Home Primo Piano Buongiorno Sanremo, il coraggio di prendere posizione – di Carla Graduata

Buongiorno Sanremo, il coraggio di prendere posizione – di Carla Graduata

da Cosimo Saracino
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La performance del “cazzone Americano” (cit.), John Travolta, non è il momento peggiore andato in onda sul palco di Sanremo.
Fino a qui, è Dargen D’Amico ad aver toccato il fondo.
Il cantante porta a Sanremo una delle canzoni più emozionanti: la narrazione della morte dei bambini nel mar Mediterraneo.
La prima sera, subito dopo essersi esibito, dichiara: “Il nostro silenzio è corresponsabilità. Dio non accetta la scena muta. Cessate il fuoco!”
La seconda sera ritratta: “Ieri non volevo essere politico, ero semplicemente guidato dall’amore.”.
Eh no, Dargen mio, tutto è politica.
E la politica è una cosa bella, se fatta seriamente, se fatta con amore.
La politica è un atto di responsabilità, è quella cosa per cui il giovane Ghali canta “con le linee immaginarie bombardate un ospedale / Per un pezzo di terra o per un pezzo di pane / Non c’è mai pace”.
Ed il capo della comunità ebraica milanese, subito dopo, chiede l’intervento dei vertici Rai contro “l’inaccettabile propaganda anti-israeliana in tv”.
Ecco, caro Dargen e cari tutti gli antipolitici del Festival, la Politica fatta con il cuore, con l’amore e con l’umanità vi avrebbe dovuto unire in un abbraccio forte e potente attorno a Ghali a difesa del suo diritto di cantare la PACE.
Ma la Politica vera, si sa, ha bisogno di coraggio e qui a Sanremo, come in tutta Italia, di coraggio (e di Politica) ne circola davvero poco…fino a questa, effervescente e PARTIGIANA terza puntata, alla fine della quale il qualunquismo di Dargen viene sconfitto da tanti piccoli, grandissimi resistenti!

✅CO-CONDUTTRICE
Ci pensa Teresa Mannino, per prima, a prendere coraggio. Anzi: a prendersi tutto!
Con il suo talento si impone, facendo quello che sa fare meglio: far ridere. Con i ricci indomati ed indomabili come lei, comoda in eleganti “pigiami” con le piume, sfoggia la sua simpatia ogni volta che sbuca fuori da qualche angolo.
Spigliata, a suo agio, spadroneggia sul palco, offuscando Amadeus. Sa intervistare gli ospiti, presentare i cantanti, coprire i buchi.
A mezzanotte circa, ci ripropone un dolce/ironico/amaro monologo sull’uomo ricco, bianco e occidentale che pensa che tutto nell’Universo è a sua disposizione e sulle formiche taglia-foglie che rispettano la loro Regina e ai loro maschi “non fanno scendere nemmeno la pattumiera”. Chiude con l’importanza di conservare il “POTERE DI”: “di ridere e di farvi ridere, di cantare anche se sono stonata, di ballare per strada!”.

✅OSPITI e SUPER OSPITI
Si blocca il tempo, quando alle 21:58 Eros canta una TERRA PROMESSA festeggiandone i 40 anni.
Alle ore 22:22 sale sul palco “L’uomo nel lampo”, di Paolo Jannacci e Stefano Massini; straziante racconto musicato della morte sul lavoro di un giovane papà di un bimbo di un mese.
Gianni Morandi intona “C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones”, regalandoci un intramontabile inno CONTRO LA GUERRA e poi all’1:10 apre “tutte le porte”.
Alle 23.16, sul palco di Sanremo sale Stefano Fresi nei panni di Russell Crowe. Canta bene ed è centomilionidimilioni di volte più simpatico di Travolta.
Ma il vero partigiano arriva all’Ariston alle 00:32. Un grandissimo Edoardo Leo recita un monologo potentissimo sul ruolo fondamentale dell’arte, degli artisti e soprattutto dei comici: “La satira è sempre uno sberleffo al potere. Gli artisti sono sentinelle preziose della democrazia, e spesso sono il primo bersaglio di un potere malato. Vedere come un Paese tratta i propri artisti è un buon indicatore della sua salute democratica. Ridere di noi è fare cultura. Quando il sole della cultura è basso, anche i nani sembrano dei giganti. Stiamo attenti allora che il sole della cultura rimanga sempre a mezzogiorno, è l’ultimo spiraglio di luce prima del buio”.

✅CANZONI IN GARA:
Per i 15 cantanti che si esibiscono stasera, confermo che:

  • Angelina Mango e Ghali meritano di vincere il Festival di Sanremo
  • Diodato sfiora il cuore
  • i BNKR44 sono adrenalina pura. Io amo i LaSad
  • i Negramaro stasera decisamente meglio
    (Nota a margine ⏩ stasera le canzoni sono passate in secondo piano: lo spettacolo sul palco l’hanno fatto Teresa e tutti gli ospiti)
    (Nota a margine del margine ⏩ Rose Villain è bona, ma bona proprio!)

✅CLASSIFICA UFFICIALE
Anche per la terza serata, le canzoni sono giudicate dal Televoto e dalla nuova Giuria delle radio. Questo il podio del 8.2.2024:
3) Alessandra Amoroso (ok)
2) Ghali (siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!)
1) Angelina Mango (siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!)

✅MENZIONE D’ONORE
A chi ha il coraggio di parteggiare, senza troppi giri di parole e senza retorica. A chi sfida i luoghi comuni, scrivendo, dipingendo, componendo, lavorando, stando a casa, cantando.
A BigMama che, indifferente a tutte le battute sulla sua fisicità, sfoggia il culo più bello e vero del Festival.
Al coro che intona “Va’ pensiero”, ricordandoci che l’Italia è una e indivisibile: alla faccia di quei benpensanti, secessionisti che boicottano Geolier perché canta in napoletano.
Ad Eros Ramazzotti che, all’improvviso, prende posizione senza fronzoli: “Basta sangue! Basta guerre! Pace!”.
Alle morti bianche. Ai lavoratori dell’ILVA e di tutti gli stabilimenti a rischio vita. A chi per lavorare è costretto ad accettare contratti da schiavo. Al coraggio di denunciare. Al coraggio dei sindacati di tornare a fare i sindacati.
Alle parole di PACE cantate da un emozionato Gianni Morandi. Ai nostri “vecchi” che hanno visto i loro ideali sbriciolarsi ed il peggior passato ritornare a galla.
A Giuliano Sangiorgi che chiude l’esibizione gridando “Ricominciamo tutto, con la PACE!”.
A Russell Crowe che si assume la responsabilità di prendere in giro Travolta con un “What a fuck!”, che sarebbe il nostro “Che cacata!”.
A Edoardo Leo, ai giganti e ai nani della cultura. All’arte che è un antinfiammatorio per l’anima.
A Stefano Massini che chiude la sua esibizione con un laconico e potentissimo: “C’è un amore di cui non si parla mai, l’amore che dovremmo avere per i nostri diritti, che ci spettano, chiunque tu sia! Viva la dignità!”.

✅MENZIONE D’ONORE DA CASA

All’autore del whatsapp delle 22:30, il più bello che mi è arrivato in questi tre giorni: “La dignità non si conquista a colpi di maggioranza!”.

Prima di chiudere, non posso far finta di niente!
Quest’anno si vota per le Europee e per le Comunali.
Per vincere il FantaSanremo, i cantanti salgono sul palco con una matita.
Per vincere il FantaMesagne, quest’anno, non serve nemmeno quella. A domani.

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