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“Il metodo Fenoglio” porta la firma del mesagnese Fabio Marini

da Cosimo Saracino
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Fabio Marini, location manager di successo, ha collaborato al progetto della fiction in programma questa sera su Rai 1. Questo è uno dei tanti lavori che il mesagnese che oramai da decenni lavora nel mondo del cinema ha portato a termine impegnandosi nella ricerca dei luoghi e di ogni altra necessità del regista e della troupe nella città di Bari.

“Il metodo Fenoglio” questa sera in onda su Rai 1.

La trilogia di Gianrico Carofiglio, “Il Maresciallo Fenoglio”, diventa una serie tv grazie alla coproduzione Rai Fiction – Clemart srl e con il contributo della Apulia Film Commission.

Gianrico Carofiglio ne firma anche la sceneggiatura – insieme a Doriana Leondeff, Antonio Leotti e Oliviero Del Papa – mentre Alessandro Casale ne dirige il cast capitanato da Alessio Boni nei panni del maresciallo piemontese Pietro Fenoglio.

L’azione prende il via nel 1991, a Bari. Il maresciallo Fenoglio fa parte del Nucleo Operativo dei Carabinieri, al quale apporta un acuto istinto investigativo e un profondo rispetto per la legge e la verità, anche se la sua capacità di calarsi nei panni degli altri, criminali compresi, lo mette spesso in aperto conflitto con i superiori.
Nei giorni successivi all’incendio doloso del Teatro Petruzzelli, cuore pulsante della città di Bari, la tensione è alle stelle: agguati, uccisioni e casi di lupara bianca creano un clima di terrore che rende impossibile la vita in città. E Fenoglio non riesce a decifrare le ragioni di quell’esplosione di violenza senza precedenti. Fino a quando non emerge un fatto inatteso e sconvolgente: il figlio di Nicola Grimaldi, il boss più potente e spietato del territorio, è stato sequestrato.
Il sospetto che la criminalità locale non sia più composta solo da un manipolo di bande rivali, ma che sia nata una vera e propria mafia barese si fa sempre più pressante. Le indagini di Fenoglio però non trovano ancora riscontri pratici e vedono l’opposizione dei suoi superiori.
In collaborazione con l’appuntato Pellecchia, i cui modi spicci si scontrano con l’atteggiamento legalitario del suo superiore, e con la scontrosa e carismatica PM Gemma D’Angelo, Fenoglio scopre che il boss Grimaldi ha pagato un riscatto per riavere suo figlio, ma il bambino non è mai tornato a casa.
I sospetti si concentrano su Vito Lopez, ex braccio destro del boss Grimaldi: l’amicizia che li ha legati per anni è infatti entrata in crisi ed è sfociata in una lotta fratricida e mortale. Ma è davvero Lopez l’artefice della faida oppure è solo un ennesimo capro espiatorio?
La domanda tormenta Fenoglio, mentre sull’orizzonte sempre più cupo delle vicende nazionali si consuma l’attacco di Cosa Nostra al cuore dello Stato con i massacri mafiosi di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e delle rispettive scorte.

“Il Metodo Fenoglio” propone una narrazione che conduce in una “zona grigia” dove diventa difficile, se non impossibile, distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato.

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