La Regione quantifica in 433 milioni di euro i maggiori costi del 2025 per la sanità, compensati da 51 milioni di maggiori ricavi e da 25 milioni di recuperi e compensazioni. La perdita 2025 viene così stimata in 357 milioni di euro. A questa si aggiungono 131 milioni di perdita strutturale, per una maggiore perdita complessiva pari a 488 milioni. Sottraendo 139 milioni in più ottenuti dal Fondo sanitario nazionale aggiuntivo, il disavanzo finale del 2025 arriva quindi a 349 milioni di euro. Le cause del deficit sono diverse: il definanziamento a livello centrale, i soldi spesi male, in sanità non si deve parlare di sprechi.
Per far funzionare i servizi sanitari, la sanità pubblica che dobbiamo sempre difendere dal degrado, dalle liste di attesa infinite, dalla privatizzazione passivamente accettata,dal concetto che curarsi o curarsi bene è appannaggio dei pochi che possono permetterselo,per avere garanzie della tutela della salute, dobbiamo contribuire tutti a ripianare il debito(ricordiamo che non è solo della Puglia ma di tutte le Regioni), proprio perché la salute è un diritto universale. Invece la stangata sull’addizionale regionale IRPEF peserà sui soliti che da sempre pagano le tasse: lavoratrici e lavoratori dipendenti, pensionate e pensionati. Ovvero sarà prelevata direttamente dalle buste paga. Un pugliese su due dichiara meno di 15 mila Euro l’anno, che significa che per il 49,3%, praticamente la metà, l’addizionale regionale non aumenta di un centesimo. Se teniamo conto che fino a 28 mila Euro, cioè la fascia degli operai specializzati e degli impiegati, il rincaro è quasi invisibile.
Infatti il carico IRPEF è di 4,17 Euro al mese per redditi lordi tra i 15 e i 28 mila Euro (l’addizionale salirà dallo 0,2% allo 0,9%), 19,33 euro al mese per redditi lordi tra i 28 e i 50mila euro annui (l’addizionale salirà dallo 0,4% al 2%), e 66,62 euro o più per redditi tra i 50 e i 100mila euro lordi annui (salirà dallo 0,62% al 2,1%). «Oltre il 70% dei pugliesi non avrà un aumento o avrà un aumento limitato a circa 4 euro al mese», sostiene il presidente. In particolare nessun aumento è previsto per il 32,83% dei contribuenti, cioé per chi dichiara fino a 15mila euro annui. Il debito lo pagano solo tre persone su dieci e la batosta scatta sopra i 28 mila Euro. Far pagare sempre ai soliti il welfare non è accettabile, difendere la sanità pubblica, richiede giustizia fiscale, diventa solo obbligo nei confronti di chi non può nascondere il proprio reddito, è un furto e lo è ancora di più in una Regione dove l’evasione fiscale ammonta a 6,8 miliardi ogni anno, assegnandole il secondo posto in Italia.
MEDICINA DEMOCRATICA
Movimento di Lotta per la Salute
Sezione Puglia






