Home dal ComuneContributi di bonifica ex Arneo, Campana: “basta lasciare soli i cittadini, la questione arrivi in Consiglio comunale”

Contributi di bonifica ex Arneo, Campana: “basta lasciare soli i cittadini, la questione arrivi in Consiglio comunale”

da Cosimo Saracino

Riceviamo e pubblichiamo: La vicenda dei contributi di bonifica ex Arneo non può più essere lasciata esclusivamente ai singoli cittadini, costretti a contestare individualmente le richieste di pagamento. È ormai una questione politica e istituzionale che anche il Comune di Mesagne deve affrontare.

A sostenerlo è Giorgia Campana, che ha deciso di portarela problematica all’attenzione del Consiglio comunale di Mesagne e chiedere al Consiglio di assumere unaposizione istituzionale chiara.

Diversi enti del territorio hanno già intrapreso iniziative formali. Il Comune di San Michele Salentino, con deliberazione di Giunta n. 110 del 28 settembre 2026, ha preso posizione sulla riscossione; il Comune di Latiano, con proposta consiliare n. 44 del 22 luglio 2026, ha sollecitato una revisione organica del sistema.

Particolarmente significativo, sottolinea Campana, è il Decreto del Presidente della Provincia di Brindisi n. 130 del 24 settembre 2026, con cui la Provincia ha deciso di impugnare un’ingiunzione di 24.687,80 euro. Per gli immobili interessati, il servizio tecnico provinciale ha attestato la mancata effettuazione di lavori di miglioria e l’assenza di un beneficio fondiario diretto e specifico. “Se anche la Provincia a guida Ciccarese contesta il tributo, vuol dire che finalmente anche un’area sempre più ampiadel centro sinistra riconosce la gravità del problema”.

Sul tema, ricorda, che Fratelli d’Italia porta avanti da anni in Regione Puglia una battaglia politica e istituzionale sul Tributo 630, chiedendo interventi sulla riscossione e una profonda revisione del sistema contributivo.

Viste le recenti posizioni di diverse istituzioni sul territorio, per Campana è quindi necessario che anche Mesagne faccia sentire la propria voce, portando la questione in Consiglio comunale e sollecitando Regione Puglia e organismi competenti a un intervento organico.

«Chi è chiamato a pagare deve sapere per cosa paga, quali opere siano state effettivamente realizzate e quale beneficio concreto riceva il proprio immobile. I cittadini non possono essere lasciati soli davanti a richieste di pagamento, ricorsi e contenziosi. Servono trasparenza, equità e risposte chiare da parte delle istituzioni, a partire dal Comune».

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