L’abbandono delle campagne e l’avanzare delle superfici agricole incolte espongono il territorio pugliese a un grave pericolo. I terreni non coltivati, coperti da erba secca, si trasformano rapidamente in una vera e propria “benzina” per gli incendi. In questo contesto, il ruolo degli agricoltori quali custodi del territorio è insostituibile.
Siamo noi agricoltori i guardiani del nostro territorio. Il nostro lavoro va ben oltre la produzione di cibo: attraverso una costante manutenzione del paesaggio rurale, contrastiamo il dissesto idrogeologico, proteggiamo la biodiversità e arginiamo l’abbandono delle aree interne. Questa vocazione è oggi riconosciuta anche a livello legislativo.
Con la cura dei canali e il ripristino dei muretti a secco evitiamo il dilavamento del suolo e rallentiamo il deflusso delle acque piovane, contribuendo a prevenire frane e alluvioni.
Fondamentale è anche il presidio del bosco e del sottobosco. La pulizia delle aree boschive previene l’accumulo di materiale secco, ovvero biomassa, riducendo drasticamente il rischio di incendi e il degrado del terreno. Attraverso buone pratiche agronomiche, come il pascolo controllato e il decespugliamento, si riduce la quantità di biomassa secca, cioè il principale “combustibile” presente nel sottobosco.
La coltivazione attiva dei campi rappresenta uno dei più efficaci ostacoli alla propagazione del fuoco e all’abbandono delle terre.
L’Italia ha formalmente istituito la figura dell’agricoltore custode dell’ambiente e del territorio con la Legge n. 24 del 2024, che consente agli imprenditori agricoli di collaborare attivamente con gli enti locali per la salvaguardia dell’ecosistema. La normativa prevede appositi elenchi regionali per valorizzare chi svolge questo importante servizio a favore della collettività.
Affidarsi agli agricoltori per la tutela del territorio rappresenta una strategia fondamentale per prevenire gli incendi, riducendo drasticamente i costi sociali, economici e ambientali legati alle emergenze. Gli agricoltori costituiscono un autentico presidio umano ed ecologico nelle aree rurali e boschive.
Per questo rivolgo un appello alle istituzioni — Comuni, Province, Regione e anche Anas — affinché coinvolgano maggiormente agricoltori e periti agronomi. La loro partecipazione è fondamentale per la prevenzione degli incendi, perché garantisce una gestione attiva, competente e concreta del territorio.
Massimo Alibrando
Perito agrario







