anno, per le cover, gli artisti usano due strategie: o puntano tutto sul rap o riesumano un mostro sacro.
E così la MUSICA scaccia tutti i cattivi pensieri: si balla, si ride, si canta, si piange e, soprattutto, non si pensa. Perché, purtroppo, i CarloConti stanno vincendo dappertutto, convincendoci che è meglio non pensarci, non impegnarsi, non esporsi.
Caro Carlo, se passi da Mesagne, è pronta per te la cittadinanza onoraria con pacca sulla spalla e fotografia di rito!
(PS. Siani non fa ridere mancu la razza sua. Bianca Balti è luminosa. La Pausini in pelle nera.)

DUETTI
Elettra Lamborghini con Las Ketchup – “Aserejé”: spagnoleggia il teatro Ariston ed è subito estate, birra e amici.
Eddie Brock con Fabrizio Moro – “Portami via”: carini.
Mara Sattei con Mecna – “L’ultimo bacio”: Marattei non ha la voce per questa canzone, ma Mecna (un sosia di Jovanotti) riesce a rimettere le cose a posto, regalandoci una graziosa nuova versione di un classico.
Patty Pravo con Timofej Andrijashenko – “Ti lascio una canzone”: mentre Patty distrugge la canzone più bella di Paoli, volteggiano sul palco i glutei del marito della mesagnese etoile Nicoletta Manni. Possiamo dirlo: che culo, Mesagne!
Levante con Gaia – “I maschi”: voce, carisma, personalità e sensualità a francate!
Malika Ayane con Claudio Santamaria – “Mi sei scoppiato dentro il cuore”: è teatro, è poesia, è amore. Ma, si sa, io sono un’entusiasta! Da casa, invece, i due ingegneri della mia vita sentenziano caustici: “Hannu struppiatu puru sta canzoni!”
Bambole di Pezza con Cristina D’Avena – “Occhi di gatto”: siamo tutti bambini, guardiamo i cartoni animati e domani non si va a scuola! Arrangiamento moderno, rock, meraviglioso!
Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso – “Su di noi”: Versione originalissima dedicata a tutti i conflitti del mondo, intervallata da una poesia declamata da Dargen che si chiude con un passo del “Discorso all’umanità” di C. Chaplin e con un “Non rassegniamoci alla guerra!” sussurrato dalla voce senza volto di Papa Francesco: brividi, emozione, arte!
Tommaso Paradiso con Stadio – “L’ultima luna”: si balla e si canta! Il testo sembra scritto domani: che parole, che musica!
Michele Bravi con Fiorella Mannoia – “Domani è un altro giorno”: Michè va corchiti, Fiorella vola!
Tredici Pietro con Galeffi, Fudasca & Band e…a sorpresa papà Gianni!!! – “Vita”: l’esibizione funziona alla perfezione!
Maria Antonietta & Colombre con Brunori Sas – “Il mondo”: grazie per la parentesi di tenerezza!
Fulminacci con Francesca Fagnani – “Parole Parole”: arriva il bianco e nero, siamo nel 1972, si invertono i ruoli, la Fagnani è Alberto Lupo e Fulminacci è Mina. Francesca, che belva sei! Bellissima interpretazione.
LDA & AKA 7EVEN con Tullio De Piscopo – “Andamento lento”: Napoli è sempre Napoli, nonostante gli acciacchi del grandioso 80enne Tullio!
Raf con The Kolors – “The Riddle”: non so chi dei due ha più botulino addosso.
J-AX con LIGERA COUNTY FAM. “E la vita, la vita”: testo attualissimo, rivisitato da un bravissimo J-Ax con Cochi, Ale e Franz, Paolo Iannacci e Paolo Rossi. (il vampiro Conti approfitta della presenza sul palco di tanti milanesi per “abbracciare – (così dice) – l’incidente di oggi a Milano”, ma a noi resta in mente solo un verso della canzone: “Basta una persona che si monta la testa, è finita la festa!”)
Ditonellapiaga con TonyPitony – “The Lady Is a Tramp”: meravigliosa e teatrale interpretazione. (Laura Pausini presenta la salentina Laura Bubbico come “maestro” e lei la corregge sorridente: “maestra, grazie!” Pausini vai a lezione d’italiano e poi anche di femminismo)
Enrico Nigiotti con ALFA – “En e Xanax”: quanta purezza e quanti ricordi!
Serena Brancale con Gregory Porter e Delia – “Bésame Mucho”: #izzadivoci tutti e tre!
Sayf con Alex Britti e Mario Biondi – “Hit the Road Jack”: bellissima esibizione! Sayf merita il podio di questo Sanremo.
Francesco Renga con Giusy Ferreri – “Ragazzo solo, ragazza sola”: inconfondibile la voce di Giusy!
Arisa con Coro del Teatro Regio di Parma – “Quello che le donne non dicono”: versione di Chiesa!
Samurai Jay con Belén Rodríguez e Roy Paci – “Baila Morena”: Belen è rifatta!
Sal Da Vinci con Michele Zarrillo – “Cinque giorni”: Sal canta le tue canzoni che ti amo di più!
Fedez & Marco Masini con Stjepan Hauser – “Meravigliosa Creatura”: la brutta copia dell’esibizione di Dargen D’Amico. Per me continuano ad essere NO!
Ermal Meta con Dardust – “Golden Hour”: Ermal ha una bella voce! Applausi a scena aperta.
Nayt con Joan Thiele – “La canzone dell’amore perduto”: peccato siano le 00:49 perché questa è LA canzone delle canzoni. La versione giovanile funziona moltissimo! Bravi.
Luchè con Gianluca Grignani – “Falco a metà”: commovente per svariate ragioni.
Chiello con Saverio Cigarini – “Mi sono innamorato di te”: senza Morgan, Chiello funziona.
Leo Gassmann con Aiello – “Era già tutto previsto”: finalmente esce la voce di Leo! L’orario penalizza (1:19), ma lui è bravo, veramente bravo! Pure Aiello. Una delle migliori interpretazioni.

PRIME TRE POSIZIONI della serata

  1. DITONELLAPIAGA E TONYPITONI (questo è l’anno dell’urologo!)
  2. SAYF (siiiiiiiii!)
  3. ARISA (noooooo!)

MENZIONE D’ONORE
All’arte che quando è popolare unisce, accoglie, abbraccia. Al “nazionalpopolare” che include e avvicina. Alla musica che è cultura. Alle canzoni di una volta e a quelle di oggi. Alla puntata delle cover che, da sola, riscatta tutta la noia e la retorica dei giorni precedenti. Al festival di Sanremo che resiste sempre e comunque, facendo esplodere tutte le contraddizioni di questa strana Italia in cui Laura Pausini si atteggia a difensora della libertà e dei diritti civili, ma rifiuta di cantare BELLA CIAO; in cui alle 21:32, la censura non riprende un tenero bacio tra Levante e Gaia, ma alle 23:36 fa dire a Caterina Caselli “ragazzi, sentitevi liberi dal giudizio!”.; in cui all’1:20 il prof. Scgettini fa il suo spiegone ai ragazzi (“Studiate e parlate con gli adulti!”), pur essendo un “osservato speciale” perché promette voti più alti agli studenti che mettono like si suoi video. Un’Italia che si scaglia contro i raccomandati e i figli di papà, ma poi applaude commossa per padre e figlio che cantano insieme. A Pietro Morandi che ricorderà per sempre quella sera in cui cantò con suo padre e a papà Gianni che non avevamo mai visto così emozionato come stasera. A papà Raf che presenta, orgoglioso, sua figlia ballerina, a papà Alessandro Gassmann che si è offeso perché a lui non hanno consentito di andare sul palco dove cantava il figlio e al papà di Laura Pausini che si scoccia quando la figlia lo fa riprendere dalle telecamere. A quel pudore, a quell’imbarazzo, a quel modo di essere padre.

MENZIONE D’ONORE DA CASA
Alla settenne del mio cuore che, nel pomeriggio, mi ha confidato che la sua amatissima Tata mi segue su Facebook perché “ride molto per quello che scrivi” e, poi, ha aggiunto “ma io non ho capito che scrivi”. E manco io, amore della zia!

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