Mercoledì 13 maggio 2026, alle ore 20:30, il prestigioso scenario del Teatro Comunale di Ceglie Messapica ospiterà la prima dello spettacolo “La Serva Padrona”, celebre intermezzo buffo di Giovanni Battista Pergolesi. L’evento rappresenta il culmine di una prestigiosa collaborazione tra l’Accademia di Belle Arti di Lecce e il Conservatorio di Musica “Tito Schipa” di Lecce, fortemente voluto dai Presidenti Nicola Ciracì e Luigi Puzzovio, dai Direttori Nunzio Fiore e Giuseppe Spedicati, unendo l’eccellenza della formazione musicale a quella della progettazione scenica e visiva.
Il progetto si avvale di importanti patrocini e finanziamenti, tra cui il Ministero dell’Università e della Ricerca, l’Unione Europea (NextGenerationEU) e l’iniziativa ItaliaDomani (PNRR). L’opera vedrà l’esecuzione musicale affidata a un quintetto d’archi accompagnato dal clavicembalo, sotto la direzione d’orchestra del Maestro Giovanni Pellegrini. Sul palco, un cast di alto profilo darà vita ai personaggi di Pergolesi:
- Adriana Damato (Soprano)
- Rocco Cavalluzzi (Basso)
- Francesco Biasi (Mimo)
Il valore aggiunto di questa produzione risiede nell’allestimento scenico. La regia e la progettazione scenica sono firmate da Vincenzo Sansone e Salvatore Manzi, con il supporto delle assistenti alla regia Simona Contangelo e Sara Totaro. Le scenografie digitali, curate da Martin Romeo, promettono di offrire una rilettura contemporanea e suggestiva di un classico del Settecento.
Presentazione dell’Opera
La serva padrona di Giovanni Battista Pergolesi, rappresentata per la prima volta a Napoli nel 1733, è uno dei più celebri intermezzi della tradizione musicale italiana e uno dei capolavori fondativi dell’opera buffa settecentesca. Concepita originariamente come intermezzo dell’opera seria Il prigionier superbo, l’opera ottenne rapidamente un successo autonomo grazie alla vivacità teatrale, alla freschezza della scrittura musicale e all’immediatezza dei personaggi, imponendosi nei principali teatri europei. La vicenda si sviluppa attorno al rapporto tra Uberto, anziano padrone di casa, e Serpina, giovane serva arguta e intraprendente, che attraverso ironia e intelligenza riesce progressivamente a sovvertire gli equilibri sociali fino a divenire “padrona”. Il personaggio muto di Vespone completa il tessuto teatrale con interventi mimici di grande efficacia scenica.
Pur nella semplicità dell’intreccio, La serva padrona rivela una straordinaria modernità espressiva: Pergolesi unisce eleganza melodica, ritmo teatrale e raffinata caratterizzazione psicologica, delineando un modello destinato a influenzare profondamente la storia del teatro musicale europeo. L’opera ebbe inoltre un ruolo centrale nella cosiddetta “Ǫuerelle des Bouffons”, il dibattito culturale che animò la Parigi del XVIII secolo attorno ai rapporti tra tradizione francese e opera italiana. La produzione proposta dal Conservatorio si inserisce nel percorso di valorizzazione del repertorio operistico e della prassi esecutiva storica, offrendo al tempo stesso un’importante esperienza formativa e artistica per studenti e docenti coinvolti nel progetto.















