Anche le percentuali bulgare, all’improvviso, si abbassano. Succede a tutti. E così la prima puntata del festival di Sanremo perde oltre 3 milioni di telespettatori (7%) rispetto allo scorso anno.
La RAI nasconde il crollo di ascolti, dichiarando che 9milioni di italiani davanti alla tv sono il quarto miglior risultato di sempre: ognuno le sconfitte se le racconta come vuole!
La verità è che l’eccessiva sicurezza del presentatore, quel costante sorriso fastidioso stampato in faccia, la sua onnipresenza, l’incapacità di lasciare davvero spazio a chi lavora con lui, la mancanza di freschezza e novità, giocano contro il successo di questa 76° edizione.
E allora, per salvare la seconda puntata del Festival, Carlo Conti fa scendere in campo la famiglia.
Falliti i partiti, svuotate le Chiese, morte le ideologie, si torna alla mamma! Perché togliendo togliendo, a Conti non è rimasto più nulla in mano, se non l’italietta anni 50.
Gianluca Gazzoli ricorda la mamma appena scomparsa, le medaglie d’oro olimpico dedicano le vittorie ai figli (perché loro sono Mamme, mica atlete!), Lauro canta per le mamme che hanno perso i figli a Crans Montana, Cont5i chiede alla moglie in prima figlia se “il bambino si è addormentato?”.
Così Conti riesce in una sola puntata a scontentare tutti: i giovanissimi che quest’anno boicottano il festival, i finti giovani che hanno il terrore di tornare indietro e gli anziani che sono affamati di futuro.
Il viso di Laura Pausini si asciuga di minuto in minuto, si abbassa il livello degli abiti in scena, si ammosciano i fiori sul palco, diminuiscono gli applausi del pubblico.
Se Conti continua così, si ritroverà presto presentatore della sagra della fucazza chena di Latiano (quella di Mesagne no, perché noi a Mesagne abbiamo il pienone di “ascolti” anche lì!).
NUOVE PROPOSTE
Per lo scontro fra le nuove proposte, Conti cede il palco ad un presentatore che definisce “giovane” e, poi, si scopre che ha 37 anni! Gazzoli viene dalla radio e dai villaggi turistici, ma della verve di Fiorello non ha nulla. Sorride con settecentomilioni di denti bianchissimi e un orzaiolo sull’occhio sinistro. No: non sarà il futuro presentatore di Sanremo.
Vincono due scontati classici sanremesi: NICOLÒ FILIPPUCCI, che di giovane e nuovo non ha nulla e ANGELICA BOVE, che si canta addosso.
MAZZARIELLO non passa il turno, ma teniamolo d’occhio perché sta germogliando un nuovo cantautore.
I/LA CO-CONDUTTORI/TRICE
Accanto ai fianchi di Laura Pausini, anche stasera fasciata in improbabili abiti di “o-scena”, arrivano:
- Achille Lauro.
Le ragazzine impazziscono, le donne di mezza età lo trovano irresistibile, ma una nonna sbotta sincera: “iddu si creti elegante”!
In effetti Achille è un Maneskin che non ce l’ha fatta, con quell’accento troppo forte e quel collare di diamanti e rubini troppo cafone. Non dovrebbe parlare ma cantare: bello il mix con la Pausini delle 23:58. - Pilar Fogliati
Ha le orecchie di DUMBO coraggiosamente esposte e il corpo di Biancaneve, è alta 1,76 cm, indossa abiti inguardabili e sarebbe anche brava e spigliata se non fosse costretta a recitare la parte di un tristissimo copione scritto dal peggiore autore di tutti i tempi. - Lillo
Nemmeno lui riesce a tirare su le sorti di questo Sanremo in bianco e nero. Il suo humor viene soffocato da insulse scenette preconfezionate. Delusione totale: se fosse venuto Pucci, almeno avremmo potuto parlarne male!
OSPITI
Fausto Leali, 81 anni, è IL vero cantante. Vince il premio alla carriera alle ore 00.04: scandaloso! Uno dei momenti più belli, sprofonda a notte fonda.
Ancora più offensiva la scelta di rendere omaggio a Ornella Vanoni, facendo cantare la nipote, alle ore 00:44. Ma degna nipote di sua nonna, quando un bavoso Conti le chiede “qual è l’insegnamento più importante che ti ha dato la nonna?”, lei risponde sincera: “A non pensarci troppo!”
CANZONI IN GARA:
Anche quest’anno, nella seconda serata, si esibiscono 15 artisti sui 30 in gara. Le canzoni sono già orecchiabili. Le mie preferite rimangono:
TOMMASO PARADISO ha una canzone d’amore bella e romantica
ERMAL META canta la morte, la guerra, l’amore e chiude declamando una frase potentissima: “I bambini dovrebbero fare rumore non silenzio”. Lo ripete due volte. Gela il pubblico in sala. Batte il cuore dei telespettatori a casa. Solo Conti non ha tempo per le emozioni, sorvola e passa avanti.
BAMBOLE DI PEZZA. Dopo la patetica scenetta in sala conferenza stampa dove un giornalista ha dichiarato che il femminismo è ormai anacronistico, che la società non è patriarcale e che a casa sua comanda la moglie, le bambole di pezza hanno sbottato: “…noi non vogliamo potere in casa, vogliamo potere ovunque”. Evviva le bambole di TESTA!
FULMINACCI ti resta in testa…Stupida stupida sfortuna! Vinci tu, Fulminacci, alla faccia dei pronostici e dei raccomandati!
DITONELLAPIAGA: il mio amico e il suo urologo confermano: la canzone è bella!
P.S. Confesso che continuo a non capire l’entusiasmo intorno alla canzone di FEDEZ & MASINI. Vinceranno e io, come sempre, starò all’opposizione.
CLASSIFICA UFFICIALE (televoto e giuria delle radio)
Prime 5 posizioni in ordine casuale:
FEDEZ&MASINI – ERMAL META – TOMMASO PARADISO – LDA&AKA 7EVEN – NAYT (Nayt cini?)
MENZIONE D’ONORE
A due cori speciali che hanno fatto salire l’arte e l’emozione sul palco di Sanremo per 9 minuti contati.
Al CORO dell’Associazione Nazionale di Famiglie e Persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo che intona “Si può dare di più”. Ad un momento di amore puro e sincero. Alle famiglie di donne e uomini “speciali” (come si autodefiniscono) che vivono, lottano, aiutano, abbracciano, accolgono. Ai sorrisi di questi cantanti vestiti tutti uguali, tutti felici, tutti sorridenti. Al loro essere meravigliosamente “normali”.
Al coro che accompagna la soprano Valentina Gargano e Achille Lauro in una versione toccante ed emozionante di PERDUTAMENTE, la canzone che amava una delle vittime del rogo di Crans Montana e che la madre gli ha dedicato durante il funerale.
“La musica ha il compito di accompagnarci nella vita, non è solo intrattenimento e se questa canzone ha confortato anche solo una persona allora ha fatto il suo dovere” chiosa un emozionato Lauro, mentre il coro si commuove.
MENZIONE D’ONORE DA CASA
A me, che sono riuscita a rimanere sveglia sino all’1:30 a guardare la puntata del festival di Sanremo più noiosa di sempre, solo per quella spumeggiante amica che mi ha inviato questo messaggio: “in questo triste nord mi sento meno sola la mattina quando ti leggo!”.
Allora lo urlo dal profondo Sud: Conti ti imploro, arrenditi, dimettiti, goditi la pensione e cercati un sostituto! E se proprio non lo trovi, vieni a Mesagne che da noi c’è la fila di aspiranti conduttori o condottieri!








