Home Attualità La guerra vista da lontano (come la penso io) – di Cosimo Greco

La guerra vista da lontano (come la penso io) – di Cosimo Greco

da Cosimo Saracino
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Torino, marzo 2023 – Vorrei esprimere il mio punto di vista sulla guerra in atto in Ucraina. Probabilmente mi dilungherò un po’, ma si sa: se si vogliono argomentare bene le proprie posizioni, senza cadere negli slogan, allora ci vuole tempo e spazio.

Punto 1 – La Russia è l’aggressore e l’Ucraina è l’aggredito? Si! È una verità oggettiva, politica e tecnica oltre che un’ovvietà.

Punto 2 – L’Ucraina ha tutto il diritto (/dovere) di difendersi, con i mezzi che crede più opportuni? Si! Questa è un’altra evidente ovvietà.

Punto 3 – La colpa è tutta della Russia (o di Putin, se si preferisce)? No! Non tutta.

Punto 4 – Se l’Ucraina deve difendersi, è lecito aiutarla ad armarsi all’infinito senza null’altro fare? No! Non è lecito senza null’altro fare.

Punto 5 – Se l’Ucraina va aiutata a difendersi, è conveniente emanare sanzioni contro la Russia anche quando non funzionano e quando danneggiano solo i paesi dell’UE avvantaggiando invece gli USA? No! Non è conveniente.

Punto 6 – È accettabile approvare supinamente le decisioni USA spacciate per decisioni NATO spacciate a loro volta per atti necessari ai fini della sicurezza e della difesa della democrazia? No! Non è accettabile.

Punto 7 – È giusto ed etico da parte nostra correre in soccorso degli ucraini, ma non dei palestinesi, dei curdi, degli yemeniti e di tutti quei popoli vessati dai potenti di turno? No! Non è né giusto né etico.

 

Qui di seguito argomento meglio le mie opinioni.

 

Punto 1 e Punto 2

Su questi Punti non c’è niente da argomentare, proprio perché si tratta di verità oggettive e di evidenti ovvietà.

 

Punto 3La colpa è tutta della Russia (o di Putin, se si preferisce)?

Il giornalismo schierato (quasi la totalità) vorrebbe far passare Putin come pazzo o come novello zar, comunque mosso da aspirazioni imperialiste e da non celati appetiti sull’Ucraina. In realtà le cose sono più complicate, ma al tempo stesso abbastanza chiare per chi vuol vedere. I media mainstream non hanno mai portato a conoscenza del grande pubblico una corretta disamina della storia pregressa e intrecciata di Ucraina vs Russia, Russia vs USA/NATO, Russia vs Unione Europea (UE). Se non si vuole andare indietro all’inizio del secolo scorso, bisogna andare indietro almeno fino al 1989 e alla caduta del muro di Berlino. A quel tempo il presidente USA Bush, il ministro degli esteri tedesco Genscher, il segretario di stato USA Baker e il segretario generale della NATO Wörner si impegnarono col presidente URSS Gorbačëv (solo verbalmente, come dire tra gentiluomini) a non estendere a est l’alleanza atlantica. Nel 1991 si sciolse il Patto di Varsavia (non la NATO). I ministeri degli esteri di USA, Inghilterra, Francia e Germania dichiararono e verbalizzarono che la NATO non si sarebbe estesa a est; gli USA lo confermarono più volte, anche attraverso Biden nel 1997.

 

Nonostante le “promesse”, a fine anni novanta entrano nella NATO Ungheria, Cechia e Polonia; nel 2004 entrano Slovacchia, Slovenia, Bulgaria, Romania e le repubbliche baltiche (Estonia, Lettonia e Lituania); a fine anni 2000 G.W. Bush comunica che Georgia e Ucraina entreranno anch’esse nella NATO e nel frattempo vi entrano Albania e Croazia; più recente l’ingresso nella NATO di Montenegro e Macedonia del nord (2017 e 2020 rispettivamente).

Gli USA quindi – e la NATO per essi – non rispettano i patti e installano le loro basi in funzione anti Russia nonostante quest’ultima, in più occasioni (financo fino a dicembre 2021), abbia sempre mostrato con atti ufficiali di volere collaborare con USA, UE e NATO per la distensione e per la collaborazione. Dal 1994, per esempio, la Russia ha fatto parte del Partenariato per la Pace promosso dalla NATO. Per non parlare della richiesta della Russia di entrare nella NATO e del relativo rifiuto degli USA: in tale occasione il segretario generale della NATO H.L. Ismay, acceso propugnatore dell’allargamento a est, disse – immagino sprezzantemente – che era “come la richiesta di un ladro di entrare in polizia”.

Non solo.

Gli USA – e la NATO per essi – hanno organizzato molto molto bene le loro campagne contro la Russia con l’obiettivo evidente e non dichiarato di isolarla e quindi di fiaccarla. Come? Per esempio conducendo o appoggiando azioni militari e/o di “intelligence” contro la Serbia (amica della Russia), contro l’Iraq (alleato della Russia), contro la Libia (altro alleato di Mosca), contro Janukovyč (primo ministro e presidente ucraino, filorusso), contro la Siria (alleata di Mosca), contro il presidente venezuelano Maduro (filorusso) mediante tentativo di colpo di stato. Insomma, colpire gli amici della Russia per farle terra bruciata intorno … con i risultati che tutti conosciamo.

Si tenga presente che tali campagne sono state condotte in gran parte senza mandato ONU e dietro paraventi tipo “ingerenza umanitaria”, “esportazione della democrazia”, “eliminazione di armi di distruzione di massa” et similia. N.B: in tutto ciò il più convinto e partecipe sodale degli USA è l’Inghilterra mentre il resto dell’UE si accoda ubbidendo o fa il pesce in barile.

 

L’ossessione degli “occidentali” – primariamente di USA, Inghilterra, Francia e Giappone – per la Russia/URSS – risale come minimo all’inizio del secolo scorso e continua per tutto il novecento fino ai giorni nostri. Perché? Perché la Russia/URSS era diventata comunista e perché la Russia/URSS era ed è ricchissima di materie prime di tutti i tipi.

Solo a titolo di esempio, e per capire come potrebbero andare le cose, propongo il seguente articolo sull’intervento USA nella Russia bolscevica:

https://www.facebook.com/groups/2630211550569533/permalink/3470416209882392/

 

Tutto ciò premesso, adesso cerchiamo di immaginare cosa succederebbe se la Russia si alleasse per esempio con il Messico, col Nicaragua, con Cuba, con la Giamaica, con il Brasile ecc. e concordasse con questi stati un’alleanza militare e l’installazione di missili di tutti i tipi: gli USA starebbero a guardare? Certamente no! D’altronde è già successo: basta ricordare la cosiddetta “crisi dei missili” di Cuba.

È evidente quindi che gli USA – con o senza la NATO, con o senza l’ONU, quasi sempre con metodi “poco ortodossi” – intervengono in tutto il mondo ai fini di un solo obiettivo: la cura dei propri interessi, anche in spregio degli interessi dei propri alleati anzi, come nel caso dell’attuale guerra, anche contro gli interessi degli alleati. A tal proposito è sintomatica l’esclamazione del vicesegretario di stato USA Victoria Nuland: “Fuck the EU!” (“l’Unione Europea si fotta!” ovvero “Fanculo l’Unione Europea!”)[1].

È opportuno allora ricordare gli interventi degli USA in Corea, Vietnam, Cambogia, Laos, Cile, Iraq, Afghanistan, Yemen, Libia, Siria, Venezuela … e l’elenco non finisce qui. E che dire del comportamento degli USA verso l’Italia nel caso della strage del Cermis nel 1998? E che dire del sabotaggio del gasdotto North Stream 2? A inizio febbraio il giornalista USA e premio Pulitzer Seymour Hersh, citando una sua fonte, accusa gli stessi USA di aver condotto l’operazione sotto copertura[2]. Naturalmente gli USA smentiscono e rivelano che l’azione è stata condotta da un non meglio identificato gruppo filo ucraino, a insaputa loro e di Zelens’kyj.

 

In conclusione: gli USA – con l’evidente avallo degli alleati – hanno prodotto un capolavoro: hanno cioè messo Putin davanti a due alternative (del diavolo): 1 – accettare l’Ucraina nella NATO, con conseguente installazioni di basi militari e missili ai confini russi o 2 – cercare di evitare tutto questo intervenendo militarmente in Ucraina. È evidente che dopo tutti gli schiaffoni e umiliazioni subiti dalla Russia, dopo tutti gli accordi non rispettati dagli “occidentali”, Putin non poteva che prendere la decisione che ha preso.

Dunque: Putin è solamente uno zar pazzo con manie imperialiste? Non credo; Biden (come Trump, Obama, Bush, ecc.) è un campione di democrazia e di correttezza? Non credo. NATO è un’alleanza difensiva degli occidentali? Non credo o comunque non più e non solo.

 

Punto 4 –  Se l’Ucraina deve difendersi è lecito aiutarla ad armarsi all’infinito senza null’altro fare?

Stante l’ovvietà dei Punti 1 e 2, va da se che sarebbe lecito aiutare l’Ucraina ad armarsi contro la Russia per solidarietà, per spirito umanitario. Ma d’altro canto non sarebbe lecito aiutarla per almeno tre motivi: a) sono stati i governi ucraini a manifestare ostilità e avviare persecuzioni contro i russofoni/russofili del Donbass, a partire almeno dal 2014, causando in otto anni quattordicimila morti e duecentomila profughi[3]; b) sono stati i governanti ucraini a non rispettare gli accordi con la Russia subito dopo averli siglati sotto l’egida di “garanti” internazionali (p. es. Minsk 1 e Minsk 2); i governanti ucraini si son fatti manipolare dagli USA e dai loro alleati (attivissima anche la Gran Bretagna) e quindi dovrebbero essere solo questi ad armare l’Ucraina; c) fornire armi senza lavorare per la pace non è lecito. Occorre adoperarsi con le intelligence e le diplomazie ai fini di un cessate il fuoco prima e ai fini di un accordo di pace tra i contendenti poi. Purtroppo qui i contendenti non sono solo Ucraina e Russia – anzi sono loro le prime vittime della guerra – ma ci sono anche gli USA con il paravento NATO. Agli USA non garba molto trattare con la Russia, l’hanno dimostrato negli ultimi 20-30 anni: a loro interessa indebolire la Russia, se non sconfiggerla; indebolire gli stati europei; sostituirsi alla Russia per gli approvvigionamenti di gas e petrolio; arricchire le proprie aziende, in particolar modo quelle produttrici di armamenti, di gas e di petrolio. In tutto ciò gli stati dell’UE si sono dimostrati deboli se non complici, danneggiando innanzitutto se stessi e secondariamente l’Ucraina. La Russia, come dicevo prima, “c’è cascata”, ma a parte i suoi morti gode di buona salute, anche grazie agli scambi e all’appoggio di Paesi non esattamente insignificanti (Cina, India e Brasile per primi). Si vaticinava un crollo verticale del PIL russo: ciò non è avvenuto se non in misura minima; anzi, stime recenti del FMI danno il PIL della Russia nel 2023 in crescita dello 0,3%, più della Gran Bretagna e della Germania.

 

Punto 5Se l’Ucraina va aiutata a difendersi, è conveniente emanare sanzioni contro la Russia anche quando non funzionano e quando danneggiano solo i paesi dell’UE avvantaggiando invece gli USA?

La risposta a questa domanda va data alla luce di quanto argomentato fin qui.

Intanto chiediamoci: la Russia ha patito per le sanzioni imposte dall’”occidente” a guida USA/NATO? Risposta: dalle iniziali ottimistiche stime che davano il calo del PIL russo a due cifre (dal 40% ad almeno 15%, più che stime desideri), il calo effettivo si è attestato al 2.3%. Inoltre, come si diceva sopra, la stima del FMI per il 2023 dà il PIL russo in crescita dello 0,3%: poco, ma in crescita. Per contro, le sanzioni alla Russia hanno implicato forti limitazioni alle economie dell’UE con conseguenti perdite e conseguente incremento dell’inflazione (che tocca e supera anche il 10%). Quindi le sanzioni alla Russia e gli aiuti all’Ucraina hanno fatto molto male alle economie UE, ma hanno fatto molto bene all’economia USA (al momento non conosco gli effetti sulle economie di Canada, Gran Bretagna, Giappone e Australia, gli alleati più solerti verso gli USA). Per gli USA è una pacchia: 1 – le sanzioni alla Russia e gli aiuti all’Ucraina hanno causato l’aumento delle esportazioni di gas e petrolio statunitensi verso l’UE, gas e petrolio molto più costosi e molto più scadenti di quelli russi; 2 – l’economia degli USA beneficia dei bilanci sempre più floridi delle aziende produttrici di armi; 3 – l’economia degli USA va così bene che l’amministrazione Biden ha deciso grossi aiuti e agevolazioni alle aziende che investono e producono negli “states”: molte aziende della UE si preparano infatti a trasferirsi negli USA impoverendo ancora di più l’Europa.

A questo proposito riporto qui di seguito quanto scritto dal generale Fabio Mini: “La guerra in Ucraina sta offrendo agli Stati Uniti l’opportunità di ripristinare una parte della capacità produttiva richiamando attività industriali e commerciali estere negli USA , costringendo gli alleati a importare risorse energetiche a costi più alti, assicurando minori costi energetici e agevolazioni fiscali alle imprese che si trasferiscono negli usa , da un lato, e rinnovando la capacità di produzione interna con sussidi di stato, dall’altro. È un piano che prevede oltre all’appropriazione dei beni russi lo strangolamento energetico ed economico della Russia, della Cina e dell’Europa. Ma mentre Russia e Cina possono contare su un mercato interno molto vasto e uno esterno ancora più vasto grazie alla loro influenza sui tre quarti del mondo che non dipendono dagli Stati Uniti, l’Europa è volontariamente vincolata e subordinata alle politiche statunitensi, comprese quelle suicide. L’Unione Europea non ha ancora ben capito la portata e le conseguenze del piano statunitense e comunque non le vuole capire per non rinunciare alla posizione d’intransigenza imposta dagli USA in merito ai rapporti con la Russia e la Cina. Il segretario generale della nato Stoltenberg, la commissaria Von der Leyen, l’alto rappresentante Borrell e tutti o quasi i nostri media continuano a mistificare la crisi europea in atto e quella a venire imputandone la colpa alla Russia.[4]

Quindi NO, non è conveniente emanare sanzioni contro la Russia perché non funzionano e perché danneggiano solo i paesi dell’UE avvantaggiando invece gli USA.

Punto 6È accettabile approvare supinamente le decisioni USA spacciate per decisioni NATO spacciate a loro volta per atti necessari ai fini della difesa della sicurezza e della democrazia?

No, non è accettabile. USA e paesi NATO sono nostri alleati (amici?) e come tali andrebbero consigliati e/o contraddetti quando necessario: ciò non significa tradirli. Delle cause del conflitto russo-ucraino ho già detto. Quali che siano le notizie propalate dagli organi di informazione mainstream[5], la verità è essenzialmente la seguente: dopo i primi timidi accordi, si è abbandonata la politica di integrazione della Russia in Europa e nella Nato sostituendola con una politica di esclusione e di aggressione politico-economica-militare (come già argomentato nei Punti precedenti).

Punto 7È giusto ed etico da parte nostra correre in soccorso degli ucraini, ma non dei palestinesi, dei curdi, degli yemeniti e di tutti quei popoli vessati dai potenti di turno?

No, non è né giusto né etico, ma succede perché non vogliamo dare fastidio ai potenti di turno. È una triste e vergognosa verità. E non è assolutamente sufficiente giustificarsi dicendo che l’Ucraina è Europa, è “vicina”. Certo, aiutare i palestinesi ad avere un loro stato non ci porta utili, anzi. E guai a contraddire in quell’area il binomio Israele/USA. Non solo: chi critica Israele viene tacciato di antisemitismo, così come chi critica gli USA e Zelens’kyj viene definito putiniano. Israele continua a occupare arbitrariamente parti dei territori palestinesi[6], ma nessuno dei paesi occidentali e democratici si è mai sognato di regalare armi ai palestinesi perché questi possano difendersi efficacemente. Stesso discorso vale per i curdi: sono stati aiutati solo in funzione anti ISIS, poi sono stati abbandonati a se stessi. NB: i curdi sono un popolo di circa trentadue milioni di individui, il più numeroso senza un proprio stato.

La nostra è la politica vigliacca dei “due pesi e due misure” e dei “forti con i deboli e deboli con i forti”. Gli esempi si sprecano, ne propongo solo tre. 1 – Zelens’kyj mette fuori legge undici partiti di opposizione, ma è giustificato perché  lo fa per necessità e protezione interne; Putin che promulga leggi liberticide è uno zar pazzo e dittatore. 2 – I profughi ucraini sono da accogliere senza se e senza ma perché fuggono dalla guerra e quindi da fame, distruzione e morte; i profughi afro-asiatici, provenienti da medesime situazioni, sono invece da respingere a prescindere (o al più da accogliere frapponendo mille difficoltà). 3 – I soldati e i civili ucraini che combattono contro i russi sono resistenti, partigiani ed eroi; i palestinesi che cercano di combattere per la loro libertà e per il proprio stato contro Israele sono invece terroristi. Che vergona!

 

Qualche commento ulteriore

Vorrei dire la mia sul perché non gridiamo “«Putin go home» mentre negli anni sessanta gridavamo a squarciagola «Yankee go home»” in appoggio al Vietnam. Le due situazioni sono molto diverse fra di loro e molto lontane nel tempo, anche se una cosa in comune ce l’hanno: l’ingerenza – se non la volontà di conquista e controllo – esercitata dagli USA in due stati sovrani, Vietnam prima e Ucraina poi.

Le situazioni sono comunque diverse.

  • Gli USA entrarono in Vietnam di prepotenza, nonostante non avessero ricevuto minacce o torti dai vietnamiti; agli occhi degli USA i vietnamiti avevano il torto di essere e voler restare comunisti, comunisti che però non minacciavano gli USA in nessun modo, tantomeno ai confini (ho semplificato).
  • La Russia entra in Ucraina perché, come si è cercato di spiegare sopra,
    • dopo vari accordi non rispettati da USA/NATO e da Zelens’kyj,
    • dopo avere ricevuto varie bocciature alle sue proposte,
    • dopo otto anni di persecuzioni subite dalle popolazioni russofone/russofili del Donbass nell’assoluta indifferenza delle anime belle occidentali,
    • dopo la confermata volontà degli USA/NATO di cooptare nell’Alleanza Atlantica sia l’Ucraina che la Georgia,

vede minacciati i suoi confini e agisce di conseguenza (vedasi anche il Punto 3).

Vorrei dire al mio amico che vede “la coda dello stalinismo aleggiare pesante” che potrei essere d’accordo, a patto di rendersi conto che aleggia pesante e sempre più onnipresente l’imperialismo USA/NATO che interferisce nelle vicende interne di altri stati sia direttamente che indirettamente o sotto copertura. Il fatto è che gli USA/NATO da gendarmi (buoni?) del mondo si stanno trasformando (o si sono trasformati?) in un pericoloso elemento di instabilità mondiale, in ciò coadiuvati dalla insignificante e remissiva UE.

Al mio amico direi che certo, “la Russia non è affatto paragonabile a paesi come l’Italia, la Francia, la Gran Bretagna”, ma sarebbe necessario aggiungere che l’UE non deve essere paragonabile agli USA. L’UE deve avere una sua indipendenza e una sua dignità, deve fare i propri interessi anche quando confliggono con gli interessi degli alleati (amici?). E con gli alleati/amici si discute, si può concordare e si può non concordare. Se gli alleati/amici impongono invece la loro “visione” allora non sono più né alleati né amici. A me sembra che per adesso l’UE stia coprendo il ruolo di servo sciocco degli USA.

Certo, noi italiani abbiamo un debito di riconoscenza verso gli USA, riconoscenza che abbiamo dimostrato fino ad oggi. Ma abbiamo anche un grosso debito di riconoscenza con l’URSS/Russia: anche questi hanno contribuito a liberarci dal nazismo anzi, se il contributo di una nazione si dovesse misurare col numero di caduti in guerra, allora questa nazione sarebbe in prima posizione a causa dei suoi circa venticinque milioni di caduti. Purtroppo i vincitori non hanno lasciato realmente libere le nazioni coinvolte nel conflitto, ma se le sono divise tra di loro. Risultato: noi e altri di qua, l’Ucraina e altri di là. Le conseguenze le conosciamo.

Per quanto fin qui detto, l’affermazione del mio amico che dice “abbiamo ancora bisogno degli Stati Uniti per impedire a una classe dirigente come quella russa attuale di spadroneggiare sul resto dell’Europa” è del tutto inaccettabile o come minimo di parte: infatti a me sembra che non tenga conto del fatto che a spadroneggiare siano anche (soprattutto?) gli USA. Certo USA e Russia spadroneggiano con modalità diverse: i primi spadroneggiano con mezzi a volte economici a volte militari, a volte soft a volte violenti, a volte palesi a volte occulti; la seconda spadroneggia in genere con modalità militari rozze e violente. La sostanza però è la medesima.

Mi preme infine evidenziare un paradosso: gli USA/NATO chiedono di processare i russi per crimini di guerra e per crimini contro l’umanità: con quale credibilità? Ma non sarebbero da processare anche gli USA per i loro crimini in Vietnam, in Cambogia, in Laos, in Iraq, in Afghanistan? … E Abu Ghraib? E Guantánamo? E l’assassinio di civili e giornalisti mitragliati da un elicottero USA a Bagdad nel 2007?[7] E i fanatici ucraini? Torniamo di nuovo ai “due pesi e due misure”.

Un altro paradosso prodotto da questa guerra è quello di veder porsi come mediatori tra Ucraina e Russia (mica tra USA e Russia!) due campioni di democrazia quali sono Israele, nella persona di Naftali Bennett, e Turchia nella persona di Recep Tayyip Erdoğan.

 

Conclusione

In conclusione, e prima che altri me le pongano, rivolgo a me stesso alcune domande.

  1. Domanda: è lecita la scelta di liberi stati di allearsi con l’occidente democratico e/o con la NATO?
    Risposta: assolutamente sì, ma salvaguardando la sicurezza degli stati vicini; in alcuni casi è opportuno che le alleanze non siano di tipo militare.
  2. Domanda: quali alleati preferisci? Stai con gli USA o con la Russia?
    Risposta: innanzitutto starei con un’Europa forte e autonoma. Se poi devo scegliere strettamente tra USA e Russia non posso che scegliere il meno peggio (sempre che lo sia), oggi gli USA. Ciò non toglie che mi riserverò sempre di criticare, anche duramente, i miei alleati.
  3. Domanda: dopo tutto ciò che hai scritto, puoi dire dove preferiresti vivere?
    Risposta: ad oggi preferisco vivere in Italia, un domani non so. Preferisco vivere in Italia – nonostante tutti i suoi difetti – perché è la mia terra, perché ci sono nato e cresciuto e perché è la terra dei miei avi. Che sia la terra ideale no, questo no, ma al momento per me è la migliore.
  4. Domanda: in conclusione, pensando al futuro sei ottimista o sei pessimista?
    Risposta: sono pessimista sul futuro dell’Italia, dell’Europa e della Terra intera. Mi dispiace per i miei figli, per i miei nipoti e per tutte le generazioni future. Spero di sbagliarmi.

[1] Frase pronunciata in un colloquio del 2014 con l’ambasciatore Usa in Ucraina, Geoffrey Pyatt, mentre discutevano di chi mettere al posto del filorusso Janukovyč di lì a poco deposto e riparato in Russia. Una presentazione della Nuland è disponibile qui: https://contropiano.org/news/internazionale-news/2022/02/04/victoria-nuland-un-personaggio-losco-nella-crisi-ucraina-0146274

[2] Vedere per esempio qui: https://www.youtube.com/watch?v=f_RB191I824

[3] … anche con il contributo di formazioni neonaziste. A tal proposito la giornalista Maria Grazia Bruzzone scrisse un report nel maggio 2014 (anno della rivoluzione Maidan) dal titolo “Ucraina: se il nuovo corso filo-Occidente include l’ultradestra neo-Nazista”: https://www.lastampa.it/blogs/2014/05/22/news/ucraina-se-il-nuovo-corso-filo-occidente-include-l-ultradestra-neo-nazista-br-1.37251588/

[4] da “L’Europa in guerra“, Fabio Mini, ed. PaperFIRST, 2023.

[5] Reporter Senza Frontiere ha pubblicato il World Press Freedom Index, indicatore della libertà di stampa: nel 2022 l’Italia è in 58a posizione su 180 paesi del mondo, superata da Gambia, Suriname, Tonga, Romania, Armenia, peggiorando di molto rispetto al 2020 e 2021. Gli USA sono al 42° posto.

[6] Israele è il primo nella graduatoria mondiale degli stati che violano le risoluzioni dell’ONU. Possiamo dirlo? Se ne fottono.

[7] Il crimine fu rivelato da WikiLeaks di Julian Assange. USA, Svezia e Gran Bretagna sono tuttora coinvolte nella persecuzione di Assange.

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2 commenti

aldo venerdì, 17 Marzo 2023 - 9:26

sono pienamente daccordo su tutto
Spero che i sapienti colleghi giornalisti si pongano le stesse domande

claudio sabato, 18 Marzo 2023 - 14:03

Sono d’accordo su tutto

Commenti chiusi.

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