C’è un concetto antropologico teorizzato da Vito Teti denominato la “Restanza”, altro non è che la scelta consapevole e attiva di rimanere o tornare nei propri luoghi d’origine, specialmente nelle aree interne o al Sud Italia. Grazie alla disponibilità della bravissima Chiara Gatto, che con QuiMesagne sta svolgendo uno stages formativo, vogliamo racocntare le esperienze e le scelte di tanti giovani che decidono di investire su se stessi e nel nostro territorio. Oggi Chiara ci racconta la storia di William. Sorriso coinvolgente, sempre indaffarato, pronto per ogni richiesta. Lui è uno dei tanti mesagnesi che puntano sul proprio talento per affermarsi. Buona lettura. C.S.
(di Chiara Gatto) – In un periodo storico in cui il tema del lavoro giovanile è spesso legato a precarietà e incertezza, la storia di William Coppola, mesagnese classe ’97, racconta invece un percorso diverso: fatto di impegno personale, opportunità colte e gratitudine verso chi ha creduto in lui. Una storia che parla di meritocrazia autentica, costruita giorno dopo giorno e cresciuta nel tessuto sociale della città.
Tutto inizia nel 2023, sotto la guida dell’amministrazione comunale di Toni Matarrelli, quando William decide di candidarsi spontaneamente a un avviso pubblico per stages formativi promosso dal Comune di Mesagne. Un progetto rivolto a giovani tra i 18 e i 29 anni, disoccupati o inoccupati di lunga durata, pensato per favorire l’inclusione sociale e creare percorsi utili all’inserimento nel mondo del lavoro, in un contesto reso ancora più complesso dagli effetti della povertà economica e dalla riduzione delle opportunità occupazionali.
All’epoca William ha 26 anni, una bambina di tre anni, è diplomato e sta portando avanti una laurea in Informatica per le aziende digitali. Lo stage, racconta, “è iniziato quasi per gioco”, anche perché erano attivi altri progetti. Viene inserito presso Motors Point, grazie ai fratelli Mino e Andrea Primiceri, che per lui rappresentano l’ingresso in un mondo nuovo.
È lì che scopre non solo l’universo delle auto, ma soprattutto quello della comunicazione e della pubblicità. Video, grafiche, contenuti promozionali: competenze che nascono sul campo, giorno dopo giorno, mentre continua a studiare e a portare avanti la sua vita familiare.
Terminata quell’esperienza, William non si ferma. Con amici e conoscenti inizia a dare una mano nella gestione delle pagine social, si reinventa, sperimenta. Le persone lo conoscono, si fidano. In un territorio come Mesagne, quella fiducia diventa il vero capitale da cui ripartire.
A fine settembre 2024 arriva la svolta: apre la partita IVA e torna a Motors Point, questa volta da professionista. Le prime campagne pubblicitarie partono quasi naturalmente. Il Forno di Erasmo a Mesagne, Saint Louis a San Donaci: basta una telefonata, un “sì” dato con convinzione. Il lavoro, presto, si trasforma in rapporto umano, in amicizia.
Il suo modo di fare pubblicità è chiaro: prima le persone, poi la tecnologia. Raccontare la quotidianità, dare spazio ai volti e alle storie di chi lavora ogni giorno. Oggi non è più lui a cercare clienti: sono le persone a chiamarlo, da Mesagne alla provincia di Brindisi, Taranto e Lecce.
William, però, tiene a sottolinearlo con forza: questo percorso, pur costruito con le proprie capacità e il proprio impegno, non sarebbe stato possibile senza il supporto di tante persone.
Il primo ringraziamento va a Carla, la sua compagna da 14 anni, che lo ha sempre sostenuto, “quando non c’era nulla di concreto e oggi, quando è bello condividere i successi”. Insieme a loro, la figlia, che rappresenta il motore di ogni sacrificio e di ogni scelta.
Un grazie sentito anche a Desirèe Zito, che lo ha aiutato nei video e nell’immagine, prestando il proprio volto come modella e attrice, cercando clienti insieme a lui e Carla, offrendo un supporto fatto di amicizia vera e presenza costante.
Fondamentale il ruolo di Vincenzo Sicilia, che ha fortemente voluto il progetto di tirocinio, credendo nella meritocrazia e nel valore dei giovani del territorio.
E poi il professore Antonio D’Errico, prima suo docente e poi commercialista, che lo ha accompagnato in ogni fase con consigli preziosi e una presenza mai scontata.
La storia di William Coppola dimostra che gli stages formativi, se costruiti con visione e attenzione, possono diventare occasioni concrete di riscatto, soprattutto per quei giovani che partono da situazioni di svantaggio ma non smettono di credere nelle proprie capacità.
È una storia che parla di lavoro, ma soprattutto di persone, fiducia e gratitudine. Perché, anche quando qualcuno sembra “farcela da solo”, dietro c’è sempre una comunità che ha saputo sostenerlo.









