È arrivata la conferma che la comunità di Erchie attendeva con il cuore sospeso: il corpo ritrovato lo scorso 2 luglio sulle coste libiche appartiene a Mimmo Piepoli, il concittadino scomparso in mare il 1° maggio scorso.
A comunicarlo è stato il sindaco di Erchie, Giuseppe Margheriti, che ha espresso profonda commozione dopo la ricezione dei risultati dell’esame del DNA. La conferma mette fine a settimane di attesa e di speranze da parte della famiglia, degli amici e dell’intera comunità, che aveva seguito con apprensione la vicenda.
Ora si procederà con le pratiche per il rimpatrio della salma, attraverso il coordinamento del Consolato italiano a Tripoli, per consentire il ritorno a casa di Mimmo e lo svolgimento delle esequie.
«Rivolgo un pensiero alla famiglia e ai conoscenti tutti – ha dichiarato il primo cittadino – che hanno vissuto nella speranza di un epilogo positivo in tutte queste lunghissime settimane, tenendo il fiato sospeso nell’attesa dei risultati. Il mio sostegno e quello dell’intera Amministrazione comunale non mancherà in questo momento di grande dolore».
Il sindaco ha inoltre rivolto un ringraziamento a tutte le autorità che hanno seguito la vicenda e si sono impegnate nelle ricerche, a partire dai Carabinieri della locale stazione, dal Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani e dall’onorevole Mauro D’Attis, che hanno assicurato il proprio supporto, oltre alla dottoressa Maria Gaia Pensieri del Comitato Scientifico Ricerche Scomparsi ODV, che ha accompagnato quotidianamente la famiglia e l’amministrazione negli aggiornamenti sulla vicenda.
«Terrò aggiornata la comunità sul rientro e sulle esequie di Mimmo», ha concluso il sindaco Margheriti.
Per Erchie è il momento del dolore e del raccoglimento, dopo mesi segnati dall’incertezza e dall’attesa di una risposta. La comunità si stringe attorno ai familiari di Mimmo Piepoli nel giorno in cui arriva la più difficile delle conferme.







