Home Attualità ESPERIENZA IN RETE SUL TERRITORIO DELLA PARROCCHIA SAN PIO E DELL’OMONIMA ASD ALL’INIZIATIVA PUBBLICA “EDUCHIAMO ALL’AUTISMO”

ESPERIENZA IN RETE SUL TERRITORIO DELLA PARROCCHIA SAN PIO E DELL’OMONIMA ASD ALL’INIZIATIVA PUBBLICA “EDUCHIAMO ALL’AUTISMO”

da Redazione
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Giovedì 11 aprile, alle ore 18.00, presso l’Auditorium del Castello di Mesagne la Parrocchia San Pio da Pietrelcina col suo Parroco, don Giuseppe PENDINELLI, prenderà parte all’iniziativa pubblica “Educhiamo all’autismo”, organizzata dall’Associazione “Coloriamo il mondo” e dal Consorzio ATS Br4, per portare in campo la condivisione di esperienze in rete attive sul territorio.

La comunità parrocchiale e l’ASD San Pio, grazie alla generosa ed instancabile operosità del suo Presidente, Alberto DESTINO, ha avviato già da tempo forme e modi di collaborazione con le Istituzioni pubbliche e del Terzo Settore attraverso la realizzazione di progetti di socializzazione per il miglioramento delle abilità di comunicazione e di relazione della persona con disturbo dello spettro autistico. Da qualche settimana ha preso avvio il progetto “GIOCO SPORT INCLUSIONE” per bambini dai 3 ai 12 anni presso la Palestra della Scuola Aldo Moro voluto dall’ASD San Pio, dall’Associazione “Coloriamo il mondo” con il Patrocinio del Comune di Mesagne e del Consorzio ATS Br4 nella persona del Presidente, dott. Antonio CALABRESE, a cui va il nostro ringraziamento.

Il progetto che punta a promuovere e favorire la pratica sportiva di ragazzi con diverse fragilità, si pone come obiettivo generale quello di dare una risposta ai bisogni formativi, culturali e di prevenzione alla salute dei ragazzi/e con diverse fragilità per favorirne l’integrazione e l’inclusione sociale attraverso la pratica sportiva.
Obiettivo, infatti, di questo specifico progetto è quello di accrescere per tutti, ma per tutti insieme: maschi e femmine, diversamente abili e normodotati attraverso la pratica del basket inclusivo, la conoscenza del proprio corpo e delle proprie competenze per acquisire maggiore autonomia ed autostima.

La scorsa estate presso i locali della parrocchia, si è svolto un altro progetto destinato a ragazzi con disturbo dello spettro autistico dal titolo “LIBERA LA MUSICA”. Così si esprimeva il tedesco, L.V. Beethoven, compositore, pianista e direttore d’orchestra “la musica è una rivelazione più alta di qualsiasi saggezza e di qualsiasi filosofia”.
Ciò che ci muove e ci spinge a fare rete e a tessere solidarietà, è in sintonia con quanto Papa Francesco insegna “Non dimentichiamo mai che il vero potere è il servizio. Bisogna custodire la gente, aver cura di ogni persona, con amore, specialmente dei bambini, dei vecchi, di coloro che sono più fragili e che spesso sono nella periferia del nostro cuore”.
Consapevoli che l’inclusione sociale migliora la qualità della vita e che lo sport è per tutti, la Parrocchia San Pio e l’omonima ASD nella persona del suo Presidente, non faranno mancare l’appoggio per la realizzazione di altri progetti che possano abbattere lo stereotipato principio del “vinca il migliore” a svantaggio dell’auspicato ideale “è bello fare comunità nella diversità”.
Merita, inoltre, essere richiamata anche la collaborazione ad un progetto in cantiere con l’AIPD (Associazione Italiana Persone Down) di Brindisi, che ha come scopo statutario quello di portare supporto a di migliorare la qualità della vita delle persone con sindrome di Down e delle rispettive famiglie.

Per rispondere dunque ai bisogni e anche all’aumentata aspettativa di vita delle persone con sindrome di Down, è fondamentale, con interventi precoci, promuovere stili di vita sani già nei primi anni di vita, in questo la pratica sportiva assume un ruolo di rilievo, tanto per gli aspetti legati alla cura di sé, quanto soprattutto per gli aspetti legati alla socializzazione.
Il Servo di Dio don Tonino Bello, figura profetica del nostro lembo di terra salentina, mentre auspicava la pace nel faticoso e lento cammino di messa in rete di “differenti” esperienze, si augurava reciproci cammini di convivialità.
Così, infatti, scriveva: «La pace è convivialità. È mangiare il pane insieme con gli altri, senza separarsi. E l’altro è un volto da scoprire, da contemplare, da togliere dalle nebbie dell’omologazione, dell’appiattimento.

Un volto da contemplare, da guardare e da accarezzare e la carezza è un dono. La carezza non è mai un prendere per portare a sé, è sempre un dare. E la pace cos’è? È convivialità delle differenze. È mettersi a sedere alla stessa tavola fra persone diverse, che noi siamo chiamati a servire».

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