Home AttualitàIn difesa della dignità di Mesagne – di Teresa Pastorelli

In difesa della dignità di Mesagne – di Teresa Pastorelli

da Redazione
Intervengo in qualità di Presidente della Pro Loco di Mesagne, ma soprattutto come cittadina che questa città non l’ha mai lasciata. Ho vissuto Mesagne ogni giorno, pur viaggiando per trent’anni come direttore tecnico di agenzia viaggi e come docente; un’esperienza che mi ha permesso di osservare la nostra realtà con occhi sempre nuovi, confrontandola con il resto del mondo.Ho piena coscienza di cosa fosse Mesagne e di come si sia evoluta. Leggere sui mass media descrizioni che ci riportano indietro di quasi mezzo secolo fa male. Descrivere una Mesagne “allo sbando”, simile a quella di cinquant’anni fa, non è solo una ricostruzione infondata: è un’offesa all’intelligenza e al sacrificio di tutti i mesagnesi.La nostra comunità ha fatto salti mortali per scrollarsi di dosso la terribile nomea di “capitale della delinquenza”.
È stata una liberazione sofferta, ottenuta grazie al supporto costante delle Forze dell’Ordine e al coraggio di cittadini di ogni colore politico. Oggi, la nostra realtà è fatta della meraviglia dei turisti che ci scelgono, del ritorno commosso dei nostri emigranti in estate e della serenità dei nostri anziani.Vedere ragazzini di dodici anni girare tranquilli per le strade dopo la mezzanotte è il segno tangibile di una libertà riconquistata che non possiamo permettere venga calpestata da narrazioni elettorali distorte.Come Pro Loco, siamo un’associazione apartitica.
Non ci interessa la contesa politica, ci interessa lo sviluppo e il bene di Mesagne. Siamo testimoni quotidiani dei progressi fatti e della bellezza che oggi esportiamo con orgoglio. È evidente che c’è ancora molto da fare e che bisogna sempre puntare al miglioramento, ma negare il percorso di rinascita compiuto significa ignorare la storia recente della nostra città.Mesagne non è quella di cinquant’anni fa. Mesagne è una città che ha saputo cambiare pelle, e noi abbiamo il dovere di difendere questo cambiamento per rispetto di chi lo ha costruito e di chi lo vive ogni giorno.
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