Dal 31 marzo al 2 aprile alcuni ragazzi delle classi terze dell’Istituto Comprensivo Giovanni XXIII-Moro, si sono recati a Bari preso “l’Istituto Preziosissimo Sangue” per partecipare al progetto IMUN Middle School: (Italian Model United Nation Middle School) un ente che da anni lavora nella costruzione di progetti di alta formazione basati sul metodo “Lerning by doing”, ovvero “Imparare facendo”.
Il progetto ha dato ai ragazzi l’opportunità di simulare in lingua inglese una riunione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, nella quale i temi oggetto riguardano la politica internazionale; i ragazzi indossano i panni di ambasciatori e diplomatici, tenendo discorsi, preparando bozze di risoluzione, negoziando con alleati e avversari, cercando di risolvere conflitti e adottando le procedure delle Nazioni Unite.
Il topic principale di queste tre giornate è stato “Recognising and Protecting linguistic Diversity” (riconoscere e proteggere le diversità linguistiche). Ad ognuno dei ragazzi partecipanti è stato assegnato uno Stato diverso e hanno dovuto vestire i panni di un delegato di quel Paese. Sono stati tre giorni di intenso lavoro e collaborazione durante i quali si sono formate alleanze tra Paesi, ma soprattutto amicizie tra ragazzi.
Alla fine dell’esperienza, a chiusura del dibattito, è avvenuta la cerimonia di premiazione dei delegati che si sono distinti per dedizione, proprietà capacità di linguaggio e skill della leadership. I nove ragazzi partecipanti di tre classi terze differenti hanno conseguito l’attestato di partecipazione (Chiara Pesare 3A, Montinaro Riccardo e Primiceri Cristina 3 E, Bivona Andrea, Carbone Matteo, Lobbene Gaia, Lobbene Giorgia, Quarta Annaviola e Rizzo Andrea 3B) e quattro di loro hanno ricevuto la menzione d’onore: Chiara Pesare, Andrea Bivona, Annaviola Quarta e Andrea Rizzo.
“Abbiamo imparato a relazionarci con gli altri e a mediare con i nostri avversari.” “Abbiamo imparato a gestire le situazioni a noi ignote, senza avere qualcuno che ci guidasse passo dopo passo.” “Abbiamo gioito dei successi degli altri, invece di portare rancore per la nostra sconfitta”. Questi alcuni dei pensieri dei ragazzi come bagaglio personale che ognuno porterà con sé a seguito dell’esperienza.