L’esperienza del Treno della Memoria 2026 ha coinvolto 13 alunni delle classi quarte in un percorso intenso di viaggio, studio e restituzione, che ha intrecciato visita ai luoghi dello sterminio, educazione alla cittadinanza e produzione teatrale condivisa con tutto il liceo.
Per otto giorni i ragazzi hanno seguito il cronoprogramma predisposto dall’associazione TdF Mediterranea APS, vivendo il Treno della Memoria non come una semplice gita, ma come un vero progetto formativo sulla storia e sulla responsabilità del presente.
Dopo il ritrovo e la partenza il primo giorno, il gruppo ha raggiunto Cracovia nel pomeriggio del secondo giorno, sistemandosi in ostello e condividendo una cena di comunità che ha inaugurato il cammino di conoscenza e di convivenza.
Il terzo giorno è stato dedicato alla scoperta della città: la visita guidata della città vecchia e del quartiere ebraico, insieme alla Sinagoga Remuh e al campo di Plaszow, ha permesso agli studenti di incontrare concretamente la storia delle comunità cancellate dalla Shoah. Nel pomeriggio la successiva visita teatralizzata di Cracovia ha intrecciato narrazione, luoghi e testimonianze, aiutando i ragazzi a cogliere la stratificazione della memoria nello spazio urbano. Il quarto giorno ha approfondito il tema della persecuzione con la visita al museo della Fabbrica di Schindler e al ghetto ebraico, completando il percorso nei luoghi della città ebraica e nella sinagoga Remuh. In serata gli studenti hanno assistito allo spettacolo “Bent” della compagnia Itaca Teatro, che attraverso il linguaggio scenico ha aperto una riflessione ulteriore sulle persecuzioni e sulle discriminazioni, collegando memoria storica e sensibilità contemporanea.
Il quinto giorno è stato il cuore più duro e necessario del viaggio: dalla mattina alla sera i ragazzi hanno visitato i campi di Auschwitz e Birkenau, accompagnati da guide che hanno contestualizzato i luoghi dello sterminio nazista.
Tra i blocchi, le baracche e i binari, il gruppo ha vissuto una commemorazione che ha trasformato il silenzio in impegno, dando consapevolezza numerica e concreta a ciò che nei libri di storia resta spesso confinato alle pagine. Il sesto giorno è stato dedicato all’elaborazione collettiva: in assemblea di gruppo, al mattino, gli studenti hanno potuto mettere in parola emozioni, dubbi e domande emerse durante le visite. Nel pomeriggio, durante l’assemblea plenaria, le diverse voci si sono intrecciate in un confronto più ampio, costruendo un lessico comune di responsabilità, rispetto e cittadinanza attiva.
Il settimo giorno il gruppo è ripartito per l’Italia, portando con sé quaderni di appunti, immagini interiori e soprattutto la consapevolezza che la memoria non può restare confinata ai soli partecipanti.
Nel terzo giorno della settimana dello studente, i partecipanti al Treno della Memoria sono diventati protagonisti di un recital pensato come atto pubblico di restituzione per tutto il liceo del loro viaggio e dell’esperienza fatta dai ragazzi di quinta che hanno visitato il campo di Therezin.
Testi, immagini, musiche e momenti di silenzio sono stati intrecciati in una drammaturgia originale, scritta con l’aiuto dei docenti a partire dai loro taccuini di viaggio, dalle parole ascoltate nei luoghi visitati e dalle risonanze personali.
Sul palco, i ragazzi hanno condiviso brani narrativi, letture di testimonianze storiche, canti e riflessioni in prima persona, alternando momenti corali a monologhi più intimi.
Il recital non ha voluto “spiegare” la Shoah, ma aprire domande, collegando il passato ai temi di oggi: i linguaggi dell’odio, le discriminazioni, la responsabilità di non voltarsi dall’altra parte.
Per l’istituto, il Treno della Memoria 2026 e il viaggio di istruzione di quinto sono stati un investimento educativo che ha trasformato gli studenti in testimoni tra pari, capaci di portare nella quotidianità scolastica ciò che hanno visto e sentito.
Il recital della settimana dello studente ha reso la memoria un patrimonio condiviso, mostrando come la storia, attraversata con serietà e sensibilità, possa diventare impegno concreto per una scuola e una società più consapevoli e più umane.








