Home dal ComuneDiscorso della Commissaria Olivieri in occaisone della consegna delle chiavi alla Madonna del Carmine

Discorso della Commissaria Olivieri in occaisone della consegna delle chiavi alla Madonna del Carmine

da Cosimo Saracino

Carissimi, carissime.

Rivolgo un affettuoso saluto ai Reverendi Arciprete e Vicario Foraneo, ai Reverendi Padri Carmelitani, ai Parroci e al clero tutto, alle Autorità civili e militari, al Presidente del Consiglio Regionale, Dott.Matarelli  e a tutti le concittadine e i concittadini presenti.

È per me un grande onore, in qualità di Commissario Straordinario di questo Comune, prendere la parola in questa giornata così piena di significato ed emozione. Il mio ruolo mi porta oggi a vivere questa comunità in una fase di transizione e di impegno amministrativo, ma intendo comunque  onorare le sue più antiche e vere tradizioni.

Celebrare la Vergine del Carmelo, amata Patrona e Protettrice della nostra città, è un atto di fede per i credenti e insieme, un momento fondamentale per l’identità di tutta la comunità mesagnese, che si ritrova in questa occasione. In questa ricorrenza, la città si ferma per riscoprire le proprie radici e per stringersi attorno a un simbolo di speranza che attraversa i secoli.

Il legame che unisce questa terra alla Madonna del Carmine è profondo e indissolubile. Guardando al simulacro della Vergine, vediamo riflessa la storia di intere generazioni che, nei momenti di gioia come in quelli di difficoltà, hanno cercato e trovato conforto sotto il suo sguardo materno. Questa celebrazione ci riporta a un momento tragico della storia di Mesagne, quando il 20 febbraio del 1743, un terribile e violento terremoto, noto come il terremoto di Nardò, con gravi danni a Brindisi e Francavilla Fontana e che mise in pericolo la sicurezza e la vita di questo territorio e dei suoi abitanti.

Ricordare quell’evento oggi non è solo un esercizio di memoria, ma un dovere che diventa una occasione preziosa per rileggere il presente e riflettere sui recenti, a volte tragici, accadimenti..

Come non pensare, infatti, ai tristi avvenimenti di Niscemi, in Sicilia, colpita duramente dallo sfruttamento sconsiderato del suolo e dalle proporzioni straordinarie del maltempo, alimentate dai cambiamenti climatici. E ancora, come non volgere il pensiero alle troppe guerre che coinvolgono migliaia di esseri umani nel mondo – alcune vicinissime a noi – travolgendo migliaia di bambini e persone indifese. Questi fatti ci chiamano a una responsabilità collettiva, come singoli e come istituzioni: una responsabilità verso la natura, che richiede tutta la nostra attenzione; una responsabilità verso la nostra comunità e le persone.

Cosa allora, ci dobbiamo chiedere, è possibile fare. Cosa possiamo ancora mettere in atto che questa celebrazione può insegnarci. Una parola che la Madonna del Carmine, nel suo ruolo di Madre, ci ispira e che dobbiamo rimettere al centro del nostro operato comune è “cura”. Il suo Scapolare, segno di protezione e di appartenenza, ci ricorda proprio l’importanza di prenderci cura gli uni degli altri, di non lasciare indietro nessuno e di agire sempre con spirito di servizio verso il prossimo.

Una società unita è quella che prova  a costruire una coesione sociale in un ambiente accogliente e sostenibile, che promuove la cultura del bene,del rispetto per l’altro, quindi cura non solo riferita alla dimensione di una persona ma anche  del territorio.

Coltivare il “bene comune” significa avere una visione lungimirante che metta al centro i nostri giovani, preparando la loro strada con esempi all’altezza dei loro sogni, affinché si sentano artefici del proprio destino in un mondo che finalmente parli il linguaggio della pace.

A voi, e soprattutto ai più giovani, rivolgo un invito accorato: siate presenti. Alzate gli sguardi dai cellulari e sentitevi parte di un progetto comune, perché il futuro di questa città risiede nella passione e nelle risorse di ognuno di voi.

Rivolgo un pensiero particolare a chi sta attraversando un momento di sofferenza, agli ammalati, a chi è solo e a chi guarda al futuro con incertezza. Possano queste celebrazioni portare luce e forza per affrontare le sfide di domani. Ringrazio profondamente tutti coloro che, con il loro infaticabile lavoro dietro le quinte, hanno reso possibile l’organizzazione di questi festeggiamenti, garantendo sicurezza, ordine e bellezza alla nostra città.

Nel concludere questo mio saluto, auguro a ognuno di voi di vivere questa festa con gioia e serenità. Che la protezione della nostra Patrona possa accompagnare il cammino di questa comunità verso traguardi di crescita, solidarietà e pace. Buona festa della Vergine del Carmelo a tutti voi.

Mesagne, 10 febbraio 2026

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