Riceviamo e pubblichiamo: Con senso di responsabilità e dopo una lunga e approfondita riflessione politica e amministrativa, abbiamo rassegnato davanti a un notaio le nostre dimissioni irrevocabili dalla carica di consigliere comunale del Comune di San Donaci.
L’atto, sottoscritto contestualmente da nove consiglieri comunali – cinque appartenenti alla maggioranza e quattro ai gruppi di opposizione – determina lo scioglimento anticipato del Consiglio comunale e pone fine all’esperienza amministrativa guidata dal sindaco Giancarlo Miccoli.
Hanno sottoscritto le dimissioni: Marco Lolli, Amalia Mazzotta, Carmine Brogna, Alessandra Demitri, Maurizio Greco, Marcello Pennetta, Francesco Taurino, Mariangela Presta e Maria Elena Mauro.
Abbiamo assunto questa decisione nella piena consapevolezza delle responsabilità istituzionali che essa comporta, convinti che non esistessero più le condizioni politiche e amministrative per proseguire il mandato nell’interesse della comunità.
Abbiamo scelto di farlo in anticipo rispetto alla scadenza dei venti giorni previsti dalla legge dopo le dimissioni del sindaco, perché San Donaci non merita una gestione improvvisata e incerta, affidata a un sindaco ormai privo dei poteri necessari per amministrare.
La crisi non nasce oggi. Da molti mesi era venuto meno il confronto all’interno della maggioranza. Le principali scelte amministrative venivano discusse, decise e approvate senza un reale coinvolgimento delle forze politiche che avevano contribuito alla vittoria elettorale. Il metodo della condivisione è stato progressivamente sostituito da decisioni assunte unilateralmente, compromettendo il rapporto di fiducia indispensabile per governare una comunità.
Tra gli episodi che hanno segnato questa frattura ricordiamo le dimissioni del vicesindaco, in seguito all’esautorazione delle sue funzioni, e, successivamente, l’estromissione dell’assessore ai Servizi sociali, avvenuta senza una motivazione politica condivisa. Si aggiungono, inoltre, la gestione di importanti provvedimenti amministrativi, come il Piano Urbanistico Generale, modificato rispetto al lavoro già svolto, e il progetto della bretella stradale che, nella formulazione proposta dal sindaco, non avrebbe risolto il problema del traffico pesante né avrebbe rispettato gli impegni assunti con i cittadini durante la campagna elettorale.
La rottura politica ha iniziato a manifestarsi già dopo le elezioni regionali ed è progressivamente peggiorata in seguito alle elezioni provinciali, fino a diventare definitiva.
Le dichiarazioni rese dal sindaco nell’ultimo Consiglio comunale hanno rappresentato il punto di non ritorno. In quella sede è stata sancita, di fatto, la chiusura di ogni possibilità di dialogo con una parte significativa della maggioranza. Nei dieci giorni successivi non vi è stato alcun tentativo concreto di ricostruire un confronto politico, confermando una frattura ormai insanabile.
Anche il gruppo di opposizione aveva già escluso qualsiasi ipotesi di collaborazione, respingendo durante l’ultimo Consiglio comunale la proposta del sindaco di dar vita a un governo cittadino di salute pubblica limitato ad alcuni temi amministrativi.
Abbiamo dichiarato la nostra posizione sul punto e restiamo fedeli al mandato ricevuto dai cittadini di servire il nostro paese dai banchi dell’opposizione, ma era doveroso prendere atto dello stallo concreto e dell’inerzia del Sindaco ad utilizzare i giorni a sua disposizione, previsti dalla legge, per assumersi le sue responsabilità di capo della maggioranza. Era, quindi, necessario che l’ente riacquistasse equilibrio e piena funzionalità che, in questi casi, la legge prevede con la nomina del commissario.
Per noi la partecipazione alle scelte, il confronto tra le forze politiche e il rispetto degli impegni assunti con gli elettori rappresentano principi imprescindibili. La democrazia si fonda sul dialogo, sulla condivisione e sulla responsabilità, valori che riteniamo siano progressivamente venuti meno.
Per coerenza politica e personale abbiamo quindi scelto di rimettere la parola ai cittadini, evitando qualsiasi soluzione costruita attraverso accordi di palazzo finalizzati esclusivamente alla conservazione delle poltrone.
Con questo atto si apre ora la fase prevista dall’ordinamento, che porterà al commissariamento dell’Ente fino alla successiva tornata elettorale utile, quando saranno i cittadini di San Donaci a scegliere democraticamente chi guiderà il futuro della comunità.
Ringraziamo tutti i cittadini che ci hanno accordato la loro fiducia e assicuriamo che continueremo a svolgere il nostro impegno politico con lo stesso senso di responsabilità, nell’esclusivo interesse di San Donaci.
Firmato
Marco Lolli, Amalia Mazzotta, Carmine Brogna, Alessandra Demitri, Maurizio Greco, Marcello Pennetta, Francesco Taurino, Mariangela Presta e Maria Elena Mauro








