Home Cultura Le opere di Alessandro Passaro in mostra dal 20 dicembre allo Splendid bar 22

Le opere di Alessandro Passaro in mostra dal 20 dicembre allo Splendid bar 22

da Cosimo Saracino
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Lo Splendid Bar 22 sarà la location privilegiata per la nuova mostra dal titolo “Gravità” dell’artista mesagnese Alessandro Passaro. Dal 20 dicembre e fino al 26 l’universo poliedrico del pittore si potrà ammirare nel pub di vico Zambelli a Mesagne. Il centro storico si conferma teatro di linguaggi che esprimono emozioni differenti. Vernissage alle ore 17 del 20 dicembre con un Concerto Incerto di apertura. Di seguito il testo critico sulla mostra:

La pittura contro la Gravità dell’insieme di Graziella Melania Geraci

L’universo poliedrico di suggestioni e di sensazioni dell’opera pittorica invita a perlustrazioni e ad indagini che spesso conducono ad un’esplosione endogena. Le valli fatte di stesure di colore, le salite ardue di significati ancestrali e le linee infinite dotate di sentimento e ricordo amplificano le stratificazioni emozionali e si rendono viatico in una scoperta identitaria interiore. Bisogna far i conti con i silenzi e le ritualità esecutive, tutti strumenti, espressioni di un sentire comunicativo che si barcamena tra desiderio edonistico e offerta al potenziale fruitore.

La pittura di Alessandro Passaro si inserisce in tale contesto poetico ed esplica in un linguaggio multiforme, in una elaborazione ritmica, un profondo senso critico della realtà e dei suoi drammi. L’espressionismo figurativo, la realtà descritta quasi con astrazione e le sue diverse ramificazioni accomunano fermenti pulsionali, elementi autobiografici che sfociano  in una sorta di caratterizzazione narrativa dell’operato pittorico. Focale appare la citazione dell’insieme, cioè della stessa pittura che assurge a ruolo di sacralità espressiva attraverso il particolare che sia soggetto o segno, concetto o rappresentazione.

Il titolo del ciclo pittorico Gravità è per definizione una “Preoccupante difficoltà” e così dovrebbero apparire i protagonisti delle tele del Passaro, oscillanti e precari a mezz’aria ma contraddittoriamente dall’aspetto felice. Un eterogeneo campionario umano galleggia nella tela pastosa, naviga leggero, assopito e sereno in un universo sospeso strizzando l’occhio ai maestri della pittura. Nell’incontro di stratificazioni materiche l’artista traccia e definisce il desiderio e la memoria lasciando spazio al riconoscimento delle esperienze personali che fluiscono libere nel corpo cromatico. Proprio per evitare la fuga, o per intraprenderla in altro verso, la pennellata  risponde ad una provocazione e cola, assurge a simbolo di se stessa dotando di forti appigli i fluenti personaggi.

Il rapporto con gli elementi circostanti appare come un dialogo costante, una simbiosi strutturale che definisce spazi e dimensioni, così l’immagine si trasforma e il fuoco del racconto visivo si moltiplica su differenti piani di lettura. Ed è proprio in queste prospettive sfaccettate, in questo senso del multiplo che nasce la voglia della scoperta e la domanda insoluta dell’arte del pittore. Le sue narrazioni pittoriche sono il corrispettivo di un mondo poetico, di un pensiero che si evolve in un raffinato espressionismo nelle rapide pennellate al limite del gestuale.

La composizione si apre sempre a nuove interpretazioni, appaiono sulla tela grumi, schizzi, segni e solchi che definiscono percorsi personali ma che immancabilmente diventano simboli universali dalle accezioni globali.

Lo svelamento pittorico gioca con il materico favorendo un moto istintivo nello spazio della tela, un’azione inconscia che subisce il fascino delle immagini, delle persone, dei frammenti di vita, dei nodi dell’esistenza in un processo di costante trasformazione.

Le infinite sfaccettature duplicano e moltiplicano, in una continua articolazione, la costruzione di un ritmo dall’andamento opposto, tra superficialità e profondità, che riesce a favorire la creazione di un’opera accattivante e misteriosa.

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