Home CronacaCimiteri nel mirino dei ladri di metalli: dopo San Donaci cresce l’allarme, potrebbe toccare anche a Mesagne

Cimiteri nel mirino dei ladri di metalli: dopo San Donaci cresce l’allarme, potrebbe toccare anche a Mesagne

da Redazione

Continua senza sosta l’ondata di furti e vandalismi nei cimiteri della provincia di Brindisi. L’ultimo, gravissimo episodio si è verificato nella notte appena trascorsa al cimitero di San Donaci, dove ignoti hanno messo a segno una vera e propria razzia di metalli, devastando tombe e lapidi in un luogo che dovrebbe essere simbolo di rispetto e memoria.

Si tratta del quarto cimitero saccheggiato in appena due settimane, dopo quelli di Tuturano, Torchiarolo e San Pietro Vernotico. Un’escalation inquietante che dimostra come i ladri stiano agendo con estrema disinvoltura e, di fatto, inermi di fronte a controlli e deterrenti, colpendo sistematicamente strutture pubbliche e private.

A San Donaci i danni sono ingenti. I tre campi di inumazione sono stati devastati: numerose lapidi sono state rotte, diverse tombe danneggiate e decine di portafiori in rame, bronzo e ottone sono stati rubati. Particolarmente colpiti i campi di inumazione in terra, i loculi comunali e le Confraternite di San Vincenzo Ferrer e Santa Maria delle Grazie. Risparmiate, fortunatamente, la Confraternita di San Luigi Gonzaga e le cappelle private.

Un atto che ha scosso profondamente la comunità. «Un gesto di questa natura ferisce l’intera comunità e non può essere minimizzato né tollerato», ha dichiarato il sindaco di San Donaci, Giancarlo Miccoli, annunciando che, insieme ai sindaci di San Pietro Vernotico e Torchiarolo, chiederà un incontro con il comandante provinciale dei carabinieri. L’obiettivo è avviare un’azione coordinata, intensificare i controlli e soprattutto risalire alla filiera dei ricettatori, vero motore di questi crimini.

«Se serve il nostro contributo, in termini di denunce o altro, siamo pronti a darlo», ha aggiunto il primo cittadino, rivolgendo anche un appello ai cittadini affinché segnalino movimenti o presenze sospette.

Ma l’episodio di San Donaci non può essere letto come un caso isolato. I ladri hanno già colpito più volte, senza apparenti conseguenze, e questo alimenta una preoccupazione crescente anche nei comuni vicini. L’attenzione ora si sposta su Mesagne, che in passato è già stata teatro di atti vandalici e furti analoghi. Il timore è che, senza un deciso cambio di passo sul fronte della sicurezza, il prossimo obiettivo possa essere proprio il cimitero mesagnese.

La comunità non può e non deve restare indifferente. Questi gesti non sono solo furti: sono ferite alla memoria collettiva, offese ai defunti e ai loro familiari, segnali di un degrado che va contrastato con determinazione. La speranza è che l’azione congiunta delle istituzioni e la collaborazione dei cittadini possano interrompere una scia di profanazioni che sta mettendo in ginocchio la dignità dei territori.

Potrebbe piacerti anche