Nei giorni 11 e 12 maggio le classi quinte primaria e terze della scuola sec. di primo grado “dell’Istituto Comprensivo “Giovanni XXIII.Moro” di Mesagne hanno incontrato Nando Tagliacozzo, che ha raccontato la propria esperienza personale, inserendola nel contesto storico del Novecento e negli anni del fascismo, delle leggi razziali e della deportazione. Durante l’incontro, gli alunni hanno presentato in anteprima, attraverso il linguaggio espressivo, motorio e teatrale, il loro percorso di studio sul Novecento, instaurando un dialogo significativo e reciproco con il testimone.
Nando Tagliacozzo, autore del libro “Stelle nascoste”, ripercorre la vicenda della propria famiglia: una storia dolorosamente segnata dalla persecuzione antiebraica durante il fascismo. Attraverso il racconto personale, l’autore restituisce ai giovani una pagina drammatica della storia italiana: quella delle leggi razziali del 1938, che privarono migliaia di cittadini italiani, di religione ebrea, dei propri diritti, e la tragedia culminata nel rastrellamento del ghetto di Roma il 16 ottobre 1943. Quel giorno, ricordato come il “sabato nero”, oltre mille ebrei romani furono catturati dai nazisti e deportati verso il campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Pochissimi fecero ritorno. Tra quelle famiglie spezzate vi fu anche quella di Nando Tagliacozzo, che in “Stelle nascoste” intreccia memoria privata e storia collettiva, offrendo una testimonianza intensa e toccante.
Durante gli incontri con gli studenti, l’autore ha dialogato con i ragazzi raccontando non solo i fatti storici, ma anche il valore della memoria come strumento per comprendere il presente. Le sue parole hanno suscitato partecipazione e attenzione, trasformando l’aula in un luogo di ascolto e confronto, dove il passato si è fatto esperienza viva. La presenza di Nando Tagliacozzo nelle scuole rappresenta un’importante occasione educativa: attraverso la narrazione diretta e il racconto familiare, gli studenti hanno potuto avvicinarsi a una delle pagine più oscure del Novecento, comprendendo come dietro ogni evento storico vi siano volti, affetti e vite reali. Un invito a custodire la memoria, perché tragedie come quelle del 16 ottobre 1943 non vengano mai dimenticate. Un messaggio di impegno nel tradurre la MEMORIA in IMPEGNO COLLETTIVO, riuscendo prima ad accettare, poi a comprendere di vivere con persone diverse da noi in una società complessa e multietnica rispetto al tempo storico che stiamo attraversando.

















