Cresce sempre di più la preoccupazione per i nostri connazionali presenti in questi giorni nei territori di guerra. A Dubai, in particolare, ci sono molti concittadini, anche della provincia, che non riescono a rientrare a causa delle restrizioni. Oggi siamo stati contattati da una nostra lettrice di Mesagne i cui amici di San Pietro Vernotico si trovano in questo momento a Dubai e il cui volo viene continuamente annullato. Ci chiede di far conoscere i loro nomi. Si tratta di Francesca Macchia, Emanuele Mastrangelo e Manuela Mingolla. Chiedono assistenza al Consolato e la possibilità di rientrare in Italia.
Sono oltre 58mila gli italiani attualmente presenti nei Paesi del Golfo, un’area che va da Israele all’Iran, dall’Iraq alla penisola arabica. Nella regione è tornata a salire la tensione, in seguito all’attacco all’Iran che ha risposto con raid nella regione mirati alle basi americane, con esplosioni sentite anche nelle capitali e nelle zone turistiche dell’area che ha visto anche chiudere gli spazi aerei, con voli bloccati.
L’Arabia Saudita ha confermato che è stata colpita la capitale Riad e la regione orientale ed esplosioni si sono sentite a più riprese a Doha nel Qatar e nella capitale degli Emirati Arabi Abu Dhabi. A Dubai il fuoco è arrivato fino alla turistica isola artificiale Palm Jumeirah, dove è stato colpito un hotel e ci sono stati quattro feriti. Attaccati anche diversi edifici residenziali nella capitale del Bahrain, Manama.
Gli italiani, secondo le ultime stime, nella regione sono oltre 58mila, tra residenti, turisti e connazionali in viaggio di lavoro o per altri motivi. Emirati Arabi Uniti e Israele appaiono come i Paesi in cui si concentra il maggior numero di connazionali con, rispettivamente, quasi 22.400 e 20.800 presenze. In Iran, dove da tempo è in vigore l’avviso a evitare i viaggi, sarebbero invece circa 470 le presenze, quasi tutti residenti, come ricordato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Tra i vicini più prossimi di Israele, il Libano conta attualmente circa 3.900 connazionali, mentre in Giordania gli italiani presenti sono poco più di 2 mila. Passando alla penisola arabica, in Arabia Saudita la presenza di connazionali è pari a quasi 3.500 persone mentre in Qatar ci sono 3.200 italiani, in Kuwait 1.000, nel Bahrein circa 780 ed in Iraq poco più di 550. Alle “decine di migliaia” di italiani nell’area mediorientale e del Golfo, residenti o turisti, la raccomandazione – ha detto Tajani – è di “non muoversi, di rimanere a casa o in albergo”.








