A Mesagne il Taekwondo, praticato con risultati eccellenti, alimenta l’orgoglio di una comunità, diventando prospettiva per il futuro, con radici solide in un passato fatto di uomini con grande visione. Questa consapevolezza è stata approfondita nella tesi di laurea di Giada Sabeddu, giovane mesagnese che ha scelto di raccontare, con sguardo lucido e sensibilità sportiva, un fenomeno unico nel panorama italiano. Il suo lavoro, discusso alla Sapienza di Roma, porta un titolo che già contiene un viaggio: dalla Corea del Sud al Salento, fino al caso olimpico di Mesagne.
Tra le pagine emerge un racconto che unisce storia, cultura e testimonianze dirette. È il ritratto di una comunità che ha saputo trasformare uno sport in un’eccellenza riconosciuta nel mondo. Due ori olimpici, quelli di Carlo Molfetta e Vito Dell’Aquila, aprono il sipario su una realtà che ha prodotto anche una lunga scia di campioni italiani, europei e mondiali. Tutti legati da un filo preciso, quello che conduce alla palestra New Marzial del maestro Roberto Baglivo.
Giada Sabeddu, laureata in Lingue e civiltà orientali, racconta che la storia di Baglivo rappresenta la chiave di lettura dell’intero fenomeno: “Formatosi in Germania, a contatto con maestri coreani che hanno trasmesso disciplina e metodo, ha portato a Mesagne una visione chiara e ambiziosa. Non si è limitato a insegnare tecniche. Ha costruito un ambiente in cui il rispetto, la determinazione e la mentalità vincente diventano strumenti quotidiani. La sua idea di Taekwondo supera il risultato agonistico e punta alla crescita personale degli atleti, con una cura quasi artigianale del talento”.
La tesi di Sabeddu segue anche il percorso storico di questa disciplina, dalle radici antiche del T’aekkyeon fino alla codificazione moderna e alla diffusione globale. Il Taekwondo si presenta come ambasciatore culturale della Corea, ma trova in Italia una declinazione originale che passa attraverso momenti di crisi e rinascita.
In questo scenario, Mesagne diventa un laboratorio di successo. Baglivo consolida negli anni una scuola che trasmette sicurezza e ambizione. Gli atleti crescono con la convinzione di poter competere con chiunque, senza timori. Le vittorie olimpiche diventano la naturale conseguenza di un percorso costruito con pazienza e la città si sente sempre più orgogliosa dei suoi campioni.
Il lavoro della dottoressa Giada Sabeddu restituisce profondità a questa storia, offrendo uno sguardo che intreccia sport e antropologia, tecnica e cultura, territorio e identità. Mesagne, grazie a chi crede nel Taekwondo e oggi anche a chi ne ha studiato l’evoluzione, dimostra con i fatti che anche una piccola città può lasciare un segno indelebile nello sport mondiale.









