Home Attualità L’Epifania tutte le feste porta via… – di Padre Angelo Muri

L’Epifania tutte le feste porta via… – di Padre Angelo Muri

da Redazione
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Molto orecchiabile la rima, ma del tutto alterata la verità… Infatti siamo chiamati a distinguere il valore educativo e formativo delle feste, ed il valore della cornice, delle sue luci, delle sue tradizioni, del suo fascino. Il valore pregiato di un di un quadro è la tela, opera che da sola, canta la bellezza di un capolavoro, della capacità creativa dell’uomo, dell’armonia tra arte e messaggio, tra bello e… divino… la cornice veste la tela, gli dà una dimensione che ti aiuta ad approfondire la sublimità del messaggio, e a distinguere il valore del bello e da ciò che aiuta lo sguardo a fissare la centralità del messaggio.

La festa è sì un capolavoro da leggere, capire, interiorizzare, ma è anche un invito di Dio, ad entrare nel mistero, sì da farsi illuminare dal mistero di Dio che ritorna a rivivere nella memoria, il mistero di un amore, che nella Sacra Scrittura, viene chiamata “alleanza” con l’uomo per una storia diversa.

La vera festa è un invito a “Celebrare” un incontro tra Dio che “torna a farsi uno di noi”, “per farci come lui”. Il presepe non è soltanto un capolavoro di arte, ma un invito ad incontrare quel che è tornato a farsi piccolo, per insegnare all’uomo che la storia è stanca di protagonismo, di super-uomini che esaltano l’intelligenza artificiale, ma di uomini semplici, come i pastori che andarono, adorarono, offrirono il frutto del loro lavoro, poi tornarono ed esultanti raccontarono a tutti ciò che avevano visto … Solo prendendo da Dio il bello, il buono, ciò che può far crescere il singolo e la collettività, anche noi siamo portati a credere che la guerra fa grandi e potenti gli uomini. I Re magi…videro una stella, bisognosi di luce, lasciarono i loro castelli, andarono, adorarono, offrirono e…per altra via… non quella della menzogna di Erode, ma quello dell’incontro con Cristo, tornarono diversi alle loro responsabilità. Le feste, quindi, hanno una cornice, ma anche un messaggio da cercare, da accogliere, da fare proprio, per sentirsi impegnati a dire “abbiamo visto il Signore, ecco cosa ci ha detto “ Amatevi, come io ho amato voi”.

E’ deludente che dopo un Natale, dopo un inizio di un altro anno, il prodotto dell’uomo, nella celebrazione con Dio, non cambia. Guerre, morti, femminicidi, disgrazie provocate per essere incoscienti, spavaldi, mafiosi, provocatori di odio e di rancori. Rimane, perciò, l’augurio del Dio fatto uomo: “Come ho fatto io, fate voi… pace agli uomini di buona volontà”. Questo augurio ha 2024 anni… ma la pace è sempre in pericolo… perché anche oggi, mancano gli uomini che Lui ha chiamato a RI-NASCERE.

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