Avevano appena 14 anni quando, nel 1962, si ritrovarono tra i banchi delle classi al Carmine di Mesagne, per frequentare il primo anno della scuola di Avviamento. Oggi, oltre sessant’anni dopo, continuano a ritrovarsi con lo stesso entusiasmo di allora. Qualche capello bianco in più, tanti ricordi da raccontare e quella voglia di stare insieme che il tempo non è riuscito a cancellare.
Ieri sera, alla pizzeria Felicità da Vito, in via Albricci, nel cuore del centro storico di Mesagne, si è rinnovato un appuntamento che ha il sapore delle cose autentiche. Nessuna ricorrenza particolare da festeggiare, nessun anniversario. Soltanto il piacere di rivedersi, ancora una volta.
E inevitabilmente i ricordi sono tornati a quei giorni di scuola, quando, finite le lezioni, si correva nell’attività del padre di uno dei compagni per recuperare qualcosa con cui inventarsi un gioco. Bastava poco per divertirsi. E forse proprio in quella semplicità è nato un legame destinato a durare una vita.
Qualcuno, purtroppo, non c’è più, ma continua a vivere nei racconti e nella memoria di chi è rimasto. Perché certe amicizie non conoscono assenze definitive.
Nella storica fotografia di classe compaiono anche gli insegnanti don Francesco Campana, Nicola Baldassarre e Michele Muraglia, docente di Applicazioni tecniche, insieme al preside Pendinelli e a Devincentis, che svolgeva le funzioni di segretario.
E poi ci sono loro, i ragazzi di allora: Roberto Morobianco, Luigi Dipietrangelo, Eugenio Marangio, Carlo Caponegro, Roberto Cavaliere, Pietro Candida, Antonio Palermo, Bruno Caramia e Giuseppe Di Donfrancesco.
Una storia semplice, ma preziosa, che racconta anche un pezzo della Mesagne di una volta. Quella delle scuole, dei giochi improvvisati, delle amicizie nate tra i banchi e custodite per tutta la vita.
Perché in fondo, quando si ritrovano insieme, non conta quanti anni siano passati: per un momento tornano tutti quei ragazzi di 14 anni. E la campanella dell’ultima ora sembra essere suonata soltanto ieri.









